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Wayne Roberts

Arrivederci professore | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Arrivederci professore
Titolo Originale:
The Professor
Regia:
Wayne Roberts
Uscita:
20 giugno 2019
(prima: 10/05/2019)
Lingua Originale:
en
Durata:
90 minuti
Genere:
Commedia
Dramma
Soggetto:
Sceneggiatura:
Wayne Roberts
Fotografia:
Tim Orr
Montaggio:
Sabine Emiliani
Scenografia:
Shannon Gottlieb
Musica:
Aaron Dessner
Bryce Dessner
Produzione:
Greg Shapiro
Brian Kavanaugh-Jones
Warren Carr
Produzione Esecutiva:
David Lipman
Stuart Ford
Karine Martin
Steven Squillante
David U. Lee
Rian Cahill
Braden Aftergood
Eric Schultz
John Zois
Jeffrey Stentz
Miguel Palos
Casa di Produzione:
Global Road Entertainment
Automatik Entertainment
Leeding Media
Saban Films
Infinitum Nihil
Starlings Entertainment
Budget:
$0
Botteghino:
$3 milioni
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Redazione

6-

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Richard Brown
Johnny Depp
Veronica Sinclair-Brown
Rosemarie DeWitt
Olivia Brown
Odessa Young
Peter Matthew
Danny Huston
Claire
Zoey Deutch
Danny
Devon Terrell
Henry Wright
Ron Livingston
Barbara
Linda Emond
Rose
Matreya Scarrwener
Donna
Siobhan Fallon Hogan
Unnamed Student
Paloma Kwiatkowski
Taylor
Kaitlyn Bernard
Doctor
Michael Kopsa
Male Student #1
Dion Riley
Professor Emeritus
Ken Kramer
Waitress
Justine Warrington
Widow #1
Christine Willes
Widow #2
Denalda Williams
Ed
Keith MacKechnie
Professor Emeritus's Wife
Dolores Drake

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Un professore di lettere di uno stimato college americano scopre di avere un cancro terminale. Decide così di godersi gli ultimi mesi di vita nei modi più folli.

Recensione:

Il film ha il difetto principale di essere costruito interamente su un unico attore, Johnny Depp. Che a livello recitativo sembra aver recuperato, almeno in parte, la verve di un tempo: peccato che lo sviluppo psicologico del personaggio, a livello di scrittura, sia sostanzialmente piatto. Non c'è un vero e proprio arco evolutivo in lui, perché del suo passato prima della malattia non viene mostrato nulla, e non sembra che il cancro gli fornisca una qualche motivazione davvero valida per agire.

Nei manuali di sceneggiatura si legge che il protagonista dovrebbe avere un aim, uno scopo che dà la direzione a lui e alla narrazione stessa. Qui se ne nota l'assenza: Richard resta cinico e certo di accettare la propria morte con avventatezza mista ad amore per gli studenti e i familiari, e lo fa dall'inizio alla fine. Alcune battute sono effettivamente divertenti, ma sembrano residui di una puntata di Bojack Horseman: per il resto, risultano scontate quando non banali fino all'imbarazzo.

Fra i pochi dialoghi semiseri, quello finale con la figlia è pieno di luoghi comuni e il monologo agli studenti è una versione depotenziata de celebre carpe diem de L'attimo fuggente (1989).


Ecco, in sintesi Arrivederci professore vorrebbe essere un remake de L'attimo fuggente con innesti di Paura e delirio a Las Vegas (1998): unire cinismo e buoni sentimenti non è però facile e il risultato è monco.


Unici momenti a salvarsi davvero sono le dialettiche fra Richard e la moglie, paradossali e sufficientemente giocose, e il personaggio di Danny Huston, comico e commovente allo stesso tempo. Gli altri personaggi restano poco più che macchiette.

Come si è già capito, sono soggetto e sceneggiatura del regista Wayne Roberts (Katie says goodbye, 2016) a tarpare le ali del film fin dall'inizio. La regia, a propria volta, risulta accademica e anonima. Alcune scelte appaiono poi pretenziose, quasi a colmare i vuoti di significati che la storia non riesce a colmare: una su tutti, quella di raccordare i segmenti dei film in diversi capitoli. Non essendoci una vera trattazione né dei personaggi, né della vicenda, non se ne vede il motivo; se si voleva invece sottolineare una supposta matrice letteraria, vi sarebbero voluti almeno dei dialoghi all'altezza.

Da sottolineare in positivo, invece, le ottime scenografie di Shannon Gottlieb (Deadpool, 2016; Wonder, 2017) che ricostruiscono con eleganza gli ambienti del college, degli interni del pub universitario e della casa di Richard. È però davvero troppo poco per un film che anche dal punto di vista visivo non resta impresso. Non ci si annoia, ma semplicemente per la breve durata e per qualche momento divertente in mezzo a troppo già visto.

A cura di Michele Piatti.

Pro:

  • Performance di tutto il cast.
  • CGI e Make-up.
  • Fotografia buona.

Contro:

  • Sceneggiatura non sufficiente.
  • Evoluzione dei personaggi pressoché inesistente.
  • Svolgimento dei fatti troppo frettoloso e confuso.

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