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James Wan

Aquaman | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Aquaman
Titolo Originale:
Aquaman
Regia:
James Wan
Uscita:
1 gennaio 2019
(prima: 6/07/2018)
Lingua Originale:
en
Durata:
143 minuti
Genere:
Azione
Avventura
Fantasy
Soggetto:
James Wan
Geoff Johns
Will Beall
Mort Weisinger
Paul Norris
Sceneggiatura:
David Leslie Johnson-McGoldrick
Will Beall
Fotografia:
Don Burgess
Montaggio:
Kirk M. Morri
Scenografia:
Danielle Berman
Beverley Dunn
Musica:
Rupert Gregson-Williams
Produzione:
Charles Roven
Zack Snyder
Rob Cowan
Peter Safran
Deborah Snyder
Produzione Esecutiva:
Walter Hamada
Jon Berg
Geoff Johns
Casa di Produzione:
Warner Bros. Pictures
DC Comics
DC Entertainment
Cruel & Unusual Films
The Safran Company
Rodeo FX
Panoramic Pictures
DC Films
Budget:
$160 milioni
Botteghino:
$1148 milioni
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Redazione

5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Arthur Curry / Aquaman
Jason Momoa
Mera
Amber Heard
Nuidis Vulko
Willem Dafoe
King Orm Marius / Ocean Master
Patrick Wilson
Atlanna
Nicole Kidman
King Nereus
Dolph Lundgren
David Kane / Black Manta
Yahya Abdul-Mateen II
Thomas Curry
Temuera Morrison
Captain Murk
Ludi Lin
Jesse Kane (Manta's Father)
Michael Beach
Dr. Stephen Shin
Randall Park
King Atlan
Graham McTavish
Cargo Pilot
Leigh Whannell
Young Arthur (3 Years Old)
Tainui Kirkwood
Young Arthur (3 Years Old)
Tamor Kirkwood
Young Arthur (3 Years Old)
Denzel Quirke
Young Arthur (9 Years Old)
Kaan Guldur
Young Arthur (13 Years Old)
Otis Dhanji
Young Arthur (16 Years Old)
Kekoa Kekumano
Karathen (voice)
Julie Andrews

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Arthur, legittimo erede al trono di Atlantide, si mette alla ricerca del tridente Sacro del re Atlan per sconfiggere il malvagio Orm.

Recensione:

Sesto film del DC Extended Universe, Aquaman riporta tutte le caratteristiche e i difetti ascrivibili a questo tipo di produzione. Se è noto come alla DC manchi la capacità di creare un universo narrativo complesso e transmediale davvero efficace, come invece capita alla rivale Marvel, generalmente si deve riconoscere come progetti affidati a registi competenti diano buoni risultati: lo si è visto con l’autoironico The Suicide Squad (2021) per la regia di James Gunn e, al di fuori del DCEU, con l’ormai cult Joker (2019) di Todd Philips e il cupo The Batman di Matt Reeves. Tutti questi film, agli antipodi fra loro per toni e intenti, hanno lasciato il segno principalmente per due motivi: la voluta, quasi ricercata infedeltà al filone narrativo di partenza (The Suicide Squad arriva a riscrivere l’omonimo e disastroso precedente del 2016) e il ricorso ad una chiave di lettura efficace e incisiva (la demenzialità nel primo, la rabbia sociale nel secondo e l’investigazione nel terzo). Si può aggiungere anche come il super-eroismo, la cui configurazione nella cultura di massa risale al secolo scorso, venga qui o esasperato fino all’autoparodia o eliminato.

Di questi spunti, capaci di rendere apprezzabile un film DC, Aquaman non ne coglie alcuno. Non basta infatti nemmeno la presenza dell’autore di qualità di turno quale James Wan (The Conjuring, 2013) a risollevare una storia che, sia come scrittura che come resa, fa acqua da tutte le parti.

La sceneggiatura di David Leslie Johnson-McGoldrick e Will Beall, oltre a presentare dialoghi e situazioni che sconfinano nella soap opera, è allo stesso tempo troppo banale e inutilmente complicata. La banalità deriva dall’ennesima riproposizione di un modello (la trasformazione da uomo comune a eroe/re), con la convinzione che basti un’ambientazione originale per risollevare una storia piatta. La superflua complessità, accresciuta forse dalla necessità di sopperire alla mancanza di idee, si nota in colpi di scena ora inverosimili, ora telefonati (le sottotrame relative ai genitori di Aquaman) e in una durata eccessiva per quello che dovrebbe essere un prodotto di intrattenimento.

La povertà di scrittura, soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi assente, si riversa sulle interpretazione: al di là del peccato di dissipare in ruoli marginali e poco interessanti attori quali Nicole Kidman e Willem Dafoe, il cast riporta performance l confine fra l’imbarazzante e l’inesistente.


A salvarsi è forse solo Jason Momoa, il cui physique du rôle, per quanto non pertenga strettamente alle doti recitative, lo rende perlomeno credibile.


È infatti la credibilità, soprattutto nel visivo, l’altro macroscopico difetto del film: al di là di una regia piuttosto spenta, tranne che nelle buone sequenze di combattimento, la fotografia del premio Oscar Don Burgess (Forrest Gump, 1994) è disastrosa per quanto appare posticcia e la color correction invedibile. Gli effetti speciali di Brenden Barry Brown, Hauk Olafsson e Tony Watt, sicuramente impegnati nel rendere al meglio i mostri e le creature presenti nella trama, affonda completamente proprio nella resa delle dinamiche acquatiche e della fluidità degli elementi sottomarini, lontane da qualsiasi forma di realismo.

Infine, le scenografie di Bill Brzeski, soprattutto nella resa di Atlantide, suggeriscono come l’idea iniziale fosse discreta ma sia stata mal sviluppata. Trucco e make-up di Tess Natoli, invece, sono sbagliati sia come idea che come resa: l’acconciatura di Amber Heard, sul web, è ormai da tempo emblema di cattivo gusto.

Unico aspetto pienamente positivo del film è il sound design, finalmente credibile, e la colonna sonora di Rupert Gregson-Williams, certamente non indimenticabile ma più che adeguata al genere.

Aquaman dimostra in definitiva la difficoltà della DC di regalare al proprio pubblico prodotti davvero originali e curati, quasi a volerlo sottovalutare: ne emerge una sorta di paradosso, in quanto i pochi film di qualità della DC sono davvero ottimi, quasi autoriali, e hanno avuto un riscontro in sala più che positivo, a dimostrazione che anche il consumatore di cultura di massa esige, e merita, narrazioni originali.

A cura di Michele Piatti.
Pubblicato il 17 giugno 2022.

Pro:

  • Sound design e musiche ben curate.
  • Jason Momoa relativamente credibile nel ruolo,.

Contro:

  • Sceneggiatura disastrosa, banale e ridondante.
  • Interpretazioni perlopiù dimenticabili.
  • Resa visiva, dalla fotografia al make-up, del tutto irrealistica e sbagliata.

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