L’amore bugiardo – Gone Girl



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David Fincher

L'amore bugiardo - Gone Girl

Scheda:

lamore_bugiardo_gone_girl_info

© 20th Century Fox

Titolo originale:

Gone Girl

Uscita Italia:

18 Dicembre 2014

Uscita USA:

3 Ottobre 2014

Regia:

David Fincher

Sceneggiatura:

Gillian Flynn

Genere:

Thriller, Drammatico

VOTO: ★8

Cast:

Trama:

La vita di Nick Dunne prende una piega inaspettata quando sua moglie sparisce misteriosamente.

Dopo essersi conosciuti a una festa, Nick (Ben Affleck) e Amy (Rosemund Pike) iniziano la loro idilliaca relazione, e dopo due anni convolano a nozze. I primi anni di matrimonio procedono meravigliosamente, ma dopo qualche anno iniziano a riscontrare degli intoppi nel loro rapporto, come il tradimento da parte di Nick.

“Il giorno del loro quinto anniversario, Amy sparisce misteriosamente e l’indagine sulla sparizione inizia a far emergere incongruenze con la versione di Nick, come il fatto che Amy volesse comprare una pistola, o il ritrovamento di documenti medici che attestano la gravidanza della donna.”

In seguito, si scopre che Amy è viva, ed è fuggita lontano, con l’intento di far accusare il marito di omicidio colposo per vendicarsi della sua infedeltà.

I piani di Amy però subiscono una variazione dopo che viene derubata del denaro accumulato per la fuga, decide così di chiamare un suo vecchio spasimante, Desi (Neil Patrick Harris). A Desi racconta di essere scappata per proteggersi dal marito violento che, secondo la sua versione, era intenzionato a ucciderla; l’uomo, ancora invaghito di Amy, decide di offrirle un posto dove stare, nella sua casa sul lago.

Qualche giorno dopo, l’amante di Nick racconta alla stampa le vicende del tradimento e Nick, per difendersi dall’opinione pubblica, si scusa in un talk show. Amy guarda le scuse del marito in diretta tv e decide di perdonarlo, convinta che lui sia ancora innamorato di lei e viceversa; decide così di tornare a casa innescando un complicato piano di fuga: simula il suo rapimento in modo che tutte le prove indichino Desi come responsabile e, durante un rapporto sessuale, taglia la gola all’uomo e torna a casa da Nick.

La versione dei fatti di Amy però non convince totalmente gli agenti dell’FBI e, malgrado abbia rivelato al marito tutta la verità, quest’ultimo decide di non denunciarla in quanto incinta di suo figlio; il caso così non diventa federale e Amy e Nick continuano il loro matrimonio.

Recensione:

Tratto dal romanzo di Gillian Flynn, L’amore bugiardo – Gone Girl è il decimo lungometraggio diretto dal regista statunitense David Fincher (Fight Club, 1999; Seven, 1995), che conferma nuovamente la sua poliedricità nella regia.

Il successo del lavoro registico non risiede nei virtuosismi di camera ma bensì nell’accompagnare i ritmi e intrecci della sceneggiatura, rendendo fruibile la narrazione ma senza rivelare più del dovuto all’occhio dello spettatore.

Tra false piste, dualismi di narrazione e cambi di punti di vista, lo spettatore non è onnisciente nella parte del film perché, a tutti gli effetti, è condotto a pensare come se fosse all’interno della storia, estraneo al piano di Amy, per poi cambiare nuovamente punto di vista, fuggire a pari passo con la donna, e immedesimarsi nelle sue ragioni.

“Ciò che potrebbe sembrare all’apparenza un thriller, in realtà si articola su una dimensione di multigenere, sottolineando una forte lavorazione sulla psicologia dei personaggi e una, non così tanto velata, critica sulla società dell’apparire,”

comandata dai media, che preferisce soffocare il divario tra bene e male, buoni e cattivi, a favore di una versione più televisiva delle vicende e all’apparenza più vendibile, esattamente tutto ciò che è il matrimonio tra Amy e Nick.

Di certo si possono notare anche delle connotazioni noir, con accenni alla narrazione e alla caratterizzazione hitchcockiana, con tanto di presenza di un personaggio femminile biondo e austero, come le miglior muse del regista e una buona dose di black humor che riesce a insinuarsi nella narrazione senza sembrare mai fuori luogo.

Di certo si possono notare anche delle connotazioni noir, con accenni alla narrazione e alla caratterizzazione hitchcockiana, con tanto di presenza di un personaggio femminile biondo e austero, come le miglior muse del regista e una buona dose di black humor che riesce a insinuarsi nella narrazione senza sembrare mai fuori luogo.

Il delitto, o il così presunto tale, è in realtà un espediente per rivelarci la scelleratezza della mente umana e i ruoli della vittima e del carnefice che continuano a intercambiarsi tra loro.

La performance di Rosamund Pike, candidata come miglior attrice protagonista proprio per questo ruolo, porta sulle proprie spalle tutto l’aspetto recitativo: a tratti angelica, poi magnetica, psicopatica ma anche fragile, mette in ombra l’interpretazione del collega Ben Affleck.

È doveroso sottolineare la difficoltà emotiva e psicologica di entrambi i personaggi, che a tratti sembrano confusi perfino nella loro propria descrizione, incapace pure loro stessi di capirsi e di capire l’altro, sottintendendo nuovamente l’ottimo lavoro di scrittura.

E se, come alla fine di ogni favola, la bella principessa ritorna dal suo principe, l’amore bugiardo ci lascia una buona morale: la contorta mente di uno psicopatico non è abitabile solo dalla strana persona che vive isolata, ma può essere nella testa di un’apparente felice e perfetta casalinga bionda.

Pro:

  • Performance di Rosamund Pike.
  • Ottima sceneggiatura.
  • Molteplici letture della narrazione.

Contro:

  • Narrazione che a tratti può risultare troppo dispersiva.

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