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Sam Raimi

Doctor Strange nel Multiverso della Follia | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Doctor Strange nel Multiverso della Follia
Titolo Originale:
Doctor Strange in the Multiverse of Madness
Regia:
Sam Raimi
Uscita:
4 maggio 2022
(prima: 4/05/2022)
Lingua Originale:
en
Durata:
126 minuti
Genere:
Fantasy
Azione
Avventura
Soggetto:
Stan Lee
Steve Ditko
Sceneggiatura:
Michael Waldron
Fotografia:
John Mathieson
Montaggio:
Bob Murawski
Tia Nolan
Scenografia:
John Bush
Musica:
Danny Elfman
Produzione:
Kevin Feige
Produzione Esecutiva:
Scott Derrickson
Louis D'Esposito
Victoria Alonso
Jamie Christopher
Eric Hauserman Carroll
Casa di Produzione:
Marvel Studios
Kevin Feige Productions
Budget:
$200 milioni
Botteghino:
$955 milioni
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Redazione

7-

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Dr. Stephen Strange / Sinister Strange / Defender Strange
Benedict Cumberbatch
Wanda Maximoff / The Scarlet Witch
Elizabeth Olsen
Baron Karl Mordo
Chiwetel Ejiofor
Wong
Benedict Wong
America Chavez
Xochitl Gomez
Tommy Maximoff
Jett Klyne
Billy Maximoff
Julian Hilliard
Sara
Sheila Atim
Rintrah (voice)
Adam Hugill
Dr. Nicodemus 'Nic' West
Michael Stuhlbarg
Dr. Christine Palmer
Rachel McAdams
Peggy Carter / Captain Carter
Hayley Atwell
Blackagar Boltagon / Black Bolt
Anson Mount
Maria Rambeau / Captain Marvel
Lashana Lynch
Reed Richards / Mr. Fantastic
John Krasinski
Professor Charles Xavier / Professor X
Patrick Stewart
Clea
Charlize Theron
Pizza Poppa
Bruce Campbell
Ultron (voice)
Ross Marquand
Memory Lane Salesperson (voice)
Andy Bale

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Il Dottor Strange deve salvare dalle brame di Wanda Maximoff una giovane in grado di viaggiare attraverso gli universi.

Recensione:

Dal primo film dedicato alla figura di Dottor Strange (2016) di Scott Derrickson, la complessità del Marvel Cinematic Universe si è fatta decisamente più significativa. Dal lato cinematografico, l’introduzione del concetto di multiverso e il suo utilizzo nel recente Spiderman – No way home (2021) e, dal lato seriale prodotti, coevi quali WandaVision e Loki, hanno fornito la base per Dottor Strange nel multiverso della Follia, tanto da poter dire che quest’ultimo sia figlio più delle recenti evoluzioni Marvel che dello stand-alone di sei anni prima. A rappresentare tuttavia una novità ancora maggiore per il ventottesimo film targato MCU è la presenza in regia di Sam Raimi, istrionico quanto indimenticato autore di horror sarcastici quali L’armata delle tenebre (1992) e di film supereroistici quali la prima trilogia di Spiderman (2002 – 2007). La presenza di una figura tanto originale quanto apprezzata da una schiera di spettatori non forzatamente appassionati di Marvel fa di Dottor Strange nel multiverso della follia un prodotto decisamente atipico, che fatica a reggere confronti e collegamenti logici laddove lo si concepisca nell’ambito del MCU, ma allo stesso tempo acquista pregi se considerato come film alieno e a se stante. Evidente, nonché inedita per la Marvel, è l’impronta horror di Raimi, che si ritrova tanto nella cupa inquietudine di certe ambientazioni quanto nel citazionismo ai grandi classici dell’horror, in primis ai film sugli zombie. Altrettanto chiara è la forte accelerazione sul pedale dell’iperrealismo, dell’iperbole e della comicità, sottolineata dal geniale e demenziale cammeo dell’attore-feticcio di Raimi, Bruce Campbell.

Raimi è un regista che si è confrontato, nel corso della propria carriera, sia con le produzioni indipendenti che con i grandi blockbuster: l’abilità nel tenere ben saldi i due approcci in un unico stile coerente si vede anche qui. Scelte brocche delle inquadrature, repentini movimenti di macchina in avvicinamento e jump-scare sorprendentemente efficaci rimandano alla natura ibrida del prodotto e rinnovano l’estetica Marvel, con la seconda metà del film che prende con forza le distanze dalla classica narrazione supereroistica per diventare vero e proprio film di genere. Significativa a tal proposito, fra tutte, è la scena dello zombie posseduto da Strange che esce dalla sepoltura, tanto classico quanto ormai imprescindibile topos narrativo dei film sui morti viventi. In ciò si nota anche l’effettivo doppio effetto sul pubblico. Chi considera il film come prodotto Marvel, non può fare a meno di notarne la curiosa povertà di effetti speciali, il make-up forzato e poco realistico, la generale atmosfera retrò di alcune ambientazioni; chi lo vede in quanto film di Raimi, invece, ne apprezzerà la firma e la capacità di restare entro i binari di un universo trans-mediale così complesso senza rinunciare all’originalità.


Decisamente meno efficace, a tratti addirittura disastrosa, è la sceneggiatura di Michael Waldron.


Il tema del multiverso, al centro del titolo stesso, viene trattato con superficialità e gli snodi narrativi che ne conseguono sono quelli classici di qualsiasi racconto sulle realtà parallele. Particolarmente stucchevole, nonché repentina, è la maturazione del personaggio di America Chavez, mentre sorte migliore non è riservata a quello di Christine Palmer e della sua versione alternativa: il suo dialogo finale con Strange appare troppo telefonato, nel contesto di una sceneggiatura di per sé priva di dialoghi davvero significativi. Entrando nel merito del contesto Marvel, inoltre, si nota la pericolosa tendenza della casa di produzione a giocare con le aspettative per poi risolverle con un finale debole: in tal caso, la morte presunta di Wanda Maximoff potrebbe pure apparire ingiustificata e gratuita agli occhi dei fan. Troppo forzata, persino per il multiverso, è inoltre l’introduzione a sorpresa, e per così breve tempo, degli X-Men. Meno problematiche, ma comunque non eccelse, anche le musiche di Danny Elfman (Dumbo, 2019) e il make-up talvolta impreciso.

Grande pregio del film, invece, sono le interpretazioni dei protagonisti. Cumberbatch riesce a interpretare più versioni del proprio personaggio senza mai scadere nell’autoparodia o nel manierismo, caratterizzando ogni singolo Dottor Strange in modo credibile. La vera punta di diamante del cast è però Elizabeth Olsen, con una prova intensa, tanto inquietante quanto straziante. A lei, per quanto il suo personaggio soffra come altri di una caratterizzazione superficiale, va il plauso maggiore per la buona riuscita del film.

Il quale, come si è detto, rappresenta una creatura a propria volta doppia e di difficile valutazione, esattamente come il multiverso di cui tratta. Tuttavia, prescindendo dalla sceneggiatura che reca su di sé tutte le difficoltà del conciliare questa storia con il canone Marvel, si percepisce come Raimi, nel tornare al cinema per il grande pubblico, non abbia perso il proprio marchio di fabbrica e, soprattutto, l’evidente divertimento autoriale che traspare in ogni momento del film.

A cura di Michele Piatti.
Pubblicato il 9 maggio 2022.

Pro:

  • Impronta autoriale di Raimi ben visibile sia nelle sequenze horror che nello humor.
  • Regia che con efficacia spinge la Marvel in toni e territori inediti.
  • Ottime interpretazioni dei protagonisti, Olsen in primis.

Contro:

  • Sceneggiatura confusa, superficiale e a tratti disastrosa.
  • Scarsa resa di dialoghi e descrizioni dei personaggi.
  • Colonna sonora e make-up approssimativi.

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