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I Morti Non Muoiono

I Morti Non Muoiono

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Scheda:

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© Universal Pictures

Titolo originale: The Dead Don’t Die
Uscita Italia: 13 Giugno 2019
Uscita USA: 14 Giugno 2019
Regia: Jim Jarmusch
Sceneggiatura: Jim Jarmusch
Genere: Commedia, Horror

Voto: ★5.5

Cast principale:

Trama:

Un’alterazione della rotazione terrestre porta a strane anomalie in tutto il mondo, tra cui l’insorgere di orde di zombie.

Dopo un sopraluogo, il commissario Cliff Robertson (Bill Murray) e l’agente Ronald Peterson (Adam Driver) sono pronti a rientrare alla stazione di polizia quando iniziano a riscontrare alcune anomalie nella luce solare e nella funzione di alcuni apparecchi elettronici. Nel frattempo, nella tavola calda della città Frank Miller (Steve Buscemi) e Hank Thompson (Danny Glover) ascoltando la radio, apprendono che le varie anomalie sono una conseguenza diretta della rottura dei poli della Terra.

Durante la notte, due zombie con una chiara dipendenza da caffeina, raggiungono la tavola calda e divorano le due povere cameriere che si stanno preparando alla chiusura del locale. Cliff e Ronald capiscono che i colpevoli degli efferati omicidi sono gli zombie e non bestie feroci; rientrati alla stazione di polizia, i poliziotti avvertono l’agente Minerva Morrison (Chloe Sevigny) degli zombie, proprio quando Mallory O’Brien si rianima ma, prontamente, Ronnie la decapita. Intanto, tre ragazzini del centro di recupero minorile si nascondono in un ripostiglio, riuscendo a scappare dall’orda di zombie.

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Contemporaneamente la becchina Zelda Winston (Tilda Swinton), dopo aver decapitato due zombie che si trovavano nella sua agenzia di pompe funebri, raggiunge la stazione di polizia e decide di rimanere a tenere sotto controllo la situazione mentre i tre agenti si dirigono al cimitero. Giunti a destinazione Minerva, Robbie e Cliff vengono circondati dagli zombie e Minerva, totalmente presa dall’ansia, si getta tra i non morti.

Poco dopo, a bordo della decapottabile di Robbie, Zelda giunge al cimitero, dove un’astronave aliena la preleva, poco prima di sparire nell’atmosfera. Cliff e Robbie decidono di uscire dalla macchina per affrontare i non morti, malgrado sappiano di non poter sopravvivere a lungo, e la lotta viene osservata da lontano dall’eremita Bob (Tom Waits).

Recensione:

Film d’apertura della settantaduesima edizione del Festival di Cannes, I morti non muoiono prova a essere una parodia di vecchie pellicole cult del cinema horror come La notte dei morti viventi (1968), con una sottotrama di critica della società americana odierna, passando da Donald Trump fino al riscaldamento globale.

Il cast di altissimo livello non riesce a sostenere una trama che non si capisce bene dove vuole portare. Più che il soggetto in sé, il vero scheletro del film è la critica sociale: l’alterazione della rotazione terrestre e i vari cambiamenti che essa comporta, con scettici inclusi, è una metafora (non molto velata) del problema climatico legato riscaldamento globale che, esattamente come nel film, molte persone sembrano ignorare. Così come lo slogan Trumpiano “Make America Great Again” che nel film diventa il ben più esplicito “Keep America White Again” sul cappellino dello scontroso personaggio interpretato da Steve Buscemi. Fino ai protagonisti del film, ovvero i morti viventi, che, perfino nella loro nuova esistenza di zombie, non vogliono staccarsi dai vizi e dalle dipendenze che li hanno accompagnati in vita come l’alcool, il narcisismo, i social media e perfino il caffè.

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“L’impassibilità degli agenti di polizia di fronte all’imminente catastrofe potrebbe essere letta con un gioco ironico di personificazione: ovvero che anche i vivi agiscono esattamente come i non morti e si sottintende ancora una volta la dimensione della critica satirica al modo di vivere odierno, passivo e nonsense. Senza contare che gli unici che sembrano salvarsi durante l’apocalisse sono le persone che sono estraniate dalla società: la becchina aliena Zelda, i tre ragazzini in riformatorio e l’eremita Bob.”

Un’ ulteriore lettura del comportamento atipico dei protagonisti potrebbe essere spiegata da un significato metafilmico della pellicola, che spiegherebbe anche il dialogo tra il commissario Robertson e l’agente Peterson: i personaggi reagiscono così perché è come se sapessero esattamente come finirà il film (come viene citato); dopo tutto, si tratta pur sempre un film sugli zombie, con l’ennesimo copione scontato, ed è con questa convinzione che Jim Jarmusch (Paterson, 2016; Solo gli amanti sopravvivono, 2013) gioca con la dimensione cinematografia e costruisce la sua parodia.

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Questa ironia sprezzante però trova la sua dimensione solo attraverso una lettura implicita del film, dal punto di vista visivo non traspare nulla, se non qualche scenetta comica che a volte funziona (come la scena con la smart rossa fiammante e decappottabile dell’agente Robertson) e altre volte invece no.

La regia si limita a un piano molto accademico e non conferisce nessuna caratteristica stilistica alla pellicola, così come la fotografia.

Nel corso della narrazione ci si imbatte in alcuni buchi narrativi: qual è il ruolo degli hipster? Esattamente cosa succede alla Luna? Chi accidenti è Zelda?

È dunque doveroso pensare che l’unico aspetto che funziona del film è proprio la sottile critica metaforica che si vuole conferire, al di là di questo, sia dal punto di vista tecnico che da quello narrativo, non sono presenti momenti degni di nota o eccezionali particolarità stilistiche.

Pro:

  • Cast eccezionale.
  • Idea potenzialmente originale.
  • Diverse chiavi di lettura.

Contro:

  • Sviluppo del soggetto confuso.
  • Aspetto tecnico insufficiente.
  • Buchi narrativi.

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