Le streghe

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Robert Zemeckis

Le streghe

Scheda:

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© Warner Bros.

Titolo originale:

The Witches

Uscita Italia:

28 Ottobre 2020

Uscita USA:

22 Ottobre 2020

Regia:

Robert Zemeckis

Sceneggiatura:

Robert Zemeckis, Kenya Barris, Guillermo del Toro

Genere:

Avventura, Commedia, Fantastico

REDAZIONE: ★5-

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Un giovane orfano e sua nonna si trovano ad affrontare una spiacevole avventura con delle streghe.

Nell’Alabama degli anni Sessanta, un giovane ragazzo (Jahzir Kadeem Bruno) va a vivere con la nonna (Octavia Spencer) a seguito della morte dei suoi genitori. Lentamente, il bambino riprende consapevolezza e grazie anche al topo domestico regalatogli, ritrova quella felicità che aveva perso. Un giorno, in un negozio di alimentari, il ragazzo viene avvicinato da una strega, che cerca di attirarlo con una caramella, ma sua nonna lo chiama e la strega scompare nel nulla. Più tardi, il ragazzo racconta tutto alla nonna, che a sua volta gli confida tutto quello che c’è da sapere sulle streghe: sono reali, vengono attratte dai bambini meno abbienti e una volta che un bambino accetta dolci da queste, viene trasformato in un animale. A questo punto la nonna decide di portare suo nipote in un albergo vicino, dove raramente delle streghe si avvicinerebbero. Lì il bambino viene istruito dalla nonna a riconoscere una donna normale da una strega. Il giorno successivo, il ragazzo va a giocare con il suo topolino Daisy in una grande sala ricevimenti dell’albergo, incontrando un altro bambino, Bruno, che però viene immediatamente trascinato via da sua madre. Quando un gruppo di streghe guidate dalla loro leader, la Grande Strega (Anne Hathaway), entrano nella sala, il ragazzo si nasconde e resta a guardare.

“La Grande Strega sta progettando di dare a tutti i bambini viventi una pozione in grado di trasformarli in topi, utilizzandola come ingrediente nei prodotti dolciari nei negozi di tutto il mondo.”

Per dimostrare l’efficacia della pozione, la Grande Strega induce Bruno (Codie-Lei Eastick), precedentemente ingannato e avvelenato, a recarsi nella sala grande a un orario preciso. Quando viene trasformato in topo, le streghe sono entusiaste. Nella confusione, il topo striscia nella presa d’aria dove era nascosto il giovane orfano, facendosi scoprire dalla Grande Strega, che, in un attimo, trasforma anche lui in topo. I tre topi, il bambino, Bruno e Daisy, riescono a fuggire. Daisy in realtà si chiama Mary, e anche lei è stata una ragazza. Insieme si recano nella camera d’albergo della nonna, e le raccontano tutto. Escogitano un piano per appropriarsi di una bottiglia di pozione, in modo che la nonna possa escogitare una cura per trasformarli in bambini. Il piano funziona, ma la nonna non riesce a generare nessun antidoto. Allora decidono di mettere la bottiglietta nel brodo della zuppa che verrà servito alle streghe per cena, con successo. Tutte le streghe vengono trasformate in topi, tutte tranne la Grande Strega, che non aveva ancora bevuto nessuna goccia della zuppa. Con la confusione creatasi, la nonna e i tre topolini si intrufolano nella stanza della Grande Strega, con lo scopo di distruggere tutte le fiale di pozione ed evitare la deumanizzazione di massa. La Grande Strega trova la nonna in camera e si prepara ad ucciderla. I topi intervengono all’ultimo momento, facendole ingoiare una boccetta di pozione. Lei si trasforma in una pantegana, e viene lasciata nelle grinfie del suo gatto, che lei stessa aveva rinchiuso in gabbia la mattina stessa. La nonna e i tre topolini fuggono via, impossessandosi di tutti i soldi della Grande Strega. Il giovane topo prende coscienza del fatto che non potrà mai più tornare bambino, e decide di vivere al meglio i suoi anni rimanenti con la nonna e i suoi nuovi amici topi. Infine, decidono di aiutare i bambini ad eliminare per sempre le streghe di tutto il mondo.

Recensione:

Correva l’anno 1990 quando nelle sale approdava Chi ha paura delle streghe?, primo adattamento cinematografico del romanzo Le Streghe di Roald Dhal. Oggi, trent’anni più tardi, il regista Robert Zemeckis (Ritorno al futuro, 1985; Forrest Gump, 1994) confeziona una nuova trasposizione del romanzo, a tratti più fedele della precedente, ma decisamente meno affascinante. Ad affiancarlo, in sceneggiatura, vi è il favolista del cinema per eccellenza, Guillermo Del Toro (Il labirinto del fauno, 2006), che già ha dimostrato nel corso della sua carriera una grande abilità nel raccontare, con modo e delicatezza, storie d’infanzia. Sfortunatamente, non è stato questo il caso.

“Il primo aspetto critico riguarda proprio la sceneggiatura, lacunosa per intero, e banale nell’affrontare sia i personaggi coinvolti, sia le vicende in sé.”

Più volte, nella prima metà del film, vengono introdotti degli elementi di personaggi (la strega al negozio di alimentari) o situazioni (le competenze della nonna in faccende magiche, o la sua brusca tosse) che non vengono assolutamente analizzati o chiariti, e questo sovraccarico di banalità narrative sgretola completamente tutte le buone intenzioni del regista. Ambientare il racconto in Alabama inoltre, danneggia gran parte del mito attorno alle streghe, dal fascino europeo nel romanzo, e, anche qui, visivamente aristocratiche, quasi inglesi, eppure fuori luogo, in un contesto puramente americano, di provincia.

La volontà della produzione nel rivolgersi esclusivamente a un pubblico giovanissimo, per quanto legittimo, non avrebbe escluso la presenza di una storia coerente, destinando ai personaggi e ai momenti narrativi, qui fine a sé stessi, dei valori costruttivi, didattici se vogliamo, come ci hanno abituato per decine di anni Disney, Dreamworks, Studio Ghibli, e molte altre case di produzione. Nel complesso si evince quindi un tono esageratamente infantile, che a prescindere dalla fascia di età a cui il film era destinato, risulta ugualmente fallimentare.

Le componenti visive aiutano e non aiutano. La regia di mestiere di Zemeckis è certamente valida, spalleggiata anche da una discreta scenografia; ciò che delude tuttavia sono la fotografia, eccessivamente patinata, e gli effetti speciali. Quest’ultimi, sebbene conformi con le rappresentazioni grottesche delle streghe, risultano spesso invasivi per lo spettatore e chiaramente fasulli. Non è sufficiente un degno cast attoriale come quello interpellato, decisamente poco valorizzato, per sollevare le sorti di questo film: tecnicamente anonimo, scadente per un pubblico giovane, perfino inopportuno per uno più adulto.

Pro:

  • Regia e montaggio da grande produzione.

Contro:

  • Sceneggiatura totalmente insufficiente, che incarna una pigrizia narrativa eccessiva, volta esclusivamente a intrattenere bambini della terza infanzia o meno.
  • Fotografia ed effetti speciali anonimi, a tratti malfatti.

2 / 5. 1