A qualcuno piace caldo

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Billy Wilder

A qualcuno piace caldo

Scheda:

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© MGM

Titolo originale:

Some Like It Hot

Uscita Italia:

16 Settembre 1959

Uscita USA:

29 Marzo 1959

Regia:

Billy Wilder

Sceneggiatura:

I. A. L. Diamond, Billy Wilder

Genere:

Commedia, Sentimentale

REDAZIONE: ★9.5

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Due musicisti, dopo aver assistito a un omicidio di natura mafiosa, fuggono da Chicago travestendosi da donne.

Chicago, 1929: Joe (Tony Curtis) e Jerry (Jack Lemmon) sono due musicisti jazz, che si esibiscono in un locale privato di un gangster, Ghette Colombo (George Raft). Quando la polizia fa irruzione, gli uomini fuggono, e si ritrovano il giorno successivo ad assistere accidentalmente alla vendetta di Ghette e dei suoi scagnozzi contro l’informatore che ha provocato la retata della notte passata.

“Joe e Jerry, timorosi per la loro vita, si trasvestono da donne, e con i nomi di Josephine e Daphne si uniscono a un’orchestra femminile diretta in Florida.”

Durante il viaggio, si legano maggiormente con la cantante Sugar Kane (Marilyn Monroe), e con lei instaurano un rapporto molto intimo, competendo a vicenda per il suo affetto. Una volta a Miami, Joe inizia a corteggiare Sugar assumendo un secondo travestimento, da giovane erede milionario, Junior. Jerry d’altro canto, viene a sua volta corteggiato da un vero milionario, Osgood (Joe E. Brown), che lo invita a cenare sul suo yacht. Joe coglie l’opportunità: convince il suo amico a mantenere Osgood occupato a terra, e portare così Sugar sullo yacht, fingendo che sia suo. Joe, nei panni del ricco, conquista il cuore di Sugar, mentre Jerry torna in albergo entusiasta, con una proposta di matrimonio, che accetta, confessando al suo amico di utilizzare il matrimonio per ottenere soldi da un immediato divorzio.

Contemporaneamente, l’albergo nel quale l’orchestra risiede, ospita un importante incontro dei membri della mafia. Ghette e i suoi tirapiedi riconoscono Joe e Jerry come i testimoni dell’omicidio di Chicago, e cercano di acciuffarli. I due musicisti si rendono conto che devono lasciare la band e l’hotel, abbandonando Sugar e Osgood. Tuttavia, “Little Bonaparte” (Nehemiah Persoff), a capo del sindacato criminale, fa uccidere Ghette e i suoi uomini. Joe, Jerry e Sugar scappano dal caos creatosi, e fuggono con Osgood nel suo motoscafo. La giovane cantante scopre quindi che Joe, Josephine e Junior sono la stessa persona, ma ormai innamorata segue il sassofonista nella fuga, abbandonandosi a lui. Jerry infine, ancora nei panni di Daphne, tenta di convincere Osgood che tra loro non ci sarà futuro, senza successo. Decide quindi di rivelare la sua vera identità di uomo, e Osgood, impassibile, risponde semplicemente “Beh, nessuno è perfetto”.

Recensione:

Malgrado la mancata approvazione da parte di numerose associazioni cinematografiche a causa dei temi scottanti trattati, A qualcuno piace caldo (1959) ebbe immediatamente un grande successo di critica e pubblico. Billy Wilder (Giorni Perduti, 1945; L’appartamento, 1960), allora già noto al grande pubblico, scrisse un copione, in collaborazione con il suo scrittore di fiducia I.A.L. Diamond, traendo spunto da un film francese uscito più di vent’anni prima. Il film riprese inoltre fatti di cronaca realmente accaduti (come la strage di S. Valentino del ‘29), rielaborati in chiave ironica secondo i canoni della commedia americana. Tutto ciò, mescolato intelligentemente con la rappresentazione satirica di Billy Wilder, diede origine a una sceneggiatura pressoché perfetta a livello di costruzione, ritmo e singoli momenti.

“Efficace è l’inversione dei ruoli tra i personaggi, la cui continua dissimulazione risulta estremamente convincente, e le numerose situazioni paradossali, oltre che divertire, portano lo spettatore a riflettere su temi particolarmente delicati, quali per esempio il ruolo della donna, il proibizionismo (e la mafia che ne trae vantaggio), la crisi della mascolinità e soprattutto l’omosessualità, impensabile per l’epoca.”

Billy Wilder, in aggiunta, gioca abilmente con le connotazioni dei tre protagonisti; l’impalpabile sessualità di Marilyn Monroe (Gli uomini preferiscono le bionde, 1953; Il principe e la ballerina, 1957) si fonde perfettamente con l’ironia (e autoironia) della coppia Curtis-Lemmon, rivelando man mano equivoci, gag e situazioni che alimentano la farsa, rendendola sempre più intrattenente e riflessiva. Gli stereotipi del gangster italo-americano (non è casuale la somiglianza di Little Bonaparte con Benito Mussolini) e del milionario annoiato vengono analizzati per i loro difetti e le loro contraddizioni, enfatizzandoli, grazie soprattutto alle reazioni sceniche dei protagonisti Joe e Jerry, che fanno da tramite per lo spettatore.

Un ulteriore pregio della pellicola risiede inoltre nelle componenti drammatiche del film (uccisioni, mafia, alcolismo), completamente sollevate dal proprio ruolo tragico, e rielaborate in chiave comica.

A completare il quadro vi è la regia: eccellente nel rappresentare un’epoca (e le sue incoerenze sociali) e negli ottimi numeri musicali. La scelta del bianco e nero, espressamente voluta da Wilder per motivi pratici (la tecnica a colori non era ancora perfezionata), permise al pubblico di immedesimarsi maggiormente negli anni in cui la storia è ambientata, e conferì alla pellicola un valore iconico non indifferente.

Ciò che tuttavia ha reso A qualcuno piace caldo così tanto emblematico sono le splendide performance dei protagonisti (e non). L’interpretazione di Marilyn Monroe, in grado di trascendere ogni epoca, esalta pomposamente la coppia di attori maschili, che in balia della bella cantante, celano una sessualità quasi parodistica. Difatti, Jack Lemmon (La nave matta di Mister Roberts, 1955) e Tony Curtis (La grande corsa, 1965) ricoprono magnificamente i loro ruoli, spesso seguiti da attori e caratteristi secondari altrettanto capaci (vedi Joe E. Brown per esempio). Infine si ricordano gli ottimi numeri musicali, tra i quali spicca fortemente “I Wanna Be Loved by You”, cantata dalla bionda statunitense, e per ovvi motivi i celeberrimi costumi (di Orry Kelly), premiati agli Academy Awards nella loro categoria.

In conclusione, che A qualcuno piace caldo sia una delle migliori commedie americane di sempre non vi è alcun dubbio, tuttavia, se a qualcuno è parso che la finzione sovrasti la realtà non deve preoccuparsi, perché d’altronde “nessuno è perfetto”.

Pro:

  • Capolavoro della commedia americana, che oltre ad intrattenere e a divertire, riesce a infrangere con incredibile naturalezza tabù psicosessuali di risonante impatto sociale.
  • Sceneggiatura e Regia in completa armonia, eccellenti nella costruzione di una satira efficace e visivamente attraente.
  • Grandi performance attoriali, sia dei protagonisti, sia dei tanti ruoli secondari.

Contro:

  • Nessuno.

3 / 5. 1