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Charlotte Wells

Aftersun | Recensione | Unpolitical Reviews

Trailer non disponibile

Scheda:

poster di Aftersun
Titolo Originale:
Aftersun
Regia:
Charlotte Wells
Uscita:
6 gennaio 2023
(prima: 21/10/2022)
Lingua Originale:
en
Durata:
102 minuti
Genere:
Dramma
Soggetto:
Sceneggiatura:
Charlotte Wells
Fotografia:
Gregory Oke
Montaggio:
Blair McClendon
Scenografia:
Musica:
Oliver Coates
Produzione:
Barry Jenkins
Adele Romanski
Amy Jackson
Mark Ceryak
Produzione Esecutiva:
Lizzie Francke
Tim Headington
Eva Yates
Lia Buman
Alex Sutherland
Kieran Hannigan
Casa di Produzione:
BBC Film
AZ Celtic Films
PASTEL
Screen Scotland
Tango Entertainment
Unified Theory Productions
Budget:
$0
Botteghino:
$2 milioni
Carica Altro

Redazione

8.5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Sophie
Frankie Corio
Calum
Paul Mescal
Adult Sophie
Celia Rowlson-Hall
Belinda
Sally Messham
Teen Girl 1
Ayşe Parlak
Teen Girl 2
Sophia Lamanova
Michael
Brooklyn Toulson
Olly
Spike Fearn
Toby
Harry Perdios
Ocean Park Father
Frank Corio
Laura
Ruby Thompson
Scott
Ethan James Smith
Onur
Onur Ekşioğlu
Carpet Salesman
Cafer Karahan
Jane
Kayleigh Coleman
Resort Entertainer
John Stuifzand
Ocean Park Hotel Tour Rep
Tyler Mutlu
Alex
Kieran Burton
Turk Hotel Receptionist
Nijat Gachayev
Adult Sophie's Partner
Sarah Makharine

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Padre e figlia sono in vacanza e riprendono con una videocamera i momenti trascorsi per ricordare il loro viaggio insieme.

Recensione:

Primo lungometraggio dell’emergente regista scozzese Charlotte Wells, Aftersun è disponibile sulla piattaforma di film d’autore Mubi.


Un film autobiografico, delicato e intimo. L’estate, le vacanze, un padre e una figlia, la crema da spalmarsi sotto al sole, la maschera per andare sott’acqua. È tutto un ricordo, dal sapore dolce e malinconico.


Aftersun ha un suo proprio linguaggio visivo, autentico e toccante: ogni immagine cela uno sfondo emotivo. Il bagno al mare, la gita sul monte, la cena al ristorante, il karaoke, il ballo sulle note di “Under Pressure”, non sono solo questo ma nascondono l’affetto e il dolore, il disagio e l’amore del rapporto padre figlia.

Un legame frammentato, i cui pezzi vengono composti man mano che il racconto procede. Il soleggiato luogo di villeggiatura è perseguitato dall’oscurità interiore di un giovane padre divorziato, perso, solo e dall’adolescenza che avanza di una ragazza così sveglia e matura per la sua età. Le emozioni evocate sono un crescendo continuo: il dolore viene esaminato ricordo dopo ricordo. Sophie cerca di mettere insieme le parti mancanti di un puzzle per comprendere suo padre, quanto fosse stato davvero felice, sincero, libero. A 11 anni aveva già captato quel malessere esistenziale che lo avvolgeva. A 30 anni sente il bisogno di riavvolgere il nastro e passare al vaglio ogni filmino di quell’estate, l’ultima con suo padre.

Nessuna scena, per quanto semplice, è sprecata e nessun sentimento viene trattato in modo banale. La pubertà, l'omosessualità, la depressione, il trauma del divorzio: molti gli spunti toccati ma non tutti sviluppati con la stessa centralità. Il focus, infatti, resta sempre la relazione complicata, amorevole e nebulosa tra Calum e Sophie.

La regia di Wells ha un ritmo naturale e uno stile neo impressionista: ci permette di notare i piccoli gesti, le espressioni impercettibili, di osservare ogni cosa con attenzione e di leggere tra le righe. Richiama volutamente il decennio degli anni ’90: gira con una compatta, predilige inquadrature strette e impreziosisce la pellicola con punti macchina estremi e primi piani morbidi. Ha un montaggio che non ha fretta, segue la memoria, gli spazi, i respiri.

“Penso sia bello che condividiamo lo stesso cielo”. Con la sua sceneggiatura così quotidiana e realistica, il film racconta la complessità del rapporto di questi due individui in modo semplice, senza espedienti e senza risentimento. Riesce a tirare fuori il meglio dai due interpreti centrali e la loro chimica risulta forte e autentica. Paul Mescal è sublime, fisico, espressivo, disperato: una mascolinità che non teme di essere fragile. Frankie Corio è una ventata di aria fresca, tenera, riflessiva, spontanea.

Il tutto è incorniciato da una colonna sonora perfetta che riecheggia le hit di quegli anni e addolcisce l’atmosfera in ogni momento del viaggio.

Aftersun è un film raro e speciale, con una grande e intensa capacità evocativa che rimane ben oltre i momenti finali del film. Non per tutti ma solo per chi ha la sensibilità di guardarlo come se stesse guardano un intimo e prezioso filmino di famiglia.

A cura di Giulia Belvedere.
Pubblicato il 18 gennaio 2023.

Pro:

  • Regia e sceneggiatura intime e toccanti.
  • Mescal e Corio interpreti fantastici.

Contro:

  • Alcuni temi non approfonditi abbastanza.

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