Carol

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Todd Haynes

Carol

Scheda:

carol_info

© Lucky Red

Titolo originale:

Carol

Uscita Italia:

5 Gennaio 2016

Uscita USA:

20 Novembre 2015

Regia:

Todd Haynes

Sceneggiatura:

Phyllis Nagy

Genere:

Drammatico, Sentimentale

REDAZIONE: ★6+

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

New York, 1952, l’aspirante fotografa Therese Belivet incontra l’affascinante Carol Aird, con cui vivrà una complicata, ma intensa, storia d’amore.

Due donne, Therese (Rooney Mara) e Carol (Cate Blanchett) , si ritrovano insieme a prendere un tè, quando il loro incontro viene interrotto da Jack, un vecchio amico di Therese che le chiede di accompagnarlo a festa.

Una volta in taxi con Jack, Therese ricorda il suo primo incontro con Carol e la successione di eventi che l’hanno portata a quella stessa sera.

1952, la giovane Therese lavora come commessa ai grandi magazzini Frankenberg, la sua attenzione ricade un giorno su un’elegantissima signora, Carol, che le chiede un consiglio per il regalo di Natale della figlia Rindy.

Qualche giorno più tardi, Carol riceve l’ordine effettuato da Therese, contenente il trenino elettrico per Rindy, e vi trova anche i guanti che, accidentalmente, aveva lasciato nel reparto della giovane commessa. Intenzionata a ringraziare Therese della gentile premura, la chiama per invitarla a pranzo.

Entrambe le protagoniste si trovano in un momento ben preciso della loro esistenza: Therese cerca di ritagliarsi uno spazio come emergente fotografa, mentre porta avanti una relazione monotona con il fidanzato Richard (Jake Lacy). Carol invece sta divorziando dal marito (Kyle Chandler) mentre lotta per la custodia della figlia.

A casa di Carol, durante il loro terzo incontro, Therese viene a conoscenza della delicata situazione familiare della donna e, poco dopo, diventa silenziosa testimone di una lite tra Carol e il marito, che inaspettatamente porta la figlia con sé; lite in cui si scopre, peraltro, che Carol ha avuto una relazione clandestina con la sua migliore amica Abby (Sarah Paulson) e in seguito alla quale Therese viene bruscamente allontanata.

Poche ore dopo, Carol contatta Therese scusandosi del comportamento avuto poco prima, e la invita ad accompagnarla in un viaggio in giro per l’America.

Il crescendo di intesa e tensione tra le due donne arriva al culmine alla vigilia di Capodanno, quando Carol e Therese rivelano di amarsi e si concedono alla loro passione. L’idilliaco quadretto sentimentale ha però vita breve, in quanto Carol viene a conoscenza che il marito ha ingaggiato un investigatore privato per smascherare le relazioni clandestine della oramai ex moglie.

Consapevole del peso che la sua relazione con Therese potrebbe avere sulla scelta del tribunale per la custodia della figlia, decide di chiudere brutalmente la loro storia, spezzando il cuore della giovane donna.

Carol ben presto si rende conto della sofferenza causata non solo a se stessa e a Therese, ma anche al marito e alla figlia, e decide di affidare la custodia di Rindy ad Harge e cercare di rammendare il rapporto con Therese.

Ritorniamo così all’incontro iniziale, in cui una finalmente serena Carol chiede a Therese di andare a vivere insieme, ma la ragazza, ancora con il cuore spezzato, rifiuta.

Giunta alla festa con Jack, Therese realizza l’importanza (e la mancanza) di Carol nella sua vita e si reca al ristorante dove trova la sua amata. Le due donne si scambiano un sorriso mentre Therese avanza timorosa verso di lei.

Recensione:

Film del 2015 diretto da Todd Haynes e basato sul romanzo The Price of Salt (Patricia Highsmith, 1952), Carol è stato presentato al Festival di Cannes, dove Rooney Mara ha vinto la Palma d’Oro come migliore attrice.

Come nel suo Lontano dal paradiso (2002), Todd Haynes racconta una storia d’amore anticonvenzionale per l’epoca in cui è ambientata, un affronto al buon costume dell’America conservatrice, che se per il sopraccitato film si trattava di un amore tra un’agiata donna bianca e un giardiniere nero, in Carol siamo testimoni delle vicende amorose di due donne: la giovane Therese (Rooney Mara) e l’elegante Carol (Cate Blanchett).

Con la sua innata ed eterea presenza scenica, Cate Blanchett si rende protagonista di un irresistibile centro di gravità che appartiene al suo personaggio e alla sua persona. Anche dal punto di vista recitativo, Rooney Mara ruota attorno alla collega, con una performance non proprio fortissima a livello di impatto, per via della mancanza di carattere del suo personaggio, ma che prende valore proprio nella personificazione di questo suo essere un satellite attorno a Carol.

Tocchi, sguardi, timidi sorrisi, Therese dipende da Carol, come Mara cerca di dipendere dalla recitazione della Blanchett, ordina quello che ordina lei a cena, si accende una sigaretta solo quando Carol gliela offre.

Therese si innamora di Carol in modo semplice, naturale, quasi timido, mentre la donna bionda prima la vuole, poi la respinge, poi si scusa e nuovamente si innamora.

E per quanto la semplicità spesso può essere confusa per banalità, e a molti potrebbe sembrare questo il caso, un sentimento, per sua definizione, non può essere banale, ma può senza dubbio annoiare lo spettatore.

La natura essenzialistica e semplice della narrazione si scontra con le musiche, eccessivamente drammatiche e quasi diabetiche, che cercano di conferire quel pathos emotivo non necessario, di cui proprio il film si vuole spogliare.

La linea molto naturale e semplicistica della storia si riflette anche sul lavoro fotografico, girato in pellicola, senza post-produzione digitale e con una luce molto naturale, che conferisce una piacevole immersione nell’America degli anni ’50, con colori caldi, neutri, eleganti che aggiungono una sensazione vintage non artificiosa.

A questa fotografia curata si aggiungono anche costumi (Sandy Powell) e trucco sofisticati che supportano una scenografia che dà il meglio di sé solo negli interni.

La regia invece, manca di personalità, e questo, sommandosi alla per nulla innovativa sceneggiatura, rende la pellicola eccessivamente piatta, dove invece avrebbe potuto controbilanciare la semplicità dell’amore narrato.

In conclusione, possiamo affermare che Carol è un film idealmente buono, ma praticamente debole nella sua combinazione tra la sceneggiatura e la regia.

Come sopraccitato, è difficile poter giudicare un sentimento come banale, o ancora più noioso; esistono pellicole con una trama semplice ma che comunque riescono a dare un valore intrinseco a questa semplicità, in Carol, ciò non avviene in maniera convincente, ma piuttosto lascia cadere la sua sola intensità su Cate Blanchett, il suo personaggio e la sua magnifica interpretazione.

Funziona l’idea di un amore fugace, nato timidamente e in modo clandestino, non funziona però la sua totale rappresentazione.

Pro:

  • Performance di Cate Blanchett.
  • Fotografia ben studiata, in grado di conferire, in modo non artificioso, un tocco vintage.
  • Trucco e costumi.

Contro:

  • Musiche inutilmente drammatiche, che si scontrano con la natura semplicistica del film.
  • Poca caratterizzazione del personaggio, protagonista, di Therese.
  • Regia anonima, poco personale, che appiattisce ulteriormente una sceneggiatura semplice e poco innovativa.

3 / 5. 1