L’uomo invisibile

LOADING
Leigh Whannell

L'uomo invisibile

Scheda:

luomo_invisibile_info

© Universal Pictures

Titolo originale:

The Invisible Man

Uscita Italia:

27 Marzo 2020

Uscita USA:

28 Febbraio 2020

Regia:

Leigh Whannell

Sceneggiatura:

Leigh Whannell

Genere:

Horror, Thriller, Fantascienza

VOTO: ★7-

Cast:

Trama:

Una donna, in seguito alla morte del marito da cui era fuggita, viene ora perseguitata da qualcuno che non è in grado di vedere.

Cecilia, disperata dall’opprimente relazione con il marito Adrian, potente uomo d’affari nel campo dell’ottica e maniaco del controllo, decide di fuggire da casa, con l’aiuto della sorella Emily. La donna trova un posto per vivere a casa dell’amico poliziotto James e sua figlia Sydney. Due settimane dopo, Adrian sembra suicidarsi e lascia in eredità a Cecilia 5 milioni di dollari.

“La vita di Cecilia sembra tornare alla normalità, quando viene gradualmente tormentata da diversi eventi paranormali, come se ci fosse qualcuno di invisibile a provocarli.”

Nuovamente a casa dopo numerosi eventi inspiegabili, Cecilia trova il flaconcino di pillole che aveva perduto durante la fuga iniziale, che soltanto una persona avrebbe potuto avere: Adrian. La donna allora organizza un incontro con Tom, avvocato e fratello di Adrian, e James, cercando di convincerli – senza successo – sul fatto che Adrian abbia inscenato la sua morte e ora la stia terrorizzando, avendo trovato il modo di diventare invisibile. Allora si dirige dalla sorella, che tuttavia la disconosce, dopo aver ricevuto una e-mail dall’account di Cecilia in cui dichiara di non volerla più vedere. Cecilia disperata torna nella vecchia casa, e prima di essere scoperta dall’uomo invisibile trova la causa di tutto ciò che le era successo: una tuta ipertecnologica in grado di rendere una qualsiasi persona completamente invisibile, che nasconde immediatamente in un vano segreto della casa e fugge via. Contatta nuovamente la sorella, convincendola nel vedersi in un ristorante. L’uomo invisibile le raggiunge, taglia la gola ad Emily con un coltello e lo mette in mano a Cecilia, condannandola alla prigionia forzata in un ospedale psichiatrico. Dopo aver ricevuto la notizia di essere incinta, Tom la visita e le propone un accordo: farà cadere le accuse solo se Cecilia decide di tornare da Adrian e crescere insieme il bambino, svelando quindi l’inscenamento del suicidio del fratello. Con un escamotage Cecilia ruba una penna dalla valigetta di Tom, e rifiuta temporalmente l’offerta. La notte stessa la donna finge di suicidarsi, inducendo la figura invisibile ad intervenire per fermarla. Cecilia allora approfitta del momento e lo accoltella, causando un malfunzionamento e rendendolo parzialmente visibile.

Dopo aver ucciso tutte le guardie della vigilanza, si dirige a casa di James, in modo da poter fare del male alle persone a cui la donna tiene maggiormente, poiché impossibilitato nel fare del male a lei, perché custode del loro bambino. Cecilia si precipita anche lei a casa dell’amico, e lo salva, uccidendo la figura invisibile, che si scopre essere Tom. La polizia rilascia Cecilia, e trova Adrian vivo a casa sua, imprigionato nel seminterrato, che sostiene di essere stato vittima del fratello. La donna è convinta che fosse Adrian sotto la tuta, e nel tentativo di convincerlo a confessare, decide di incontrarlo a casa sua, con James in ascolto tramite cimice. Adrian non cade nel tranello, ma le fa capire con delle allusioni che era effettivamente lui l’uomo invisibile. Cecilia va momentaneamente in bagno, e qualche momento dopo la videocamera di sorveglianza della stanza riprende Adrian in un apparente suicidio. Al suo ritorno la donna, fintamente sconvolta, chiama la polizia, e prima che Adrian esali l’ultimo respiro le sorride, fiera. Cecilia soddisfatta, esce di casa con una borsa contenente la tuta che aveva nascosto, rivelando a James l’accaduto, il quale decide di non farne mai parola.

Recensione:

Adattamento in chiave moderna del romanzo L’uomo invisibile di H.G. Wells e reboot dell’omonimo film del 1933, L’uomo invisibile di Leigh Whannell (Insidious 3, 2015; Upgrade, 2018) capovolge del tutto il punto di vista solitamente adottato, assegnando il ruolo di protagonista non più all’uomo invisibile, bensì alla sua vittima. Il vantaggio di forzare lo spettatore ad empatizzare con il personaggio perseguitato alimenta l’intensità orrorifica della pellicola. È esattamente per questo che il film ne guadagna in termini di godibilità e inventiva narrativa.

“Tuttavia, la superficialità con cui sono gestiti i continui cambi di registro, migrando più volte dall’horror allo sci-fi d’azione e passando perfino dal dramma quasi autoriale, contribuisce nel privare il film di un’identità ben precisa, facendogli assumere una fisionomia cinematografica confusa quanto basta da infastidire lo spettatore.”

La sceneggiatura grava ulteriormente su questo aspetto, banalizzando il soggetto con l’inserimento iterato di scene squallide e/o non necessarie ai fini del racconto. Improbabile che ogni volta che l’uomo invisibile agisca non ci siano telecamere a riprenderlo, e frivolo risulta il modo con il quale alcune sequenze vengono condotte (per esempio l’intervento degli agenti della sorveglianza nell’ospedale psichiatrico a gruppi di due); inoltre appare insufficiente la spiegazione del come l’uomo abbia simulato la propria morte. Per giunta l’evoluzione dei personaggi non è lineare, le loro decisioni di agire sono in gran parte prese senza ragioni plausibili, indotte forzatamente per far combaciare il corretto sviluppo narrativo.

Questa creatura ibrida di generi, mescolata ad una netta imprecisione nella stesura dello script, è miracolosamente messa in salvo dalle componenti concretamente più tecniche, quali regia, fotografia (accademica ma efficace) e musiche. Le lente carrellate e le numerose riprese soggettive, oltre che enfatizzare le ottime scenografie, conferiscono al film la tensione adeguata, soprattutto nell’assunzione del punto di vista dell’uomo invisibile. Paiono veri e propri campo-controcampo le inquadrature speculari tra il personaggio di Cecilia e il nulla, dove lo spettatore si aspetta che si trovi l’uomo invisibile. Lo straniamento, consequenziale nell’assistere a riprese essenzialmente vuote, incrementa gradualmente nel corso della pellicola il terrore dell’ignoto, di cui tanto il regista Steven Spielberg ha usufruito (Lo squalo, 1975; Jurassic Park, 1993).

A potenziare il carattere più thriller dell’opera ci sono le musiche. Se nel genere horror il pubblico è generalmente abituato all’orchestra (in quanto il cervello umano, secondo l’esperienza derivata dalla visione di altre opere di genere, è maggiormente portato a temere un glissando di un violino rispetto ad un sintetizzatore), qui si sceglie di utilizzare un approccio differente, più simile ai film di natura fantascientifica, adattando, quindi, i vari sintetizzatori all’atmosfera inquietante che pervade l’intera pellicola. La scelta risulta totalmente confacente al ritmo angosciante trasmesso, e favorisce una fruibilità visiva e sonora uniformemente migliore.

A concludere vi è la vigorosa ed eccellente interpretazione di Elisabeth Moss, perennemente stizzita e/o disperata nel trovare una soluzione ai suoi problemi.

Nel complesso si intravede una chiara frivolezza con la quale è stato organizzato l’intero progetto: un’occasione indubbiamente sprecata, date le pregevoli virtù messe in campo.

Pro:

  • Regia pregevole.
  • Ottima, e singolare, la scelta delle musiche, conformi all’atmosfera realizzata.
  • Interpretazione di Elisabeth Moss molto positiva.

Contro:

  • Sceneggiatura sconclusionata.
  • Privo di un’identità di genere chiara.

0 / 5. 0