Drive

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Nicolas Winding Refn

Drive

Scheda:

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© 01 Distribution

Titolo originale:

Drive

Uscita Italia:

30 Settembre 2011

Uscita USA:

16 Settembre 2011

Regia:

Nicolas Winding Refn

Sceneggiatura:

Hossein Amini

Genere:

Thriller, Drammatico, Azione

REDAZIONE: ★8

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Un pilota d’auto senza nome, meccanico e stuntman cinematografico di Hollywood, lavora come autista per alcuni rapinatori.

A Los Angeles, un autista senza nome (Ryan Gosling) arrotonda lo stipendio di meccanico e stuntman di Hollywood prestando servizio come pilota per alcuni rapinatori di banche. Lavora sotto la supervisione di Shannon (Bryan Cranston), proprietario del negozio d’auto, controllato frequentemente dai mafiosi Bernie (Albert Brooks) e Nino (Ron Perlman). L’autista incontra spesso Irene (Carey Mulligan) e suo figlio Benicio, suoi vicini, e insieme instaurano un rapporto particolare. Quando il marito di lei, Standard (Oscar Isaac), viene rilasciato dalla prigione, la situazione degenera. Quest’ultimo deve dei soldi a un gangster albanese chiamato Cook (James Biberi), che gli chiede di rapinare un banco dei pegni per 40 mila dollari, e pagare il debito, e consegna a Benicio un proiettile come simbolo del fatto che lui e sua madre sono in pericolo.

“Il pilota, preoccupato per Irene e il bambino, si offre per far da conducente nel furto.”

Tuttavia, il lavoro va sorto: il proprietario del banco dei pegni spara e uccide Standard, e il pilota assieme a Blanche, complice di Cook durante la rapina, scappano inseguiti da una misteriosa macchina. Dopo aver appreso che Standard ha compiuto la rapina da solo, senza per altro rubare denaro, costringe Blanche a parlare, e gli rivela che Cook aveva pianificato di rubare di nuovo i soldi e che tutto fosse stato programmato fin dall’inizio. Lei viene uccisa da degli scagnozzi di Cook, e poco dopo l’autista li uccide a sua volta.

Il pilota trova Cook, ed egli gli rivela che Nino era dietro la rapina. Nino si rifiuta di accettare i soldi, e invia un sicario al suo condominio. L’autista invita Irene e suo figlio a scappare con lui e il denaro, ma lei si infuria e gli da la colpa per essersi fatto coinvolgere nell’uccisione di suo marito. In ascensore poco dopo incontrano il sicario, e dopo un intenso bacio il pilota lo uccide brutalmente, lasciando Irene inorridita dalla violenza compiuta.

Nino e Bernie sono decisi ad eliminare ogni membro legato alla rapina. Shannon si rifiuta di dare loro la posizione del pilota e viene così ucciso. Il pilota, infuriato nel trovare il cadavere del suo amico, trova Nino, sperona la sua auto e lo uccide. In seguito, incontra Bernie, e si accordano: il pilota gli restituisce i soldi facendogli promettere che Irene e il bambino saranno al sicuro. Bernie accetta, ma lo trafigge improvvisamente allo stomaco. L’autista fa lo stesso, e lo uccide prima che il mafioso uccidi lui. Lascia il denaro vicino al corpo senza vita di Bernie e se ne va. Irene bussa alla sua porta con la speranza di trovarlo, ma il pilota, ferito, prende la sua strada.

Recensione:

Opera che sancisce ufficialmente il successo internazionale del regista danese Nicolas Winding Refn (Bronson, 2008; The Neon Demon, 2016), Drive si mostra al pubblico per quello che è e nient’altro: precisione estetica, vera suspense e ricorrenti immagini iconiche. Complice la mancata autorialità della sceneggiatura, solitamente colonna portante nella sua filmografia, infatti questa volta basata sull’omonimo romanzo di James Sallis, l’usuale impronta del regista copenaghese, caratterizzata da violenza disperata e grazia visiva, traspare solo per metà. Seppur sembri un difetto,

“questo parziale distacco dal suo modus operandi è probabilmente uno dei motivi per cui Drive sia così apprezzato dal grande pubblico, a differenza di molti (tutti) altri lungometraggi del regista.”

La sceneggiatura, benché consapevolmente limitata nei dialoghi (il protagonista è praticamente muto), riprende l’ordinario racconto del “supereroe” intrappolato tra il bene e il male, rivisitandolo in termini di dramma passionale e iconicità caratteriale. Il personaggio del pilota senza nome, interpretato magistralmente da Ryan Gosling (Blade Runner 2049, 2017; First Man – Il primo uomo, 2018), è un uomo alienato dal mondo in cui vive, che si appiglia a dei valori umani come amore e riguardo (nei confronti di Irene per esempio) per fuggire dal suo modo di fare freddo e distaccato.

A questo proposito la chiave per interpretare Drive potrebbe non risiedere nel confronto con il cinema action, semmai con il western. Gli elementi di genere ci sono: il cavaliere solitario a metà fra moralità e fuorilegge, il deserto (urbano), e i silenzi alternati alle musiche epico-melodrammatiche.

Vincitrice a Cannes per il premio di categoria, la regia di Refn è affascinante per il suo modo di presentare momenti apparentemente banali o già numerosamente sfruttati, con un vivace equilibrio collettivo di tutte le componenti partecipi.

La primissima scena racchiude, seppur parzialmente, questo preciso concetto. La lunga sequenza, marcata da un adrenalinico ma controllato inseguimento, alterna ottimamente le musiche extradiegetiche ai rumori meccanici dell’auto (quali motore, sterzate e radio), e intensifica i momenti tensivi con inquadrature angolari e primi piani del protagonista. Le luci della Los Angeles notturna alimentano la dinamicità della scena, grazie anche a un ottimo montaggio.

La perfetta coesione di tutto ciò consente la realizzazione di una magnifica sequenza thriller-action, usuale nei modi (di scrittura) ma completamente innovativa nelle tonalità (visive e sonore). La fotografia in questo senso è la principale svolta artistica del film, estremamente importante nell’uso di colori pop nelle situazioni più drammatiche di genere noir, svolta per i due lungometraggi che dirigerà il regista nei cinque anni successivi (Solo Dio Perdona, 2013 e The Neon Demon, 2016).

L’utilizzo di musiche indie-dance sia nelle scene drammatiche passionali, sia nei restanti momenti del film presenta una leggera discrepanza tra narrazione e toni, e lo spettatore potrebbe non comprendere quale strada il film ha intenzione di percorrere.

La silenziosa ma efficace interpretazione di Ryan Gosling, enfatizzata da una giacca raffigurante uno scorpione (solitario e dalla dubbia moralità), iconica fin dalla sua prima apparizione, mette in disparte gli altri personaggi, non sempre all’altezza dell’attore canadese.

In questo, ogni amante del cinema, che abbia apprezzato o meno quest’opera, dovrebbe essergli riconoscente (al film), per aver presentato al mondo intero (anche al pubblico meno cinefilo) un artista straordinario.

Pro:

  • Regia intelligente, che mescola, con maestria, eleganza estetica e dramma narrativo.
  • Fotografia e Montaggio di elevata fattura.
  • Interpretazione eccellente di Ryan Gosling.

Contro:

  • Sceneggiatura poco innovativa, valida nel complesso ma imprigionata nel suo stereotipo narrativo.
  • Musiche che stonano leggermente in determinati momenti.
  • Le interpretazioni secondarie non sempre positive.

4 / 5. 1