Intrigo internazionale

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Alfred Hitchcock

Intrigo Internazionale

Scheda:

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© Metro-Goldwyn-Mayer

Titolo originale:

North by Northwest

Uscita Italia:

28 Ottobre 1959

Uscita USA:

6 Agosto 1959

Regia:

Alfred Hitchcock

Sceneggiatura:

Ernest Lehman

Genere:

Spionaggio, Thriller

REDAZIONE: ★8.5

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Un uomo viene implicato, per un apparente scambio di persona, in un complesso complotto spionistico.

New York, fine anno Cinquanta: l’agente pubblicitario Riger Thornhill (Cary Grand) viene rapito da due uomini che lo hanno scambiato per un tale George Kaplan. Portato alla villa di tale Lester Townsend (James Mason), a Long Island, viene interrogato e costretto a bere per poi mettersi al volante. Thornhill viene recuperato dalla polizia, che però lo arresta per guida in stato di ebbrezza. Gli agenti, dopo il racconto di Thornhill, perquisiscono la villa di Townsend senza trovare traccia di quanto acccaduto.

Thornhill decide così di indagare per conto proprio. Sapendo che Townsend lavora all’Onu, tenta di incontrarlo al quartier generale. La persona cui lui si trova davanti all’appuntamento (Philip Ober) però non è la stessa che aveva visto a Long Island. I due non fanno in tempo a chiarirsi, che i sequestratori di Thornhill pugnalato Townsend all’improvviso. La colpa dell’omicidio ricade su Thornhill, che si dà alla fuga per convinto a continuare le indagini. Salito su un treno per Chicago, viene riconosciuto da una donna, Eva Kandall (Eva Marie Saint), che però si convince ad aiutarlo.

Thornhill capisce che la donna è in realtà parte del complotto di cui è vittima.

È infatti lei a indurlo a incontrare Kaplan in un’area isolata, dove Roger viene inseguito da un aereo. Thornhill si salva e raggiunge Eva, che intanto si scopre essere la compagna di Philip Vandamm, il finto Townsend a capo del gruppo di spie. Trovandosi accerchiato a un’asta riguardante una statuetta precolombiana, Thornhill si fa arrestare dalla polizia per sfuggire ai sottoposti di Vandamm.: viene però portato, inaspettatamente, all’aeroporto NorthWest di Chicago. Qui un membro della CIA, detto «il Professore», (Leo G. Carroll), lo informa che Eva è dalla loro parte e sta facendo il doppio gioco con Vandamm e che Kaplan è soltanto un’esca fittizia per proteggere i veri agenti. Thornhill viene così assunto per inscenare, davanti a Vandamm, la morte di Kaplan per salvare Eva prima che il suo ruolo venga scoperto. Tuttavia ciò non basta: Thornhill, ormai innamorato della donna, la trae in salvo quando quest’ultima si trova in South Dakota, nella villa di proprietà di Vandamm. Eva, nella fuga, riesce a portare con sé la statuetta precolombiana cui Vandamm tiene particolarmente, mostrando come sia in realtà uno scrigno di microfilm.

Durante l’inseguimento Thornhill ed Eva rimangono intrappolati sul monte Rushmore, aggrappati ai nasi dei Presidenti, quando l’intervento delle forze di controspionaggio storna gli uomini di Vandamm. Thornhill ed Eva, ormai fuori pericolo nel finale, viaggiano in treno per il loro viaggio di nozze.

Recensione:

È il 1959 e Alfred Hitchcock è reduce da La donna che visse due volte, thriller dai toni drammatici e dalle complesse chiavi interpretative. L’anno dopo firmerà Psyco, pellicola dove avanguardia tecnica e registro horror si miscelano alla perfezione. Oltre oceano, nella natia Inghilterra, sta nascendo l’interesse, prima letterario e poi cinematografico, per un personaggio che riscriverà il genere spionistico: James Bond, nato dalla penna di Ian Fleming e responsabile di una decisa svolta del genere verso l’azione. Hitchcock, sempre in bilico fra il tentativo di farsi riconoscere uno status da autore e l’intenzione di fare del cinema una macchina di intrattenimento e narrazione, sembra fiutarne le caratteristiche: ritmo serrato, plot con effetti a sorpresa e protagonista tanto affascinante quanto ironico. Nasce probabilmente così Intrigo internazionale, creatura dove il meccanismo della suspense sembra cedere a sequenze spettacolari e a una componente umoristica mai assente nei film del regista, ma qui decisamente più marcata.

Il primo effetto visibile di questa svolta risiede nella sceneggiatura e nella scrittura dei personaggi, a cura di Ernest Lehman (West side story, 1961). La storia prende le mosse dal soggetto quasi kafkiano dell’innocente perseguitato per una ragione a lui ignota. L’intreccio prende poi una strada tortuosa, forse eccessivamente complessa, fatta di false piste ed espedienti talvolta più mostrativi che narrativi. Lo spostamento geografico e conoscitivo del protagonista, pellegrino proprio malgrado in un’America da Guerra fredda di cui si toccano i luoghi simbolici del potere (il palazzo dell’Onu, il Monte Rushmore), tralascia in più punto la compattezza del racconto per abbandonarsi a scene di puro, alto intrattenimento.

Vi è un aneddoto indicativo a tal proposito: interrogato sugli eventuali simbolismi del film, Hitchcock rispose che l’unica metafora presente fosse di natura erotica, e riguardasse il treno dei neo-sposi che, nel finale, entra in una galleria.

Non sarebbe né scorretto né svilente definire Intrigo internazionale come una sorta di grande divertissement, a riprova di come la distinzione fra arte e commercio sia eccessivamente statica. Prolisso e discontinuo, e allo stesso tempo serrato e brioso, il film non è fra i capolavori di Hitchcock ma ne rimane una delle sue opere più divertenti e divertite. Complice un umorismo alle volte quasi spiazzante per il genere, affidato all’ottimo Cary Grant che, da interprete brillante prestato all’avventura, sembra davvero parodiare James Bond prima del suo approdo sul grande schermo.

A riprova di come sia possibile fare del grande cinema pur rimanendo nel recinto del film di genere, basti pensare a certe sequenze tanto gratuite quanto registicamente sorprendenti: su tutte, la guida in stato di ebrezza, l’inseguimento aereo (che conta 132 inquadrature e 7 minuti privi di dialogo) e la scalata sul naso presidenziale al Monte Rushmore. Da citare anche l’indimenticabile inquadratura dal palazzo delle Nazioni Unite, a campo lunghissimo, sulla piazza sottostante, assolutamente espressiva del tema della persecuzione. Il montaggio assume un ruolo predominante grazie a George Tomassini, collaboratore abituale di Hitchcock che in Psyco passerà alla storia con la sequenza dell’assassinio nella doccia: a proposito del suddetto finale, è memorabile il jump cut che vede il personaggio di Eva Marie Saint farsi reggere dal dirupo alla pedana del treno.

Fotografia a colori gustosa di Robert Burks, che sempre con Hitchcock e Grant aveva conseguito un Oscar nel 1956 per Caccia al ladro, e musiche di Lyn Murray (Cenerentola, 1951) in pieno stile di genere, coronano l’ottima fattura di un film che deve tanto anche al protagonista maschile. Meno discreta l’interpretazione di Eva Marie Saint, che riesce solo in parte a reggere il conforto con le precedenti muse del regista Kim Novak e Grace Kelly.

Intrigo internazionale presenta alcune sequenze fra le più citate e parodiate dell’intera storia del cinema e conferma l’estrema dedizione di Hitchcock al proprio lavoro, che risulta di alto profilo anche quando lo scopo è decisamente più leggero che altrove.

Pro:

  • Sequenze registiche d’azione impeccabili
  • Ottimo uso di montaggio e fotografia
  • Cary Grant attore ironico e brillante anche quando prestato all’azione

Contro:

  • Trama complessa, alle volte più mostrativa che narrativa
  • Interpretazione non ottimale di Eva Marie Saint

4 / 5. 1