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Psyco

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Scheda:

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© Paramount

Titolo originale: Psycho
Uscita Italia: 28 Ottobre 1960
Uscita USA: 22 Giugno 1960
Regia: Alfred Hitchcock
Sceneggiatura: Joseph Stefano
Genere: Giallo, Thriller

Voto: ★9+

Cast:

Trama:

Una donna in fuga decide di fermarsi in un Hotel lungo la strada, dove presto incontrerà Norman Bates, l’ambiguo e inquietante proprietario.

La giovane Marion Crane (Janet Leigh) lavora come segretaria presso un’agenzia immobiliare e ha una relazione segreta con un Sam Loomis (Jhon Gavin). La sua vita cambia improvvisamente quando decide di scappare con quattrocentomila dollari, somma che aveva il compito di versare in seguito a un affare da poco concluso. Esausta per il viaggio, Marion decide di addormentarsi in macchina, portando l’attenzione di un poliziotto che, dopo alcune domande di routine, decide di seguirla.

In preda alla paranoia, la giovane decide di cambiare auto, così da poter evitare un ennesimo confronto con le forze dell’ordine. Presa alla sprovvista da una violenta pioggia, la protagonista si ferma in un hotel situato lungo la strada, qui fa la conoscenza del proprietario Norman Bates (Anthony Perkins) che la invita cena a casa di sua madre.

La madre di Norman è una donna invalida che si rifiuta di far entrare Marion in casa, o almeno così sente la giovane dalla discussione tra la donna e il figlio. Norman decide quindi di intavolare la cena con la giovane nel suo ufficio, dove iniziano a conversare. Marion comprende che la sua vita non è così intollerabile come credeva prima della sua fuga e decide quindi di far ritorno a Phoenix con i soldi rubati. Mentre Marion si trova sotto la doccia, una figura si avvicina alla tenda della doccia e uccide brutalmente la giovane con molteplici coltellate.

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Norman, una volta giunto sulla scena del crimine, comincia a ripulire la stanza e a nascondere ogni prova del passaggio della ragazza.

Qualche giorno più tardi la sorella di Marion e Sam si uniscono all’investigatore Milton Arbogast (Martin Salam) nella ricerca della giovane e del malloppo. Giunti al Bates Hotel, Arbogast capisce che Norman nasconde qualcosa e si intrufola nella casa della madre del ragazzo , dove però viene brutalmente ucciso dalla stessa figura femminile che aveva attaccato Marion.

Poco dopo Lila e Sam si mettono in contatto con Norman per chiedere informazioni sullo sceriffo; Lila e Sam spiegano allo sceriffo che Arbogast aveva dichiarato che il giovane Norman viveva con la madre, ma lo sceriffo spiega loro che si doveva essere sbagliato in quanto la donna si era suicidata dieci anni prima, dopo aver ucciso il suo compagno.

I due decidono allora di andare di persona all’hotel e Lila, una volta giunta nella cantina della casa della signora Bates, trova il cadavere mummificato della donna. Poco dopo entra la stessa figura femminile che aveva brutalmente ucciso Marion e l’ispettore, che si scopre essere Norman vestito con gli indumenti della madre; quest’ultimo viene fermato da Sam poco prima di colpire Lila.

In seguito all’arresto, Norman viene sottoposto a perizie psichiatriche che svelano che il giovane aveva sviluppano un forte complesso di Edipo nei confronti della madre, a tal punto che, quando la donna si fidanzò, avvelenò sia il compagno che la madre.

il forte senso di colpa provocò in Norman una scissione psicologica che lo portò a sviluppare un disturbo della personalità per il quale faceva rivivere la madre attraverso se stesso.

Recensione:

Psyco è uno di quei film che si potrebbero definire spartiacque. Nulla di simile, nel genere thriller, si era mai visto prima, e nulla dopo sarebbe più stato lo stesso. Vi si trovano infatti situazioni, e soluzioni, narrative e visive che sono entrate nella grammatica comune, anche al di fuori del cinema.

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Sarebbe scontato citare per prima la celebre scena della doccia: è però qui che si vede la capacità di Alfred Hitchcock nel coordinare il proprio montatore di fiducia George Tomasini (Intrigo internazionale, 1959; Gli uccelli, 1963). In pochi secondi 78 diverse inquadrature, discontinue e sincopate, ci descrivono l’omicidio brutale della protagonista.

“Una tecnica che dimostra sia come Hitchcock sapesse impressionare il pubblico, sia come fosse consapevole del mezzo cinematografico:”

non è il primo a utilizzare un montaggio così veloce (i registi sovietici lo facevano già da vent’anni), ma ha il merito di aver trasposto nel cinema di intrattenimento proprio delle pellicole sperimentali.

A coronare la sequenza, fra le più citate e pariodiate di sempre, è la musica di Bernard Herrmann (Fahrenheit 451, 1966; Taxi Driver, 1971), caratterizzata da uno stridore di violini raccapricciante. Tutta la sequenza punta a causare malessere nello spettatore, anche dal punto di vista sensoriale. Intento che si ripete, in maniera più sottile, nella celebre inquadratura che chiude il film: qui Hitchcock sovrappose il volto di Norman Bates a quello di un teschio, i cui frame sono inseriti per brevissimi intervalli di tempo nel montaggio. Non abbastanza da registrarlo coscientemente, abbastanza per percepirlo in maniera subliminale.

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La sceneggiatura, tratta dal romanzo di Robert Bloch che a sua volta si ispira a fatti di cronaca realmente accaduti, è di Joseph Stefano, nome essenzialmente legato a numerosi sequel e remake di Psyco nel corso degli anni. È però, come sempre, un prodotto che porta indelebilmente il marchio di fabbrica di Hitchcock. Essenziale ed efficace, magistrale nel mettere in atto il meccanismo della suspense e nell’utilizzo dell’ormai celebre McGuffin della valigetta di denaro.

Il McGuffin, espediente attribuito al regista inglese, è un elemento della storia che ha la pura funzione di oggetto scatenante una vicenda che se ne discosta completamente: Quentin Tarantino ne avrebbe reso omaggio nel suo Pulp fiction (1994). Le tematiche che emergono dalla storia sono pure tipiche del Maestro del brivido: il complesso di Edipo, la schizofrenia, la perversione sessuale, la pulsione di morte freudianamente collegata all’erotismo. Molti elementi sono diventati iconici: dal motel, vero e proprio terzo protagonista silenzioso, allo scioglimento finale fra i più celebri della storia. Nel 2008, per rendere minimamente l’idea, un libro umoristico dedicato agli spoiler cinematografici, pubblicato da Rizzoli, si sarebbe intitolato La mamma di Psyco è lui con la parrucca.

Gli interpreti sono rimasti legati, fatalmente, al film. Anthony Perkins è per tutti il volto di Norman Bates, primo di una lunga serie di menti criminali psicopatiche che dà allora hanno dominato il piccolo e il grande schermo americano. Janet Leigh, candidata all’Oscar e vincitrice di un Golden Globe, rientra fra i tipici personaggi femminili hitchcockiani su cui fiumi di inchiostro sono stati versati nell’ambito dei Film studies di stampo femminista: bionda, moralmente ambigua, essenzialmente subalterna.

Di Hitchcock si fanno notare spesso le perversioni ricorrenti: anche questo ha contribuito a creare il mito di un padrino dell’horror che, a vedere come oggi ci si ricorda ancora di lui, avrebbe liquidato la propria duratura fortuna con qualche perla del proprio umorismo cinico e british.

Pro:

  • Regia eccellente che riesce a creare una perfetta atmosfera di suspense.
  • Colonna sonora, soprattutto il tema dell’omicidio di Marion, entrata nella storia del cinema.
  • Figura dell’assassino psicopatico che farà da scuola a tutto il cinema.

Contro:

  • Pellicola incredibilmente parodiata, tanto da rendere difficile non collegare il film alle parodie stesse.

Prezzo Amazon:


Supporto: Blu-ray
Uscita: 25 Agosto 2010
Paese: Italia


Supporto: DVD
Uscita: 3 Novembre 2005
Paese: Italia

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