Raya e l’ultimo drago

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Carlos López Estrada, Don Hall

Raya e l'ultimo drago

Scheda:

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© The Walt Disney Company

Titolo originale:

Raya and the Last Dragon

Uscita Italia:

5 Marzo 2021

Uscita USA:

5 Marzo 2021

Regia:

Don Hall, Carlos López Estrada

Sceneggiatura:

Qui Nguyen, Adele Lim

Genere:

Animazione, Azione, Avventura, Fantastico

REDAZIONE: ★6+

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Nel regno di Kumandra, lacerato in cinque regioni in lotta tra loro, la giovane Raya viaggia per trovare Sisu, l’ultimo drago, e spezzare la maledizione che ha trasformato il padre in una statua.

Nel regno di Kumandra gli umani vivevano in armonia tra loro e con i draghi, creature magiche che assicuravano acqua e pace. Quando il regno viene minacciato dai Druun, nubi violacee che trasformano tutto ciò che toccano in pietra, i draghi lottano per salvare l’umanità, finendo però pietrificati. Sisu, l’ultimo drago, racchiude il suo potere magico in una gemma luminosa che spazza via i Druun e rianima tutti gli umani pietrificati, ma purtroppo la gemma diventa l’origine di una feroce lotta tra gli uomini, che dividono Kumandra in cinque regioni: Coda, Artiglio, Dorso, Zanna e Cuore. Cinquecento anni dopo Benja, sovrano di Cuore, addestra la figlia Raya alla protezione della Gemma Drago e organizza un incontro per riunire le tribù e riformare Kumandra. Durante la festa Raya stringe amicizia con Namaari, principessa di Zanna, che le dona una collana raffigurante Sisu; per ringraziarla Raya le mostra il nascondiglio della Gemma, ma Namaari, nella speranza di aiutare Zanna, tradisce la fiducia dell’amica e rivela la posizione della Gemma alla sua tribù. La Gemma viene rotta in cinque pezzi che le tribù si dividono e improvvisamente i Druun si risvegliano. Prima di essere pietrificato, Benja affida a Raya un frammento della Gemma e la incita a riunirlo con gli altri quattro.

Sei anni dopo, Raya percorre il desertico territorio di Coda in sella all’animale Tuk Tuk e dopo lunghe ricerche riesce finalmente a evocare Sisu, che confessa di non aver creato la Gemma ma di averla solo consegnata; Sisu è però ancora connessa al potere magico della Gemma e quindi, riassemblandola, i Druun verranno nuovamente sconfitti. Una volta recuperato il secondo pezzo in un tempio in rovina pieno di trappole, irrompe Namaari con il suo seguito, ma Raya e Sisu riescono a fuggire sulla barca del giovanissimo commerciante Boun.

Sisu spiega a Raya che i Druun sono un flagello nato dall’umana discordia e che sono l’opposto dei draghi, in quanto invece di portare acqua e vita nel mondo si lasciano dietro solo cenere e statue; questi demoni sono sempre esistiti ed erano in attesa di un momento di debolezza dell’umanità per attaccare.

Giunti ad Artiglio, Raya viene derubata dalla piccolissima truffatrice Noi e Da un trio di scimmie, gli Ongi, che in seguito si uniranno al gruppo. Raya recupera i due pezzi di Gemma, salva Sisu dalla sovrana di Artiglio e prende anche il terzo pezzo. Intanto Namaari cerca di convincere la madre che riunire i pezzi della Gemma è l’unica cosa che potrà garantire un futuro alla loro terra, ma la regina non ne è certa. Quando il gruppo arriva a Dorso, Raya e Sisu vengono catturate dal temibile guerriero Tong. Poco dopo irrompono Namaari e alcuni soldati: Tong libera Sisu e quest’ultima prova a spaventare Namaari, ma si ferma quando nota che lei, invece di attaccarla, la osserva visibilmente commossa. Tong consegna il quarto pezzo di Gemma; l’ultimo pezzo si trova a Zanna, il più sorvegliato dei cinque territori. Sisu intanto spiega a Raya cosa successe cinquecento anni prima: il drago non sa perché i fratelli scelsero lei per salvare l’umanità ma decise di fidarsi, così come loro avevano fatto per primi.

Raya, toccata dalle parole di Sisu, restituisce a Namaari il ciondolo del drago, sperando che questo la convinca a lasciarla ricomporre la Gemma. Il drago cerca di rassicurare Namaari ma Raya, temendo che la guerriera stia per sparare a Sisu, ferisce erroneamente quest’ultima al petto. L’acqua inizia a prosciugarsi e i Druun attaccano Zanna. Raya entra nel palazzo reale per affrontare Namaari; Raya però, quando sta per sconfiggere Namaari, ne vede il rimorso e insieme a lei corre ad aiutare i suoi amici, impegnati a salvare la gente dai Druun. Ispirata dal racconto di Sisu, Raya decide di fare il primo passo e consegna a Namaari il suo pezzo di Gemma prima di essere pietrificata; convinti dal gesto dell’amica, gli altri ne seguono l’esempio e Namaari riesce a riassemblare la Gemma poco prima di diventare lei stessa una statua. La Gemma torna a brillare, sconfigge i Druun e riporta in vita tutti coloro che erano stati tramutati in statue, compresi gli altri draghi che con la loro magia ridanno vita a Sisu. Le varie tribù, ora in pace, si riuniscono nel regno di Cuore per festeggiare e formare ancora una volta Kumandra.

Recensione:

Raya e l’ultimo drago, ultima fatica della Disney, pur mostrando alcune caratteristiche originali rispetto alle opere precedenti e in particolare a quelle con protagoniste femminili, si configura a tutti gli effetti come un cartone per bambini che, intrattenimento e apparato tecnico a parte, non è arricchito quelle tematiche che potrebbero interessare anche un pubblico più adulto, a differenza di prodotti Pixar più o meno recenti come Soul (2020) o Wall-E (2008). I rimandi narrativi e visivi a cult come I predatori dell’arca perduta (1981) e Mad Max: Fury Road (2015) sono presente ma molto superficiali e non influiscono in modo incisivo sulla percezione complessiva del film.

La storia non è molto originale e spesso risulta poco dinamica a livello di sceneggiatura: il ritmo è infatti sostenuto principalmente dalle animazioni spettacolari e dallo score quasi sempre presente più che dalla trama e dalla scrittura, che alterna in modo molto banale momenti educativi o didascalicamente moralistici a intermezzi comici piuttosto riusciti ma a loro volta decisamente già visti. Si possono comunque rilevare aspetti non scontati e relativamente interessanti: la scelta narrativa di inserire come personaggi principali tre figure femminili – Raya, Namaari e Sisu – che non intrecciano relazioni sentimentali, anche se già sperimentata in Ribelle – The Brave (2012), risulta molto attuale, così come il tema ecologico della distruzione ambientale legata principalmente al pericolo della sparizione delle fonti d’acqua. L’ambientazione panasiatica, che mischia in modo convincente elementi di varie culture tra cui quella thailandese, vietnamita, indonesiana, filippina e malesiana, è originale e ha il merito di ricondurre la mitologia dei draghi, “colonizzata” dal fantasy occidentale (si pensi ai draghi di Game of Thrones, 2011-2019, teoricamente orientali ma a livello visivo pienamente high fantasy), alla propria tradizione originaria.

L’aspetto più particolare del film, oltre all’importanza assegnata al concetto di fiducia che rimane fondamentale anche nel momento in cui tale fiducia è stata precedentemente tradita, è comunque l’abolizione di una netta divisione tra personaggi buoni e personaggi cattivi in favore di una più simbolica e convincente contrapposizione tra due poli sovrannaturali – da un lato i draghi buoni e dall’altro i Druun cattivi – che negli umani convivono e grazie appunto alla fiducia reciproca riescono a ricomporsi nella volontà di creare un mondo migliore per tutti.

Se infatti Namaari per gran parte del film sembra cattiva ma nel finale si redime e svolge un ruolo fondamentale nella ricomposizione della Gemma, la stessa Raya, come detto da Namaari, è responsabile tanto quando l’amica-nemica della morte di Sisu poiché ha ceduto al sospetto e al cinismo e inoltre, prima di imparare dal drago l’importanza della fiducia e della collaborazione, era determinata a ritrovare la Gemma per un motivo prettamente personale, ovvero riportare in vita il padre.

I modelli, le texture e le animazioni in termini di 3D eguagliano gli altissimi standard imposti dalla stessa Disney e sono talmente sofisticati da distinguersi anche tra le recenti produzioni del colosso statunitense. Anche la regia si fa notare ed è ricca di movimenti talmente naturali da sembrare realizzati in motion capture. Il lato tecnico, tuttavia, per quanto notevole, è un merito da attribuire allo staff di sviluppo tecnologico della multinazionale di Burbank e non propriamente al film, che pur risultando godibile e adattissimo a un pubblico infantile non riesce a evitare di suscitare nello spettatore adulto una sensazione di ripetizione di tematiche, stilemi e modalità narrative già viste in moltissime altre produzioni Disney precedenti (e probabilmente anche future).

Pro:

  • Apparato tecnico impeccabile e all’avanguardia.
  • Apprezzabile tentativo di inserire tematiche attuali in un film per bambini.
  • Abolizione della contrapposizione tra personaggi buoni e cattivi.

Contro:

  • Trama troppo lineare.
  • Ripetitività dei messaggi canonici nei film Disney.
  • Siparietti stereotipati.
  • Scarso interesse per un pubblico non infantile.

3 / 5. 1