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Luca Guadagnino

Bones and All | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Bones and All
Titolo Originale:
Bones and All
Regia:
Luca Guadagnino
Uscita:
2 settembre 2022
(prima: 18/11/2022)
Lingua Originale:
it
Durata:
130 minuti
Genere:
Dramma
Romance
Horror
Soggetto:
Sceneggiatura:
David Kajganich
Fotografia:
Arseni Khachaturan
Montaggio:
Marco Costa
Scenografia:
Merissa Lombardo
Emily Pober Higgins
Rebecca Steele
Sally Schnellinger
Musica:
Trent Reznor
Atticus Ross
Produzione:
David Kajganich
Luca Guadagnino
Peter Spears
Marco Morabito
Timothée Chalamet
Lorenzo Mieli
Theresa Park
Francesco Melzi d'Eril
Gabriele Moratti
Produzione Esecutiva:
Marco Colombo
Giovanni Corrado
Jonathan Montepare
Raffaella Viscardi
Moreno Zani
Casa di Produzione:
Frenesy Film
MeMo Films
3 Marys Entertainment
The Apartment Pictures
Per Capita Productions
Tenderstories
Elafilm
Budget:
$18 milioni
Botteghino:
$14 milioni
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Redazione

8

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Maren Yearly
Taylor Russell
Lee
Timothée Chalamet
Sully
Mark Rylance
Kayla
Anna Cobb
Frank Yearly
André Holland
Jake
Michael Stuhlbarg
Brad
David Gordon Green
Barbara Kerns
Jessica Harper
Janelle Kerns
Chloë Sevigny
Lance
Jake Horowitz
Sherry
Kendle Coffey
Oglala Sioux Car Mechanic
Max Soliz
Gail the Nurse
Burgess Byrd
Woman
Johanna McGinley
Ticket Holder
Hannah Barlow
Jackie
Ellie Parker
Kim
Madeleine Hall
Dwan
Claudio Encarnacion Montero
Homeless Junkie
Sue Hopkins
Bike Boy Harold
Aaron J. Gould

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Maren ha diciotto anni ed è costretta a fare i conti con la sua natura. L'incontro con Lee le fa intraprendere un viaggio lungo l'America e dentro di sé.

Recensione:

Bones and All è l’ultima opera del regista italiano Luca Guadagnino, presentata in anteprima in concorso alla 79° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e adattata dal romanzo di Camille DeAngelis.

Una sintesi perfetta tra la tenerezza di “Chiamami col tuo nome” (2017), il grottesco di “Suspiria” (2018) e i tratti adolescenziali della serie “We Are Who We Are” (2020).

È infatti un film che ha tutti i canoni e le caratteristiche di atmosfere e di temi tipici del regista.

Un viaggio on the road che è anche un viaggio esistenziale fatto di ricerca, amore, sangue, brutalità, tenerezza.


Bones and All è un film sulla fame e non solo la fame di carne umana, ma anche dell'insaziabile desiderio di intimità emotiva. Di avere qualcuno che ti veda per quello che sei, che ti voglia e ti accetti ogni giorno. Il desiderio di essere così vicino a un'altra persona, di sentirsi capiti e amati profondamente.


In parte film horror, in parte coming of age: il regista crea un dipinto unico con in primo piano due giovani e la loro storia dolorosa e maledetta. Sono adolescenti, diversi, ai margini della società, abbandonati dalle famiglie e che cercano loro stessi.

L’estetica della pellicola cattura la bellezza dei paesaggi e fa da sfondo ad un’America degli anni ’80 crudele, malata, difficile. Tutta la scenografia supporta costantemente la narrazione: case vuote, luoghi deserti, strade infinite rispecchiano la desolazione e la solitudine provate dai personaggi

La sceneggiatura, curata da David Kajganich (Suspiria, 2018), è chiara e allo stesso tempo metaforica. La metafora dell'insaziabile cannibalismo ereditato dai genitori non è lampante nella prima metà del film ma viene ricostruita pezzo per pezzo grazie al suo personaggio principale, che ricerca le ragioni per cui soffre dell’ impulso irrefrenabile di divorare carne umana.

Bones and All racconta un trauma generazionale e universale. Tutti speriamo di non ereditare i tratti peggiori dei nostri genitori, ma poi lentamente li vediamo crescere dentro di noi, cercando di sfuggire a noi stessi, convinti che a causa della nostra condanna non troveremo mai amore, accettazione, connessione.

Solamente alcuni elementi, portati all’attenzione, non vengono approfonditi abbastanza e sembrano perdersi tra lo scorrere degli eventi: la morte di Kayla, il rapporto tra Lee e la madre, l’immagine apparsa in sogno a Maren di suo padre mentre vomita del sangue.

Guadagnino ci mostra flashback di ricordi tormentati che riaffiorano alla memoria dei due protagonisti, quasi come demoni da cui non riescono a liberarsi.

La sua regia sceglie di non mostrare fino in fondo gli atti di cannibalismo cruento ma solo l’inizio o pochi attimi dell’azione, spostando il focus visivo su un punto della stanza, enfatizzando gli effetti sonori, così da aumentare ulteriormente il senso di inadeguatezza nello spettatore.

Si alternano momenti introspettivi, come il dialogo intenso tra Maren e Lee sul promontorio in cui lui confessa la vicenda con il padre, a colpi di scena che fanno sussultare e rabbrividire, come l’incontro tra Maren e sua madre nell’ospedale psichiatrico. L’equilibrio narrativo fa mantenere l’attenzione costante, con un ritmo sì lento ma coinvolgente, mescolando dolore a momenti di gioia.

Ci si immerge nell’intimità del film grazie anche ai due personaggi tridimensionali e comprensibili e si empatizza con la loro natura, nonostante la loro natura.

I due attori protagonisti sono eccellenti: Taylor Russel è completamente dentro il personaggio di Maren e Timothèe Chalamet è perfetto nei panni dell'astuto e sincero Lee.

Il resto del cast è guidato sapientemente e ogni interpretazione è sublime e ha uno suo spazio. Mark Rylance è follemente inquietante ed è con lui che il sangue e le ossa sembrano appiccicosi e disgustosi, Chloe Sevigny ha una parte minore ma è incredibilmente efficace mentre Michael Stuhlbarg ha un ruolo sporco e opposto a quello in "Chiamami col tuo nome".

Bones and All è una storia d'amore cannibale che si svolge come un sogno febbrile, con la sua magistrale colonna sonora, con le immagini che ribollono lo stomaco e il suo tono oscuro e inquietante. È brutale ma caldo, brillante e con un finale in vero stile Guadagnino che fa commuovere e che fa fatica ad essere dimenticato.

A cura di Giulia Belvedere.
Pubblicato il 1 dicembre 2022.

Pro:

  • Regia unica e riconoscibile di Guadagnino.
  • Storia che tratta temi brutali, profondi, universali in modo mai banale.
  • Cast attoriale perfetto.

Contro:

  • Sceneggiatura che non approfondisce alcune dinamiche importanti.

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