Unpolitical Reviews

Arrivederci Professore

Arrivederci Professore

ADBlock Rilevato


Siamo un piccolo team e lavoriamo sodo per garantire la massima qualità delle nostre recensioni. L'unica nostra fonte di guadagno sono le inserzioni inserite saltuariamente e discretamente all'interno degli articoli. Pertanto non è possibile visitare il sito con un AdBlock attivo.

Grazie per la vostra comprensione, Unpolitical Reviews.

Ho disattivato l'AdBlock

Scheda:

arrivederci_professore_info

© Notorious Pictures

Titolo originale: The Professor
Uscita Italia: 20 Giugno 2019
Uscita USA: 17 Maggio 2019
Regia: Wayne Roberts
Sceneggiatura: Wayne Roberts
Genere: Drammatico, Commedia

Voto: ★6-

Cast principale:

Trama:

Un professore di lettere di uno stimato college americano scopre di avere un cancro terminale. Decide così di godersi gli ultimi mesi di vita nei modi più folli.

Richard (Johnny Depp) è un docente di lettere di un prestigioso college americano. Un giorno il suo medico gli diagnostica un cancro ai polmoni in fase terminale: il pronostico è di massimo sei mesi di vita senza cure. Dopo un primo momento di sconforto e rabbia, l’ancora relativamente giovane Richard decide di imprimere una serie di svolte alla sua vita fatta di piccole ipocrisie. Quella sera stessa, a cena con i familiari, sopraggiungono altre due rivelazioni: la moglie Claire (Zoey Deutch) ha una relazione con il datore di lavoro di lui, Harry (Ron Livingston), e la figlia Olivia (Odessa Young) si rivela gay, con disapprovazione della madre.

Richard, pur non rivelando nulla loro, si dà subito da fare: a lezione, caccia con battute taglienti tutti gli studenti non interessati e invita i pochi rimasti a leggere un solo libro, appassionarsene e presentarlo in classe; la sera, si accorda Claire per accettare la sua infedeltà, a patto di concedersi a propria volta delle avventure. I due coniugi, in totale armonia seppur scambiandosi continue frecciatine, festeggiano ubriacandosi e consumando medicinali fino a drogarsi, finché non vengono sorpresi dalla figlia, tornata a casa con la propria ragazza.

“Nel contempo, i metodi didattici fuori dagli schemi di Richard destano le ire del direttore Harry: il professore conduce lezioni con gli studenti al pub, fuma spinelli e ha rapporti sessuali continui con chiunque,”

si tratti di una cameriera o del proprio studente fornitore di brownies alla marijuana.

Continua...

Offerta Partner

Unico a sapere della sua malattia è l’amico e collega Peter (Danny Huston), che cerca di indirizzarlo sulla strada della guarigione: anche il tentativo di portare Richard presso un gruppo di supporto fallisce, quando questi invita gli altri malati di cancro a non lamentarsi e a prendersi da bere al bar. Il tumore, però, si fa sempre sentire sempre di più: una sera, indebolito dagli eccessi e dalla malattia, Richard viene addirittura ricoverato. Ciò non gli impedisce di continuare il proprio nuovo stile di vita, di invitare gli studenti a pensare con la propria testa e a non sprecare le occasioni, e a ottenere da Harry un anno sabbatico anticipato.

Durante una cena di finanziamento a casa del detestato direttore, infine, Richard si decide a rivelare a tutti la propria morte imminente: lo fa dichiarando il proprio amore alla moglie, ringraziando Peter e salutando gli studenti che hanno imparato ad amarlo. Prima di partire per sempre, però, saluta la figlia, che è appena stata lasciata, e la invita ad essere sempre coraggiosa.

Recensione:

Il film ha il difetto principale di essere costruito interamente su un unico attore, Johnny Depp. Che a livello recitativo sembra aver recuperato, almeno in parte, la verve di un tempo: peccato che lo sviluppo psicologico del personaggio, a livello di scrittura, sia sostanzialmente piatto. Non c’è un vero e proprio arco evolutivo in lui, perché del suo passato prima della malattia non viene mostrato nulla, e non sembra che il cancro gli fornisca una qualche motivazione davvero valida per agire.

Continua...

Offerta Partner

Nei manuali di sceneggiatura si legge che il protagonista dovrebbe avere un aim, uno scopo che dà la direzione a lui e alla narrazione stessa. Qui se ne nota l’assenza: Richard resta cinico e certo di accettare la propria morte con avventatezza mista ad amore per gli studenti e i familiari, e lo fa dall’inizio alla fine. Alcune battute sono effettivamente divertenti, ma sembrano residui di una puntata di Bojack Horseman: per il resto, risultano scontate quando non banali fino all’imbarazzo.

Fra i pochi dialoghi semiseri, quello finale con la figlia è pieno di luoghi comuni e il monologo agli studenti è una versione depotenziata de celebre carpe diem de L’attimo fuggente (1989).

“Ecco, in sintesi Arrivederci professore vorrebbe essere un remake de L’attimo fuggente con innesti di Paura e delirio a Las Vegas (1998): unire cinismo e buoni sentimenti non è però facile e il risultato è monco.”

Unici momenti a salvarsi davvero sono le dialettiche fra Richard e la moglie, paradossali e sufficientemente giocose, e il personaggio di Danny Huston, comico e commovente allo stesso tempo. Gli altri personaggi restano poco più che macchiette.

Continua...

Offerta Partner

Come si è già capito, sono soggetto e sceneggiatura del regista Wayne Roberts (Katye says goodbye, 2016) a tarpare le ali del film fin dall’inizio. La regia, a propria volta, risulta accademica e anonima. Alcune scelte appaiono poi pretenziose, quasi a colmare i vuoti di significati che la storia non riesce a colmare: una su tutti, quella di raccordare i segmenti dei film in diversi capitoli. Non essendoci una vera trattazione né dei personaggi, né della vicenda, non se ne vede il motivo; se si voleva invece sottolineare una supposta matrice letteraria, vi sarebbero voluti almeno dei dialoghi all’altezza.

Da sottolineare in positivo, invece, le ottime scenografie di Shannon Gottlieb (Deadpool, 2016; Wonder, 2017) che ricostruiscono con eleganza gli ambienti del college, degli interni del pub universitario e della casa di Richard. È però davvero troppo poco per un film che anche dal punto di vista visivo non resta impresso. Non ci si annoia, ma semplicemente per la breve durata e per qualche momento divertente in mezzo a troppo già visto.

Pro:

  • Performance di tutto il cast.
  • CGI e Make-up.
  • Fotografia buona.

Contro:

  • Sceneggiatura non sufficiente.
  • Evoluzione dei personaggi pressoché inesistente.
  • Svolgimento dei fatti troppo frettoloso e confuso.

0 / 5. 0