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Stephen Chbosky

Caro Evan Hansen | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Caro Evan Hansen
Titolo Originale:
Dear Evan Hansen
Regia:
Stephen Chbosky
Uscita:
2 dicembre 2021
(prima: 24/09/2021)
Lingua Originale:
en
Durata:
131 minuti
Genere:
Dramma
Soggetto:
Sceneggiatura:
Steven Levenson
Fotografia:
Brandon Trost
Montaggio:
Anne McCabe
Scenografia:
Lance Totten
Musica:
Justin Paul
Benj Pasek
Produzione:
Marc Platt
Adam Siegel
Produzione Esecutiva:
Michael Bederman
Steven Levenson
Justin Paul
Benj Pasek
Casa di Produzione:
Universal Pictures
Marc Platt Productions
Perfect World Pictures
Budget:
$27 milioni
Botteghino:
$19 milioni
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Redazione

5+

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Evan Hansen
Ben Platt
Cynthia Murphy
Amy Adams
Zoe Murphy
Kaitlyn Dever
Larry Mora
Danny Pino
Heidi Hansen
Julianne Moore
Alana Beck
Amandla Stenberg
Jared Kalwani
Nik Dodani
Connor Murphy
Colton Ryan
Oliver
DeMarius R. Copes
Gemma
Liz Kate
Leila
Zoey Luna
Rhys
Isaac Powell
Skye
Marvin Leon
Cherise
Hadiya Eshe'
Naomi
Julia Chen Myers
Josh
Gerald Caesar
Isabelle
Avery Bederman
Mr. Howard
Swift Rice
Greg
Tommy Kane
Librarian
Aymee Garcia

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Il diciassettenne Evan Hansen si trova, a causa di un malinteso, coinvolto nella vita e nella famiglia di un ragazzo morto suicida.

Recensione:

Stephen Chobsky (Noi siamo infinito, 2012; Wonder, 2017) dirige l'adattamento cinematografico del musical Dear Evan Hansen. A prestare volto e voce al protagonista è Ben Platt (Pitch Perfect, 2012; Pitch Perfect 2, 2015) già vincitore di un Tony Award per la medesima interpretazione a teatro.


La padronanza di Platt della parte si palesa per tutta la durata della pellicola, riuscendo a conseguire una buona interpretazione malgrado l'eccessivo patetismo nella scrittura del personaggio che non si adatta al grande schermo.


Il cast secondario vanta grandi nomi come quello di Julianne Moore (Magnolia, 1999; The Hours, 2002) e Amy Adams (Il dubbio, 2008; Arrival, 2016) ma le grandi doti delle attrici, e del resto del cast, si perdono a tratti nella scrittura confusa e sconclusionata.

Caro Evan Hansen, al di là della sceneggiatura, ha il grande limite di essere un musical disfunzionale e sconclusionato. Andando ad approfondire questo aspetto, il reparto musicale non aggiunge nulla alla narrazione, nè emozione, nè un'introspettiva sui personaggi, come solito nel genere.

Le parti musicali sembrano appesantire la pellicola e rimangono fortemente marginali; l'aspetto della composizione è un'aggravante, non riuscendo a confezionare una canzone convincente ma, piuttosto, rimanendo su un livello molto (troppo) adolescenziale, che aumenta quel patetismo già sopraccitato.

L'idea di trattare temi importanti come il suicidio, il bullismo e l'ansia presenta all'inizio un buono spunto narrativo, un modo convincente e spontaneo di costruire un rapporto intimo e confidenziale con i suoi personaggi ma, una volta che la sceneggiatura progredisce, anche questo aspetto viene dimenticato, tralasciato o irrisoriamente concluso.

La superficialità e la perdita di focus del vero nucleo narrativo alimenta la sensazione di insofferenza nei confronti del protagonista, che agli occhi dello spettatore si presenta quasi come una figura di disturbo, che basa tutta la sua evoluzione narrativa sull'auto commiserazione e la soluzione ultima di questo racconto di formazione non è data dalla volontà dello stesso Evan Hansen ma piuttosto da un'evoluzione forzata di eventi a lui esterni.

A cura di Linda Giulio.
Pubblicato il 10 dicembre 2021.

Pro:

  • Performance attoriali.

Contro:

  • Composizione musicale.
  • Sceneggiatura includente e confusa.
  • Elementi musicali che non arricchiscono la narrazione e nemmeno l'introspezione dei personaggi.

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