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Men in Black – International

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Scheda:

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© Sony Pictures

Titolo originale: Men in Black – International
Uscita Italia: 25 Luglio 2019
Uscita USA: 14 Giugno 2019
Regia: F. Gary Gray
Sceneggiatura: Art Marcum, Matt Holloway
Genere: Azione, Fantascienza, Commedia

Voto: ★4

Cast:

Trama:

Molly Wright ha una grande passione per lo spazio, la sua vita cambierà quando verrà reclutata dall’agenzia più segreta del mondo: i Men in Black.

Molly Wright è appena una bambina quando vede dalla finestra di casa sua i suoi genitori venire sparaflashati da niente meno che i Men in black in persona.

Da quel momento la sua aspirazione più grande è quella di rintracciarli nella speranza di riuscire a farne parte.

Ventitrè anni dopo ,grazie alle sue abilità, Molly rintraccia l’agenzia e anche se viene catturata riesce a fare colpo sull’agente O (Emma Thompson) e finalmente diventare lei stessa un’ agente segreto, l’agente M.

La ragazza viene subito affiancata dall’agente H (Chris Hemsworth). I due partono per Londra verso un club dove un alieno,amico dell’agente H, verrà brutalmente assassinato da altri due alieni gemelli, non prima però di aver ceduto a Molly una misteriosa pietra per impedire ai due alieni di prenderne possesso.

M sottolinea che poche persone conoscevano la posizione di Vungus quando fu attaccato il che presuppone che nei MiB ci sia una talpa.

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Dopo un’ indagine viene a galla il fatto che i due gemelli avevano tracce di DNA dell’Hive: una razza parassita che invade altri pianeti fondendosi con il DNA delle specie conquistate. L’agente H e l’agente M tornano in missione verso Marrakech dove incontreranno un piccolo alieno unico sopravvissuto di un gruppo, “Pedino”.

Il trio scopre che la vera natura della misteriosa pietra donata da Vungus a Molly prima di morire è un arma in grado di spazzare via un intero sistema solare ma ben presto un alieno in cerca di una ricompensa ruberà la pietra per portarla da Riza Stavros, una trafficante d’armi aliena ed ex fidanzata di H.

Una volta sull’isola di Riza la sua guardia del corpo risulta essere l’alieno che M ha salvato da bambina e restituisce il favore permettendo loro di andarsene con l’arma mentre tiene Riza contenuta. I tre sono nuovamente bloccati dai Gemelli che verranno uccisi da High T e da un gruppo di agenti.

Riesaminando le prove H e M comprendono che le frasi dei Gemelli potrebbero suggerire che richiedevano l’uso dell’arma contro l’Hive piuttosto che a favore poichè l’unica prova è stata fornita dall’agente High T che in seguito si rivelerà essere un Hive. L’ibrido “High T/Hive” è in grado di attivare un wormhole che attirerà l’Hive sulla Terra, ma H individua la vera personalità di High T abbastanza a lungo da usare l’arma per ucciderlo ed impedire l’invasione.

La missione è compiuta e l’agente O incontra H e M a Parigi, dove assegna lo status di agente operativo a M e nomina H capo della filiale londinese dei MiB.

Recensione:

Sono passati 20 anni dall’iconico, ironico e fantascientifico primo capitolo dei Men in Black, Will Smith rappresentava la forza motrice del franchise, bilanciando comicità e fantascienza in un connubio mai banale e intrattenitivo.

Lo stesso non si può assolutamente dire per Men in Black: International; Il film diretto da F. Gary Grey risulta un timido ed insipido spin-off di una saga che nemmeno il film stesso tentata o spera di raggiungere.

Le problematiche riguardo questo nuovo capitolo si presentano già sul nascere: il progetto è stato gestito con difficoltà subendo numerose riscritture di copione e cambiamenti,

“il risultato è una narrazione banale e prevedibile condita da una scrittura dei personaggi bidimensionale basata sulla fama dei nostri protagonisti che sono destinati a rimanere per l’intera durata del film due goffe macchiette.”

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Chris Hemsworth e Tessa Thompson non sono un’accoppiata nuova, nel Marvel Cinematic Universe li abbiamo già visti in un ruolo comico e scanzonato funzionare alla perfezione.

Si deduce ,dunque, che il problema di fondo non sia la prova attoriale ma la mera scrittura dei dialoghi e gag banali, stereotipate, quasi imbarazzanti, basate spesso sulla razza e genere; tra battute buffe ed esplicite si fatica a capire persino il target di riferimento a cui questo film tenta di arrivare.

La pellicola dilata eccessivamente dialoghi e battute che vorrebbero avvicinarsi all’ironia dei capitoli precedenti ma che sfocia in scene fastidiosamente tediose e di cattivo gusto. Un esempio è una scena ad inizio film nella quale un’aliena ricatta il protagonista offrendo un antidoto (a lui indispensabile per vivere) in cambio di favori sessuali.

O ancora, c’è una scena nella quale la costruzione “comica” sta nel fatto che il protagonista accompagna la sua partner in un club con l’unico scopo di venderla ad un alieno che proverà a conquistarla in maniera molesta.

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Questo tipo di comicità poteva funzionare 20 anni fa, nel 2019 risulta solo imbarazzante e fuori luogo. Inoltre risulta paradossale come dopo scene di questo stampo sia così presente e ridondante il messaggio femminista: ottimo nell’intento ma sbagliato nella pratica.

Il personaggio di Tessa Thompson, l’agente M, nei fatti è una novellina nell’agenzia più segreta del mondo ma il suo personaggio si comporta come fosse una veterana nel suo lavoro ridicolizzando eccessivamente il personaggio di Chris Hemsworth che già da solo genera solo scompiglio e disastri nei confronti della sua agenzia.

Il punto è che la narrazione rende stupido e maldestro il ruolo maschile per risaltare quello arguto e intelligente femminile squilibrando la coppia, rendendo come al solito il tema eccessivamente “urlato” e calcato.

Il reparto tecnico non risulta spiccare, riducendosi ad una anonima regia pur trovandosi in un film d’azione dove la dinamicità è fondamentale quanto l’aspetto puramente visivo e digitale. La CGI fa il suo dovere tenendo però il freno a mano sul design delle nuove specie di alieni che non risulteranno spiccare di originalità visiva.

Men in Black: International è, tirando le somme, un film che non vuole sbilanciarsi o distinguersi su alcun aspetto, rimanendo così nell’ombra dei suoi predecessori.

Pro:

  • CGI buona.

Contro:

  • Sceneggiatura banale e scontata.
  • Battute e Gag poco divertenti.
  • Non paragonabile ai suoi predecessori.

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