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Animali Notturni

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Scheda:

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© Universal Pictures

Titolo originale: Nocturnal Animals
Uscita Italia: 17 Novembre 2016
Uscita USA: 18 Novembre 2016
Regia: Tom Ford
Sceneggiatura: Tom Ford
Genere: Drammatico, Thriller, Noir

Voto: ★8.5

Cast:

Trama:

La macabra trama di un manoscritto, recapitato a una donna da parte del suo ex-marito, la porta a riflettere sulle proprie colpe passate.

Susan Morrow (Amy Adams), gallerista di successo ma infelice, riceve dall’ex marito Edward Sheffield (Jake Gyllenhaal) un manoscritto di un suo romanzo, Animali notturni, a lei dedicato. A lettura iniziata, Susan si rende conto degli inquietanti parallelismi fra la loro vita passata e la trama del romanzo.

Hastings (Jake Gyllenhaal), padre di famiglia che durante un tragitto in auto notturno nel Texas si vede rapite moglie e figlia (Isla Fisher e India Meruez) dalla banda del criminale Ray Marcus (Aaron Taylor-Johnson). Le due vengono ritrovate massacrate e seviziate. Con l’aiuto dello stolido detective Bobby Andes (Michael Shannon), Tony rintraccia Ray e il suo secondo Lou (Karl Glusman) ma non ci sono prove sufficienti per un arresto formale.

“Bobby, unico disposto a credere a Tony, si scopre peraltro affetto da un cancro terminale e decide pertanto di agire per vie illegali, convincendo l’amico a farsi giustizia da sé.”

Mentre Lou viene ucciso, però, Ray scappa: in uno scontro finale, mentre Ray descrive con sadismo le torture inflitte alle due donne, Tony riesce a ucciderlo ma rimane a sua volta prima gravemente ferito e poi mortalmente colpita dalla propria pistola.

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Susan, procedendo nella lettura, si ricorda di quando conobbe Edward al liceo, di come iniziò a tradirlo con un uomo più ricco ostacolando la sua carriera di scrittore e di come abortì il loro unico figlio per poter ottenere il divorzio. Susan, oppressa dai sensi di colpa, si sincera del benessere della figlia e poi decide di invitare a cena Edward, che non vede da vent’anni. Quest’ultimo, come ultimo atto di vendetta, non si presenta, facendo pagare il fio alla ex-moglie egoista e venale.

Recensione:

Può sembrare sconvolgente che uno dei più recenti capolavori del nuovo cinema noir provenga dalla penna, e dalla macchina da presa, non di un regista di professione, bensì di un noto stilista. Eppure Tom Ford, al suo secondo film dopo A Single Man (2009), spiazza le aspettative con un gioiello che, innanzitutto per le immagini, è quasi impeccabile. Che sia merito della fotografia di Seamus McGarvey (Alta fedeltà, 2000; The Avengers, 2012) o proprio dell’occhio allenato all’estetica di Ford, ciò che conta è il risultato: un’efficacia visiva che passa dalle ballerine felliniane dei titoli di testa alle riprese notturne della strada, rappresentazione della provincia americana più recondita è malata sulla sedia del miglior David Lynch.

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Tom Ford dimostra però dimestichezza con la macchina del cinema anche per quanto riguarda la scrittura: il soggetto, tratto dal romanzo Tony and Susan di Austin Wright, viene reso nella sceneggiatura con un ricorso ai modelli tensionali più efficaci.

“Alternando il dramma personale al thriller psicologico, intersecando tre livelli narrativi (passato, presente, finzione) estremamente connessi fra loro e ricorrendo all’espediente delle scatole cinesi, lo spettatore si trova di fronte a una storia lineare, malgrado la complessità, eppure coinvolgente e inaspettata.”

La sensazione di essere incatenati alla poltrona della sala, trasportati nel vortice psicotico della protagonista dall’obiettività dei dialoghi e dal montaggio alternato perfetto di Joan Sobel, è il punto di forza maggiore del film. E davvero il montaggio risulta funzionale e nobilita un racconto già di per sé d’alto livello: Sobel, d’altra parte, ha una dimestichezza con la molteplicità di linee narrative ereditate dalla propria esperienza con il dittico Kill Bill (2003-2004), per cui ha assistito alla montatrice Sally Menke.

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Le musiche di Abel Korzeniowski (già collaboratore di Tom Ford e autore della riedizione, nel 2004, di Metropolis di Fritz Lang), di nuovo, sono perfettamente coordinate allo storytelling. Una menzione d’onore va anche alle interpretazioni principali. Oltre a Gyllenhaal sdoppiato fra scrittore vendicativo e suo doppio romanzato (idea efficace dal punto di vista del casting), e alla Adams perfetta nel proprio ruolo ambiguo, si sottolinea come gli attori sappiano ora essere tremendamente umani e sofferenti, ora spietati e sadici come automi (o come agenti narrativi, specie nelle sequenze del romanzo dentro al film?).

Non sorprende che un film del genere, autoriale nel senso vero del termine, abbia avuto più successo in circuiti e festival d’essay che presso il pubblico più composito (una sola candidatura agli Oscar, peraltro meritata, per Shannon!). Presentata a Venezia, Toronto e Londra, la pellicola ha ricevuto più candidature che premi effettivi, fatta eccezione per il David di Donatello nel 2017 è un Golden Globe ad Amy Adams. Si tratta infatti di un crime ad alta tensione, dove le dinamiche psicologiche sono proprio ciò che colpisce maggiormente lo spettatore, portandolo a livelli di violenza mentale quasi insostenibile (laddove la violenza si fa esplicita, invece, la qualità cala leggermente). Un plauso va quindi alla strategia distributiva di Netflix che, rivelandosi più arguta di quella delle classiche sale, ha incluso il film nel proprio catalogo: quando un’opera è tale da sconvolgere sia il cinefilo che lo spettatore occasionale, andrebbe semplicemente preservata con la visibilità che si merita.

Pro:

  • Comparto visivo esteticamente impeccabile.
  • Storytelling e montaggio perfetti.
  • Ottime interpretazioni dei protagonisti e non.

Contro:

  • La violenza esplicita risulta meno efficace di quella suggerita, psicologica.

Prezzo Amazon:


Supporto: Blu-ray
Uscita: 22 Marzo 2017
Paese: Italia


Supporto: DVD
Uscita: 22 Marzo 2017
Paese: Italia

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