Ma Rainey’s Black Bottom

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George C. Wolfe

Ma Rainey's Black Bottom

Scheda:

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© Netflix

Titolo originale:

Ma Rainey's Black Bottom

Uscita Italia:

18 Dicembre 2020

Uscita USA:

18 Dicembre 2020

Regia:

George C. Wolfe

Sceneggiatura:

Ruben Santiago-Hudson

Genere:

Biografico, Drammatico, Musicale

REDAZIONE: ★5+

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Durante la registrazione del nuovo disco di Ma Rainey, si scatenano gli animi tra lei, il suo agente, il produttore e i membri della band.

Nel 1927 Ma Rainey (Viola Davis) e la sua band devono recarsi a uno studio musicale di Chicago, appartenente a Mel Sturdyvant (Johnny Coyne), per incidere il nuovo album della madre del Blues. Dei quattro membri totali della band, soltanto tre, ovvero il trombonista Cutler (Colman Domingo), il bassista Slow Drag (Michael Potts) e il pianista Toledo (Glynn Turman), si recano in perfetto orario allo studio di registrazione, posto nel quale incontrano Irvin (Jeremy Shamos), l’agente di Ma, che li accompagna nello scantinato, dove si trova la stanza delle prove della band; nel frattempo, Leevee (Chadwick Boseman), cornettista e quarto membro della band dal carattere disinvolto, si dirige in un negozio di scarpe per comprarne un nuovo paio.

Al suo arrivo nella sala delle prove, Leevee inizia a vantarsi con gli altri del suo nuovo acquisto.

Durante l’attesa dell’arrivo di Ma, i membri della band intraprendono una serie di ragionamenti e discussioni su vari temi: discutono su quale versione di Black Bottom bisogna suonare, se quella di Ma o di Leevee, sui cambiamenti, sulle responsabilità della comunità afroamericana e sul futuro di Leevee, il quale aspira a creare una propria band. Il signor Sturdyvant si presenta in sala prove per parlare con Leevee, il quale gli chiede di far produrre e registrare delle canzoni scritte da lui. Con un cospicuo ritardo e dopo aver tamponato una macchina, Ma arriva allo studio di registrazione insieme alla sua affascinante amante Dussie Mae (Taylor Paige) e il suo giovane nipote Sylvester (Dusan Brown). Una volta arrivata, Ma rimprovera Irving di aver dato il permesso a Leevee di suonare il suo arrangiamento di Black Bottom e pretende che il pezzo venga annunciato dal giovane Sylvester, che soffre di balbuzie. Questa scelta, condizionata anche dall’atteggiamento divistico di Ma, comporta a un ulteriore ritardo per la registrazione del disco, mandando su tutte le furio il signor Sturdyvant. Oltre a ciò, Irvin si dimentica di comprare la bottiglia di Coca promessale a Ma, senza la quale la cantante si rifiuta di registrare; Slow Drag e Sylvester si dirigono a un bar nelle vicinanze, sotto gli occhi critici dei bianchi, per acquistare una bottiglia di Coca. Nel frattempo, la giovane Dussie entra nella stanza delle prove dove incontra Leevee, con il quale ha un rapporto sessuale. Una volta avuta la sua Coca, Ma, la band e il giovane Sylvester riprendono le prove per la registrazione del disco. Quando finalmente Sylvester pronuncia correttamente l’annuncio e la band suona il pezzo, dalla cabina di regia, Irvin e Mel si accorgono di un problema di cavi che non ha permesso la registrazione dell’annuncio. Durante la pausa, Leevee, Toledo, Cutler e Slow Drag riprendono le loro discussioni: si parla del passato di Toledo e dell’esistenza di Dio, discussione durante la quale Leevee e Cutler hanno una colluttazione. Dopo la registrazione del pezzo, Ma caccia Leevee dalla band a fronte della sua ennesima provocazione. Dopo essersi sfogato nella stanza delle prove, chiede delucidazioni al signor Mel sulle canzoni propostegli precedentemente: Sturdyvant disillude il ragazzo sulla possibilità di registrare i pezzi, poiché non le ritiene affini ai gusti del pubblico. Al suo ritorno nella sala prove, Toledo pesta accidentalmente le sue scarpe nuove, scatenando la furia di Leevee, il quale lo pugnala alle spalle, provocandone la morte.

Recensione:

Nel suo ultimo ruolo cinematografico, Chadwick Boseman si rende protagonista di una pellicola tratta dall’omonima pièce teatrale del 1984 di August Wilson, autore di Fences, dal quale Denzel Washington trarrà il suo film Barriere del 2016. L’opera originale fa parte del Ciclo di Pittsburgh, una raccolta di dieci opere sulle vite degli afroamericani di ogni decennio del XX secolo. Come in altri film tratti da opere teatrali, in particolare quelli ambientati quasi interamente in un’unica location, l’intento principale è quello di mettere a nudo le debolezze dei protagonisti, facendo accrescere le tensioni personali fra di essi. Nel film di Wolfe (Come un uragano, 2008; Qualcosa di buono, 2014) questa componente, quasi nevrotica, è mancante, nonostante si concluda con un omicidio. I monologhi reiterati dei quattro membri della band si erigono sul loro trascorso e sulle ingiustizie subite per la loro condizione di afroamericani, delle volte portandoli allo scontro verbale e fisico; è il caso del monologo di Chadwick Boseman, il quale incolpa Dio per la condizione dei neri. Durante questo assolo drammatico, del quale sono enormemente discutibili le argomentazioni, il personaggio di Leevee impugna un coltellino contro il suo compagno, innalzando la tensione della scena. Questo avvenimento, nella scena successiva della registrazione, viene completamente ignorato da parte dei membri della band: essi suonano e danzano come se niente fosse.

Il film alterna costantemente i continui monologhi della band alle scene nella sala di registrazione con Ma, senza che le prime abbiano la minima ripercussione sulle seconde, appiattendo lo sviluppo dei personaggi.

Il rapporto sessuale tra Leevee e Dussie, della quale Ma prova una gelosia smisurata, finisce per non avere utilità all’interno della vicenda, poiché non genera nessun tipo di conflitto tra Ma e Leevee. Gli eventi che portano a delle svolte narrative provengono dalla sola Ma e dal suo atteggiamento divistico.

Le argomentazioni apportate dalla madre del Blues risultano assai datate per un film diretto nel 2020, poiché aggiunge poco alla lotta black. La polemica sullo sfruttamento della sua voce da parte dei bianchi produttori discografici presenta diverse mancanze ed incoerenze. La problematica è sicuramente un qualcosa di riscontrabile per gli anni che furono, ma non viene ampliata in maniera tale da renderla attuale poiché nel film viene fatta passare per una questione razziale. Inoltre, ciò crolla nel momento in cui si confronta l’atteggiamento di Ma Rainey con quello del signor Sturdyvant. Il loro è un rapporto lavorativo, paritario, nel quale entrambe le parti vogliono portare a termine l’impegno preso. In questo, l’unica a non stare ai patti concordati è proprio Ma. Il personaggio interpretato da Viola Davis, a causa del suo scriteriato atteggiamento eccentrico e delle argomentazioni tirate in ballo, ha penalizzato anche la buona prova attoriale dell’attrice. Del suo personaggio rimangono le ottime canzoni arrangiate, innalzando la dimensione sonora diegetica del film a un altissimo livello. La stessa cosa non si può dire per la dimensione extra-diegetica. Le percussioni, che ricordano quelle di Whiplash (Damien Chazelle, 2014) e Birdman (Alejandro Gonzalez Inarritu, 2014), rimbombano durante i crolli emotivi di Leevee, stonando completamente con l’atmosfera generale del film ed esagerando nel missaggio tecnico. Il bilanciamento di queste due dimensioni, oltre ad essere completamente sballato, allontana il film dall’essere un’opera di natura cinematografica o teatrale. Così come la musica, nessun elemento tecnico concorre a dare una vera identità al film. La scenografia e i costumi sono alcuni degli elementi di pregio della pellicola. La ricostruzione storica degli spazi e dei costumi è valida e la scelta di racchiudere la maggior parte della vicenda in interni è perfettamente coerente con la natura teatrale del film. In risposta, la regia di Wolfe demolisce del tutto l’impianto teatrale del film. Appare talmente mediocre da non esistere. Wolfe non regala e non aggiunge nessun tocco personale. Da questo punto di vista, il film di Regina King Quella notte a Miami…, dello stesso anno, è riuscito di più nel bilanciare la teatralità della situazione alla messa in scena tipicamente cinematografica. La fotografia di Tobias Schliessler, a patto di qualche sovraesposizione di troppo, punta su dei toni ambrati molto caldi e, allo stesso tempo, decisi.

In conclusione, l’ultimo film di George C. Wolfe e Chadwick Boseman tratta la tematica razziale in maniera macchiettistica e superficiale, che scade, in molti dei monologhi dei personaggi, nel patetico. Il loro trattamento risulta datato e, dal punto di vista prettamente tecnico, non sfrutta affatto la componente teatrale da cui nasce il soggetto del film.

Pro:

  • La ricostruzione storica, dal punto di vista scenografico e dei costumi, è degna di nota.
  • Gli arrangiamenti ben fatti dei pezzi originali di Ma Rainey danno ritmo ad alcune scene.

Contro:

  • Il trattamento della tematica razziale è macchiettistico e datato.
  • La regia e le altre componenti tecniche non si avvicinano né alla dimensione teatrale né a quella cinematografica, dando poca identità al film.
  • I personaggi, nonostante parlino costantemente del loro passato, non hanno nessun tipo di sviluppo.

2 / 5. 2