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Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza)
Titolo Originale:
Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
Regia:
Alejandro González Iñárritu
Uscita:
27 agosto 2014
(prima: 17/10/2014)
Lingua Originale:
en
Durata:
119 minuti
Genere:
Dramma
Commedia
Soggetto:
Sceneggiatura:
Alejandro González Iñárritu
Armando Bo
Nicolás Giacobone
Alexander Dinelaris
Fotografia:
Emmanuel Lubezki
Montaggio:
Stephen Mirrione
Douglas Crise
Scenografia:
George DeTitta Jr.
Musica:
Antonio Sánchez
Produzione:
Alejandro González Iñárritu
Arnon Milchan
James W. Skotchdopole
John Lesher
Produzione Esecutiva:
Molly Conners
Christopher Woodrow
Sarah E. Johnson
Casa di Produzione:
Worldview Entertainment
New Regency Pictures
TSG Entertainment
Le Grisbi Productions
M Productions
Budget:
$18 milioni
Botteghino:
$103 milioni
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Redazione

9-

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Riggan Thomson
Michael Keaton
Sam Thomson
Emma Stone
Jake
Zach Galifianakis
Mike Shiner
Edward Norton
Laura Aulburn
Andrea Riseborough
Sylvia
Amy Ryan
Lesley Truman
Naomi Watts
Tabitha Dickinson
Lindsay Duncan
Annie
Merritt Wever
Ralph
Jeremy Shamos
Gabriel
Damian Young
Crazy Man
Bill Camp
Korean Grocer
Kenny Chin
Daniel (Stagehand)
Jamahl Garrison-Lowe
Costume Assistant
Katherine O'Sullivan
Han
Keenan Shimizu
Translator
Akira Ito
Clara
Natalie Gold
Larry
Michael Siberry
Sydney
Clark Middleton

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Riggan Thomson, attore oramai sulla via del tramonto, cerca di riacquistare fama e prestigio con una nuova produzione teatrale.

Recensione:

Vincitore di quattro premi oscar tra cui miglior film e miglior regia, Birdman o (l'imprevedibile virtù dell'ignoranza) ha segnato a tutti gli effetti la consacrazione a livello mondiale del regista Alejandro González Iñárritu (21 grammi, 2006; Revenant – Redivivo, 2015).

Sin dai primi minuti lo spettatore viene trasportato in un'altra dimensione, la dimensione del teatro.


La teatralità, così come la creazione di un palcoscenico, reale ma anche metafisico, sono dei velati protagonisti che fanno sentire la loro presenza. La bravura degli attori risiede anche nel sapere modificare la loro recitazione per il film e per l'opera che stanno mettendo in scena, distinguendo e facendo distinguere chiaramente le due dimensioni recitative.


La profonda immersione dello spettatore nella pellicola è dovuta anche a un ottimo lavoro effettuato sul montaggio sonoro, donando al film un audio perfetto a livello di intensità. Basta pensare alla scena in cui Riggan riceva la telefonata via skype, dove il suono arriva alla sua sinistra, così come si percepisce in sala e, quando la macchina gira e il computer si sposta invece sulla destra dello schermo, lo stesso movimento segue anche all'orecchio dello spettatore; aumentando l'idea della personificazione della telecamera con gli occhi (e le orecchie) dello spettatore.

La sceneggiatura, studiata nei minimi dettagli, entra nel merito della costruzione tecnica eseguita magistralmente a 360°; un lavoro di scrittura che compie alla perfezione un arco narrativo che nei tempi effettivi è breve, ma che agisce sui personaggi con un'evoluzione a tutto tondo.

La definizione di alcuni aspetti macroscopici non fa altro che aumentare il livello di precisione del film, come la piuma tatuata di Sam, che richiama la figura dell'uomo uccello o la questione della pistola, in cui Riggan si lamenta della palese falsità dell'oggetto e si spara proprio con l'arma funzionante.

L'inventiva di Iñárritu non si limita solo al livello stilistico di regia, ma anche a un più profondo piano di progettazione del film, come già accennato curato nei minimi dettagli, come la ritmica di sola batteria che accompagna quasi tutta la narrazione o l'idea di girare il film in modo che risulti come un lunghissimo long take, e qui è doveroso citare anche un lavoro di montaggio ottimo in quanto le riprese non hanno seguito l'effettiva narrazione temporale del film.

L'unica nota dolente del film sembrerebbe proprio arrivare con il suo epilogo, il finale infatti risulta forse eccessivamente aperto e basato su un astrattismo che stona con il perfetto tecnicismo e realismo utilizzati invece per il resto della narrazione.

A cura di Linda Giulio.
Pubblicato il 25 settembre 2019.

Pro:

  • Eccellente lavoro tecnico, dalla regia, al montaggio, alla sceneggiatura.
  • Interpretazioni del cast..
  • Dimensione del teatro e della teatralità.

Contro:

  • Finale troppo aperto, che stona con il tecnicismo usato.

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