Queen & Slim

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Melina Matsoukas

Queen & Slim

Scheda:

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© Universal Pictures

Titolo originale:

Queen & Slim

Uscita Italia:

5 Marzo 2020

Uscita USA:

27 Novembre 2019

Regia:

Melina Matsoukas

Sceneggiatura:

Lena Waithe

Genere:

Drammatico, Sentimentale, Thriller

VOTO: ★5+

Cast:

Trama:

Due afroamericani uccidono un poliziotto per legittima difesa. Temendo l’ingiustizia del processo, si danno alla fuga.

Queen e Slim sono due giovani afroamericani. Lei (Jodie Turner-Smith) è un avvocato penalista, lui (Daniel Kaluuya) un bravo ragazzo dell’Ohio. Di ritorno dal loro primo appuntamento, vengono fermati da un ufficiale di polizia, che con fare sempre più minaccioso inizia a perquisire Slim e la sua auto. Quando il giovane chiede all’agente di sbrigarsi perché ha freddo, il poliziotto gli punta contro una pistola. Allarmata, Queen esce a sua volta dall’auto e dopo un battibecco con l’ufficiale, questi le spara alla gamba. Slim d’istinto aggredisce l’agente, gli ruba l’arma e apre il fuoco, uccidendolo. I due, temendo di non essere creduti, decidono quindi di darsi alla fuga.

Giunti in Kentucky, terminano la benzina. Chiedono aiuto al primo veicolo che passa, guidato però da quello che si rivelerà essere uno sceriffo. Non appena l’uomo capisce di aver a che fare con due sospettati, i due giovani lo minacciano con l’arma rubata al poliziotto e lo chiudono nel portabagagli, abbandonandolo al suo destino. Si recano poi a New Orleans, da Earl (Bokeem Woodbine), lo zio di Queen, che anni addietro uccise involontariamente la madre della ragazza, la quale, avendo assistito alla scena, decise di difenderlo al processo per omicidio. Sentendosi in debito con lei, fornisce aiuto alla coppia di fuggitivi, dando loro un’auto, del denaro e un contatto in Florida che li aiuterà a volare verso Cuba. Durante il viaggio la macchina però subisce un guasto e sono quindi costretti a recarsi da un meccanico. A differenza di altri afroamericani incontrati nel corso del tragitto, che aiutano i due giovani in fuga vedendo in loro un’icona contro le ingiustizie razziali subite, questi si fa pagare caro, ma non li denuncia. Suo figlio Junior invece, sembra stimare Queen e Slim, che sono tra loro sempre più affiatati.

“Ripreso il viaggio, mentre la coppia si ferma per fare sesso in macchina, Junior partecipa a una protesta popolare a sostegno dei due criminali, dove, a freddo, spara in testa ad un agente di polizia, uccidendolo.”

Giunti in Florida, vengono ospitati da una coppia di amici di zio Earl. Durante la cena però, la polizia irrompe in casa e i due sfuggono miracolosamente alla cattura, nascondendosi in un doppio vano presente sotto il letto padronale. L’indomani, vengono visti da un agente di colore abbandonare la casa (ancora circondata dalla polizia), ma questi si dimostra solidale nei loro confronti, aiutandoli a scappare. Arrivati finalmente nel luogo d’incontro con il contatto di zio Earl, un uomo li conduce all’aereo privato per Cuba. Prima di salire a bordo però, vengono circondati dalla polizia, che senza troppe cautele fa fuoco sulla coppia, uccidendola.

Recensione:

Esordio alla regia per Melina Matsoukas, che cavalcando l’onda di Green Book (2018) dedica il suo primo lungometraggio alla difficile situazione sociale degli USA, in cui non sono rari episodi di razzismo di poliziotti bianchi ai danni della popolazione afroamericana.

“Il vero problema del film è però quello di aver portato la tematica razziale alla saturazione, riempiendola di elementi moralistici e convenzionali che non consentono al film di distinguersi dall’intricata massa di lungometraggi incentrati sull’argomento.”

Come già detto in precedenza, Queen & Slim ricalca piuttosto esplicitamente il film premio Oscar del 2019, di cui ripropone ai limiti del plagio alcune scene: su tutte, quella dei due viaggiatori che a bordo di un’auto turchese guardano dal finestrino contadini di colore lavorare duramente nei campi. Il messaggio è chiaro: dimostrare che i razzisti Stati Uniti degli anni ‘60 non sono poi così distanti da quelli odierni; molte cose saranno pure cambiate, ma i problemi di fondo restano i medesimi. La differenza però, risiede nel fatto che mentre Green Book, oltre ad avere un comparto tecnico notevolmente superiore, riesce a presentare spunti di riflessione mediante una sceneggiatura più leggera e ragionata, in grado di sviluppare l’introspezione psicologica dei due protagonisti, il film in questione risulta pesantemente melodrammatico e tecnicamente molto meno curato. Con l’aggravante di essere uscito un anno dopo.

In altri termini, una storia già vista, di un livello tecnico e sostanziale inferiore. I dialoghi sono banali, i cicli narrativi estremamente ripetitivi, ogni nuova dinamica è uguale alla precedente, fino al finale mellifluo e ampiamente prevedibile. I personaggi risultano estremamente piatti e stereotipati: i bianchi tutti cattivi, i neri tutti buoni, con un’eccezione per parte utile solo a confermare la regola. I protagonisti poi, terminano il loro viaggio senza nessuna crescita emotiva, né alcun cambiamento psicologico; l’unica cosa che muta è la loro situazione sentimentale. Troppo poco.

Dal punto di vista tecnico le cose non migliorano. Il montaggio e la regia sono disastrosi, soprattutto nella seconda parte del film, connotata da passaggi di scena molte volte incongruenti. La fotografia, inoltre, risulta troppo patinata, presentando scene eccessivamente illuminate. Anche la scelta delle musiche non convince, visto l’inconsulto accostamento tra hip-hop e R&B; celebrare la cultura black tramite musica jazz o blues, forse sarebbe stato maggiormente coerente con la semantica della pellicola.

A salvarsi sono solo una scenografia adeguata alle vicende narrate (il cambiamento di paesaggio da uno Stato all’altro risulta immediatamente riconoscibile) e l’interpretazione della coppia Daniel Kaluuya – Jodie Turner-Smith. Il primo conferma il suo talento già mostrato in Scappa – Get Out (2017) e Widows – Eredità Criminale (2018), mentre la seconda (appena intravista in The Neon Demon (2016) debutta bene come attrice protagonista. Ciò nonostante, questo non basta a salvare il film dalle numerose problematiche riscontrate.

Pro:

  • Scenografia coerente con le vicende narrate.
  • Interpretazione della coppia Daniel Kaluuya – Jodie Turner-Smith.

Contro:

  • Sceneggiatura banale e ripetitiva.
  • Montaggio e regia tecnicamente insufficienti.
  • Scelta musicale incongruente e proposta inadeguatamente.

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