Birds of Prey – e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn

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Cathy Yan

Birds of Prey - e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn

Scheda:

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© Warner Bros.

Titolo originale:

Birds of Prey and the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn

Uscita Italia:

6 Febbraio 2020

Uscita USA:

7 Febbraio 2020

Regia:

Cathy Yan

Sceneggiatura:

Christina Hodson

Genere:

Avventura, Azione, Commedia

VOTO: ★5.5

Cast:

Trama:

Harley Quinn, dopo la separazione con Joker, è costretta a cavarsela da sola, o quasi.

Dopo la rottura con Joker, Harley Quinn non è più protetta come prima, tanto che rischia di essere rapita. Dinah, cantante a tempo pieno nel locale del gangster Roman Sionis, salva Harley grazie alle sue capacità combattive, motivo per cui Roman decide di assumerla come autista personale. Intanto la poliziotta Renee Montoya indaga su una serie di omicidi a stampo mafioso compiuti da una misteriosa donna con la balestra, e cerca di convincere Dinah a lavorare per lei come informatrice.

“Roman invia il suo braccio destro Zsasz e la sua nuova autista per recuperare un diamante, precedentemente appartenuto alla famiglia Bertinelli, prima di essere stata sterminata pochi anni prima. La borseggiatrice Cassandra Cain ruba il diamante da Zsasz, e poco prima di essere arrestata dalla polizia lo ingoia.”

Harley intanto viene catturata da Roman, ma decide di risparmiarla momentaneamente per inviare anche lei alla ricerca del diamante. Roman quindi la libera ma pone una taglia su Cassandra, complicando così la vita ad Harley. Quest’ultima riesce a trovare la ragazza e insieme si nascondono nel suo appartamento, dove le due intensificano il loro rapporto di amicizia. Si scopre che l’assassina della balestra è Helena Bertinelli, unica figlia sopravvissuta, in cerca di vendetta. Harley intanto contatta Roman per offrirgli uno scambio: la giovane borseggiatrice per la sua completa protezione, dandogli appuntamento in un vecchio parco di divertimenti abbandonato. Zsasz scopre il tradimento di Dinah, che ha più volte collaborato con la detective Montoya, ma dopo averlo comunicato a Roman viene ucciso da Helena. Roman indossa la sua maschera nera che lo contraddistingue e con i suoi uomini attacca il gruppo di donne, ora più che mai coese per affrontare il nemico comune. Il violento e dinamico combattimento è seguito da un inseguimento, Cassandra viene presa in ostaggio da Roman, che però viene infine ucciso. Montoya abbandona il lavoro, e insieme a Dinah e Helena, si unisce definitivamente al gruppo delle Birds of Prey. A fine titoli di coda, a schermo nero, si sente la voce di Harley che sta per rivelare un segreto su Batman allo spettatore, ma l’audio si interrompe a metà frase.

Recensione:

13 agosto 2016, nelle sale italiane esce Suicide Squad, cinecomic firmato DC, che viene immediatamente denigrato, da critica e pubblico in egual misura. Tre anni e mezzo dopo suo diretto sequel e spin-off Birds of Prey vede la luce: il risultato è migliore, ma non convince abbastanza. La volontà da parte della casa cinematografica madre di Superman e Batman, di focalizzarsi sulla vita della singola personalità di Harley Quinn sembrava fosse giustificata dal mancato entusiasmo che i film non standing alone avessero riscosso.

Tuttavia, come insegna la rivale Marvel (Avengers Endgame, 2019), la ricetta del successo non risiede in un determinato tipo di narrazione dei personaggi, ma come quest’ultima viene infine portata in scena. È evidente fin dall’inizio il tentativo di avvicinarsi ai toni comici tanto apprezzati di Deadpool per esempio, ma ciò rimane solamente un esperimento fallito, poiché il solo espediente della rottura della quarta parete per mano della protagonista Harley Quinn, non è minimamente sufficiente per ottenere il trionfo del campione di incassi (ex campione, ora sostituito da: Joker, 2019). La sceneggiatura di Christina Hodson (Bumblebee, 2018) è catastrofica:

“l’utilizzo di flashback risulta confuso: i chiarimenti non fanno che arricchire la narrazione senza offrire la giusta tridimensionalità ai personaggi, che si ritrovano costretti nei loro banali stereotipi.”

La figura di Harley Quinn, per ovvie ragioni, è maggiormente sfaccettata, tuttavia il continuo bisogno dell’autrice di inserire dialoghi e gag sciocchi, non fa che snaturare la complessa e folle genialità che il personaggio di Harley avrebbe dovuto avere, conferendole invece un aspetto più vicino al trash volgare. La presenza di Chad Stahleski (regista dei tre capitoli della saga John Wick) come direttore di stuntman influenza positivamente la regia nei momenti di azione, altrimenti a malapena nella media, che, seppur appaiano stravaganti e pressoché inverosimili, risultano funzionali allo stile del racconto.

Stile che, grazie a una discreta fotografia (ma decisamente troppo poco ambiziosa) si regge su un ridondante utilizzo di colori accesi e assortimenti glitterati, acquisendo in definitiva un’estetica uniforme assai coerente. Le scenografie, volutamente iperboliche (tra tutte, il parco di divertimenti ben fatto), e il montaggio sonoro complessivo conferiscono al film i suoi due pregi maggiori. L’audio, sperimentale ma azzeccato, pone le musiche, dal genere punk rock, in combinazione con la diffusione ambientale rimixando il master stereo utilizzando tutti e 5 i canali a disposizione, immergendo maggiormente lo spettatore, tuttavia uscendo dai canoni della tecnica tradizionale. Le performance attoriali, soprattutto a causa dell’imbarazzante sceneggiatura a cui sottostavano, sono in generale molto negative. Margot Robbie (The Wolf of Wall Street, 2013; C’era una volta a… Hollywood, 2019) in linea con la follia di Harley Quinn è sicuramente l’interpretazione migliore, le pose istrionesche e la vena emozionale esercitano sul pubblico quantomeno un intrattenimento, tuttavia non è abbastanza per caricarsi sulle spalle l’intero film.

Il pessimo intreccio narrativo non permette a Birds of Prey di fare il salto di qualità tanto atteso anzi, oltre a prevedere uno scarso esito al botteghino (tanto da portare i distributori a cambiare il titolo originale da Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn a un più semplice e attraente Harley Quinn: Birds of Prey), mette in risalto il triste fatto per cui il reparto cinematografico della nota casa editrice DC di questi anni verrà ricordato solamente (forse fortunatamente) per le uniche due opere autoriali, dove non è un caso che il gruppo Warner si fosse allontanato di più, offrendo ai registi maggior libertà artistica: la trilogia di Christopher Nolan e il Joker di Todd Phillips.

Pro:

  • Scenografie ottime.
  • Alcune scene d’azione dinamiche ed efficaci per il tipo di narrazione e stile del film.
  • Montaggio audio molto positivo, sperimentale e azzeccato.

Contro:

  • Sceneggiatura totalmente confusa e inconcludente.
  • Performance attoriali sottotono, Margot Robbie compresa, benché fosse la migliore tra tutti.
  • Regia piatta, a fatica sufficiente.

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