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David Yates

Animali fantastici - I crimini di Grindelwald | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Animali fantastici - I crimini di Grindelwald
Titolo Originale:
Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald
Regia:
David Yates
Uscita:
15 novembre 2018
(prima: 14/11/2018)
Lingua Originale:
en
Durata:
134 minuti
Genere:
Fantasy
Avventura
Azione
Soggetto:
Sceneggiatura:
J.K. Rowling
Fotografia:
Philippe Rousselot
Montaggio:
Mark Day
Scenografia:
Anna Pinnock
Musica:
Produzione:
J.K. Rowling
Steve Kloves
David Heyman
Lionel Wigram
Produzione Esecutiva:
Tim Lewis
Neil Blair
Rick Senat
Danny Cohen
Casa di Produzione:
Warner Bros. Pictures
Heyday Films
Budget:
$200 milioni
Botteghino:
$653 milioni
Carica Altro

Redazione

5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Newt Scamander
Eddie Redmayne
Porpentina 'Tina' Goldstein
Katherine Waterston
Jacob Kowalski
Dan Fogler
Queenie Goldstein
Alison Sudol
Gellert Grindelwald
Johnny Depp
Albus Dumbledore
Jude Law
Credence Barebone
Ezra Miller
Leta Lestrange
Zoë Kravitz
Theseus Scamander
Callum Turner
Nagini / Maledictus
Claudia Kim
Seraphina Picquery
Carmen Ejogo
Eulalie 'Lally' Hicks
Jessica Williams
Yusuf Kama
William Nadylam
Grimmson
Ingvar Sigurdsson
Skender
Ólafur Darri Ólafsson
Abernathy
Kevin Guthrie
Nicolas Flamel
Brontis Jodorowsky
Torquil Travers
Derek Riddell
Krall
David Sakurai
Minerva McGonagall
Fiona Glascott

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Il magizoologo Newt Scamander, su invito di Albus Silente, si mette sulle tracce del mago oscuro Gellert Grindelwald e del suo adepto Credence Barebone.

Recensione:

Secondo, perlopiù disastroso, capitolo della saga spin-off iniziata nel 2016 con Animali fantastici e dove trovarli, I crimini di Grindelwald riesce in un colpo solo ad annullare quanto di potenzialmente buono vi era nel progetto iniziale, a creare incongruenze logiche e tempistiche rispetto all’universo ideato da J. K. Rowling e a risultare, da un punto di vista meramente cinematografico, un racconto vuoto e sgangherato. Si potrebbe soprassedere sul fatto che gli animali fantastici, al centro del titolo dell’intera serie di film, qui abbiano un mero ruolo di sotto-trama comica. Si concederebbe forse troppa importanza al canone nell’insistere che i pur riusciti costumi del quattro volte premio Oscar Colleen Atwood, collaboratrice storica di Tim Burton, siano troppo storicizzati e rendano poca giustizia alla fantasia del Mondo Magico e ai costumi dei suoi abitanti (descritti fin dal primo capitolo de Harry Potter e la Pietra Filosofale come stravaganti e vistosi agli occhi dei babbani). Infine, non sarebbe la prima volta che Rowling, qui sceneggiatrice, dimostra di avere poca dimestichezza con le cronologie: la presenza di Minerva McGrannitt a Hogwarts nel 1927, quando la saga originale faceva intendere fosse nata negli anni Trenta, non è un errore di continuità più grave di quanto avvenuto nel tragico testo teatrale La maledizione dell’erede (2016). Anche sforzandosi di perdonare tutti questi difetti, risulta chiaro come i crimini nel film non siano di Grindelwald, ma della sceneggiatura.

La prima metà del racconto si barcamena nel tentativo di dare uno spessore ai personaggi introdotti nel capitolo precedente, commettendo però l’errore di aggiungerne altri: si assiste così al proliferare di divagazioni e sotto-trame fra il comico e l’amoroso che poco adducono allo sviluppo della storia. Quest’ultima, nella seconda parte del film, si dirama su tre binari differenti: la ricerca della vera identità di Credence, il rapporto fra Silente e Grindelwald e l’ascesa al potere di quest’ultimo. Tutte e tre le linee narrative si risolvono in maldestri cliff-hanger per il capitolo successivo, rendendo di fatto I crimini di Grindelwald non autosufficiente. Al di là della storia, ad essere realmente maltrattati in fase di scrittura sono i personaggi. Di Credence, probabilmente il meno carismatico di tutti gli antagonisti mai concepiti da Rowling, non si sfruttano appieno le possibilità, rendendolo un elemento cupo e monocorde. Newt e Jacob, protagonisti del capitolo precedente, sono ridotti ad una caricatura in chiave magica di Stanlio e Ollio. Il tanto atteso Silente si rivela avere una parte minoritaria, almeno in questo secondo film, e si limita ad agire nell’ombra.


È però lo stesso Grindelwald a subire il trattamento peggiore: quello che originariamente era un mago sicuramente malvagio e attratto dalla magia oscura, ma non immotivatamente folle, anarchico ed egocentrico come Lord Voldemort (di cui lo stesso Gellert sarà vittima ne I doni della morte) nel Mondo Magico, qui è descritto nulla più che come un viscido assassino.


Non bastano a risollevare lo stupore del pubblico i collegamenti altrettanto maldestri con i libri e i film di Harry Potter: se Animali Fantastici e dove trovarli aveva almeno il pregio di far conoscere agli appassionati le differenze fra Mondo Magico britannico e statunitense, qui gli ammiccamenti a chi conosce la saga, dalla tomba parigina dei Lestrange alla bizzarra presenza di un personaggio di nome Nagini, non fanno che generare livore in quanto suggeriscono una sostanziale mancanza di idee. La regia di David Yates, per quanto accademica, riesce a dare il proprio meglio nelle scene kolossal, così come le musiche di James Newton Howard, in passato coautore di Hans Zimmer, ben riprendono i temi originali di John Williams. In una confezione sicuramente non inferiore alla media dei prodotti fantasy contemporanei, a mancare è proprio la storia.

L’ultima nota riguarda le interpretazioni: gli attori, per quanto quasi tutti scelti in modo opportuno, anche a causa della scarsità di caratterizzazione non riescono nell’intento di dar vita a personaggi degni di nota. A soffrirne di più è Redmayne, il cui Newt Scamander sembrava nel film precedente un ruolo cucitogli addosso: qui il magizoologo diventa la parodia di sé stesso, incastonato nell’ambra di un profilo piatto e senza evoluzioni. È tuttavia lo stesso Grindelwald a subire gli errori non solo della scrittura, ma anche del casting: Johnny Depp, per quanto amato dal pubblico, dimostra che non basta essere stati il volto e la voce di Jack Sparrow in passato per indovinare sempre il carisma di un personaggio. Il suo Grindelwald non ha niente a che vedere con il mago oscuro di origini mittelleuropee: per un progetto che ne reca il nome fin dal titolo, sbagliare totalmente il ruolo principale è un errore non da poco.

A cura di Michele Piatti.
Pubblicato il 19 aprile 2022.

Pro:

  • Buona confezione del prodotto dal punto di vista registico e della colonna sonora.
  • Costumi riusciti, anche se poco fedeli alla logica del Mondo Magico.

Contro:

  • Sceneggiatura disastrosa sia presa in sé, sia per le incongruenze con l'universo narrativo.
  • Personaggi trattati con inconsistenza e interpretati con poca destrezza.
  • Sostanziale non autosufficienza della storia.

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