Doctor Sleep



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Mike Flanagan

Doctor Sleep

Scheda:

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© Warner Bros.

Titolo originale:

Doctor Sleep

Uscita Italia:

24 Ottobre 2019

Uscita USA:

9 Agosto 2019

Regia:

Mike Flanagan

Sceneggiatura:

Mike Flanagan

Genere:

Horror

VOTO: ★5

Cast:

Trama:

Quarant’anni dopo gli eventi di Shining, Dan Torrance è un uomo alcolizzato, che sembra aver messo da parte i fantasmi del suo passato. L’incontro con la giovane Abra, dotata della “Luccicanza” e in pericolo perché braccata da un misterioso gruppo di cacciatori che si nutre di quel potere, farà tuttavia riemergere gli incubi della sua infanzia.

Dopo i tragici eventi dell’Overlook Hotel, il piccolo Danny Torrance e sua madre Wendy lasciano le montagne del Colorado per trasferirsi in Florida. Qui il bambino continua ad essere tormentato dai fantasmi dell’Overlook, ma seguendo le indicazioni dell’amico Dick Hallorann (il cuoco afroamericano ucciso da Jack, con cui Danny riesce a comunicare grazie alla Luccicanza) impara presto ad affrontarli, sigillandoli progressivamente in alcune scatole create dalla sua mente.

Raggiunta l’età adulta, Dan Torrance (Ewan McGregor) è un uomo alcolizzato, deciso a rifarsi una vita. Si trasferisce quindi a Frazier, nel New Hampshire, dove diventa presto amico di Billy, che lo introduce in un gruppo di alcolisti anonimi e lo aiuta a trovare lavoro presso un hospice. In questa struttura, grazie al suo potere, Dan aiuta gli anziani in fin di vita a morire, guadagnandosi così l’appellativo di “Dottor Sonno”.

A un certo punto però, tramite lo Shining, una giovane ragazza di nome Abra (Kyliegh Curran) riesce a mettersi in contatto con Dan, al quale comunica dell’esistenza di una pericolosa setta – chiamata “Il Nodo” e capitanata dalla potente Rose Cilindro (Rebecca Ferguson) – che si mantiene in vita da secoli nutrendosi della Luccicanza di persone speciali come loro. Deciso ad aiutare Abra a sfuggire al Nodo, che nel frattempo si era messo sulle tracce della giovane, Dan escogita un piano per attirare i membri della setta in una trappola mortale e, con l’ausilio di Billy (che perderà la vita durante l’agguato) riesce a eliminarli quasi tutti. L’unico membro del Nodo rimasto ancora in vita è Rose Cilindro, che dopo aver avuto la peggio in uno scontro telepatico con Abra, non si era unita al resto del gruppo nella caccia alla ragazzina. Decisa a vendicare i suoi e a nutrirsi della Luccicanza della giovane, Rose Cilindro si mette sulle tracce di Abra, la quale viene scortata da Dan in Colorado, presso l’Overlook Hotel, al fine di risvegliare gli spettri dell’albergo contro la cacciatrice.

Giunti tutti nella fatiscente struttura per lo scontro finale, dapprima Dan prova senza successo a rinchiudere Rose in una delle scatole con cui era solito affrontare gli spettri dell’Overlook; successivamente, viene ferito con un’ascia dalla donna, che si avventa su di lui per nutrirsi del suo potere. A questo punto, Dan decide di aprire tutte le scatole mentali in cui aveva rinchiuso i mostri del suo passato, i quali si liberano e si avventano su Rose Cilindro, uccidendola. Ancora affamati, si scaraventano quindi su Dan, impossessandosi del suo corpo e inseguendo Abra, nel mentre rifugiatasi nella stanza 237. Con i suoi poteri la ragazza riesce a far tornare per qualche istante Dan in sé; l’uomo intima quindi ad Abra di abbandonare la struttura, si reca alle caldaie e dà fuoco a tutto l’albergo, rimanendo ucciso dalle fiamme, ma salvando la vita alla ragazza.

Recensione:

Dopo essersi alternato alla direzione di opere estremamente interessanti (Hill House, Oculus, Il Gioco di Gerald) ed altre piuttosto dimenticabili (Hush, Somnia), Mike Flanagan, con la regia di Doctor Sleep, sembrava chiamato a compiere un definitivo salto di qualità che lo consacrasse una volta per tutte sul grande schermo. Guardando il film però, è di tutta evidenza che le cose non siano andate per il verso giusto. Cerchiamo di capire il perché.

Innanzitutto, va riconosciuta l’elevata difficoltà del lavoro. Dirigere un film che fosse al contempo il sequel cinematografico di Shining (Stanley Kubrick, 1980) e l’adattamento dell’omonimo romanzo di Stephen King, non sarebbe stata impresa facile per nessuno. Tanto più se il prequel del film in questione si presenta radicalmente diverso rispetto al libro da cui è tratto. Flanagan era quindi chiamato a prendere una posizione e a decidere quale delle due strade – tra loro rigorosamente incompatibili – percorrere: essere fedele al soggetto di Stephen King, limitandosi magari ad omaggiare lo Shining di Kubrick con qualche dettaglio (musicale, scenografico, fotografico o di qualsivoglia altro genere) o proseguire il racconto del regista, ispirandosi al romanzo dello scrittore (un po’ come fece lo stesso Kubrick nel 1980).

A tale proposito, occorre sottolineare come il titolo completo del film sia “Stephen King’s Doctor Sleep”, quasi a voler suggerire al pubblico che si appresta a visionare la pellicola di dimenticare l’opera kubrickiana per far posto a qualcosa di diverso. Ciò nonostante, la legittima aspettativa dello spettatore viene tradita già dalla primissima scena, che tenta goffamente di riprodurre l’iconico giretto in triciclo del piccolo Danny tra le moquette dei corridori dell’Overlook Hotel. Impossibile per il pubblico non tornare con la mente all’indimenticata pellicola kubrickiana, che Flanagan sembra quindi non mettere da parte. Anzi, tutt’altro. Nel corso del film, infatti, il regista non si limita a riprodurre un remake delle più iconiche scene di Shining, ma si spinge oltre, arrivando addirittura a inserirle in modo forzato e del tutto decontestualizzato in una trama paradossalmente fedele al romanzo di King. In altre parole, Flanagan decide di non decidere.

“Tra la fedeltà a Kubrick e quella allo scrittore, il regista preferisce tentare di conciliare due strade tra loro inconciliabili, finendo per scontentare tutti. Doctor Sleep oltre a non essere un buon adattamento del romanzo di King, a causa dei continui e insensati inserimenti dello Shining di Kubrick, non è nemmeno un degno sequel del film di cui ambisce a proseguire la storia, essendo questa nel suo impianto troppo vicina al romanzo dello scrittore.”

Insomma, un disastro. A tutto ciò va aggiunto che i riferimenti a Shining sono talmente maldestri da risultare troppo spesso più vicini ad oltraggiose parodie che a rispettosi omaggi.

In base a quanto appena detto, è evidente che non ci sono i presupposti per poter valutare Doctor Sleep come opera a sé. Ciò nonostante, se si escludono i rimandi di cui si è detto sino qui, rimane una storia mediocre, piuttosto scontata, addirittura difficilmente inquadrabile nel genere horror. La narrazione si sviluppa con estrema lentezza e sono rari i momenti in cui v’è traccia di inquietudine. La fotografia è discreta, sebbene lontana dalle virtuose inquadrature che era lecito attendersi dalle capacità di Flanagan, specie nel sequel di un capolavoro fotografico come Shining. Ottimo invece l’audio; ogni canale è infatti sfruttato nel migliore dei modi per ricreare un ottimo ambiente. Da apprezzare sono infine le performance di Ewan McGregor e Rebecca Ferguson: il primo tenta di salvare la pellicola interpretando un Dan Torrance maturo, credibile e coerente con il piccolo Danny di Shining; la seconda conferisce invece personalità a un villain scritto male, in concreto mai veramente pericoloso, che esce frantumato dall’impietoso confronto con il Jack Torrance di Jack Nicholson. Insomma, nonostante gli sforzi, il risultato complessivo della pellicola è decisamente mediocre. Soprattutto se si considera la presunzione con cui regista e produzione hanno avuto l’ardire di accostarsi al capolavoro di Kubrick.

Pro:

  • L’interpretazione di Ewan McGregor e Rebecca Ferguson.
  • Audio e musiche.

Contro:

  • Mancanza di autonomia rispetto al prequel, con cui non regge il confronto.
  • Resa parodica delle scene cult di Shining.
  • Sceneggiatura mediocre, difficilmente inquadrabile nel genere horror.

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