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Lisa Joy

Frammenti dal passato - Reminiscence | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Frammenti dal passato - Reminiscence
Titolo Originale:
Reminiscence
Regia:
Lisa Joy
Uscita:
26 agosto 2021
(prima: 19/08/2021)
Lingua Originale:
en
Durata:
116 minuti
Genere:
Mistero
Fantascienza
Soggetto:
Sceneggiatura:
Lisa Joy
Fotografia:
Paul Cameron
Montaggio:
Mark Yoshikawa
Scenografia:
Leonard R. Spears
Martin Patrick Tobin
Musica:
Ramin Djawadi
Produzione:
Jonathan Nolan
Aaron Ryder
Michael De Luca
Lisa Joy
Produzione Esecutiva:
D. Scott Lumpkin
Athena Wickham
Elishia Holmes
Casa di Produzione:
FilmNation Entertainment
Michael De Luca Productions
Kilter Films
Budget:
$68 milioni
Botteghino:
$18 milioni
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Redazione

6

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Nicolas 'Nick' Bannister
Hugh Jackman
Mae
Rebecca Ferguson
Emily 'Watts' Sanders
Thandiwe Newton
Cyrus Booth
Cliff Curtis
Tamara Sylvan
Marina de Tavira
Saint Joe
Daniel Wu
Sebastian Sylvan
Mojean Aria
Walter Sylvan
Brett Cullen
Avery Castillo
Natalie Martinez
Elsa Carine
Angela Sarafyan
Hank
Javier Molina
Falks
Sam Medina
Harris
Norio Nishimura
Freddie
Roxton Garcia
Cindy
Giovannie Cruz
Burly Bouncer
Woon Young Park
Wesley Humphrey
Han Soto
Harry
Rey Hernandez
Titch
Gabrielle Echols
Butler
Andrew Masset

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

In un futuro distopico, un ex veterano in grado di far rivivere i ricordi ai propri clienti indaga su una misteriosa donna scomparsa nel nulla.

Recensione:

Reminiscence si configura innanzitutto come un tentativo di riproporre gli stilemi del noir in una chiave apparentemente aggiornata. Utilizzando l'espediente distopico della catastrofe ecologica, viene creato un mondo narrativo i cui presupposti non sono dissimili dall'America del Proibizionismo: città notturne abitate da malviventi e spacciatori, rete diffusa e potente di criminalità, un trauma sociale collettivo che funge da spartiacque fra prima e dopo. Il personaggio di Nick riprende quello del classico detective dal passato complesso, al limite fra legalità e immoralità e incline alla narrazione in prima persona come metodo di esporre la propria crisi.

Mae rientrerebbe invece nella categoria della femme fatale, figura che si scopre man mano compromessa con il reato di cui si indaga. La tematica che più di tutte lega il noir classico a questo è la privazione intesa come lutto sviluppatosi nella temporalità, esplicitato nell'elemento simbolico e funzionale dell'acqua: è questa a inondare la città, cancellando il ricordo del mondo precedente, e allo stesso tempo a consentire il recupero di ricordi entro cui imprigionarsi. Infine, l'ultimo modello nobile di Reminiscence è il mito di Orfeo ed Euridice, che ricalca la storia di Nick e Mae: un amore destinato a non sfuggire alla morte ma solo a essere vissuto nel ricordo. Il fatto che Nick si rifiuti di accettare la perdita di Mae, e allo stesso tempo di raccontarne il finale del mito, si ricollega al rifiuto di elaborare il lutto e accettare la realtà. È quanto permette il macchinario di Nick e Watts, che per il suo potere fantasmatico è ingannevole potrebbe essere un correlativo del cinema stesso, unica arte in grado di replicare a piacimento il passato: non è un caso che le immagini della vita di Mae vengano, a un certo punto, proiettate quasi fossero una pellicola.

Per quanto Reminiscence dia adito a tutti questi parallelismi e riflessioni, il risultato complessivo è nettamente al di sotto delle premesse. Riproporre il noir in un mondo distopico non porta, in questo caso, a un avanzamento del genere, ma soltanto a una riproposizione di luoghi comuni già visti. Il difetto maggiore della sceneggiatura di Lisa Joy, anche regista, è l'effettiva piattezza delle situazioni e dei personaggi, che finisce per rendere il gioco di rimandi al mito greco e al grande cinema crime un meccanismo fine a se stesso.

Al di là di una narrativa che rende particolarmente farraginosa una storia di per sé lineare, le tempistiche sono totalmente infelici: a snodi narrativi fondamentali, liquidati con rapidità, si alternano lunghe sequenze ridonanti, siano esse sentimentali o d'azione.


Il modello vorrebbe essere Christopher Nolan, ma non bastano alcuni flashback a eguagliarne i migliori prodotti.


Lo stesso background dei personaggi, infine, per quando giustamente non venga mai definito del tutto, viene dipinto con eccessiva superficialità: che Nick sia un veterano, al di là di giustificare le sue abilità nel combattimento e consentire un imbarazzante deus ex machina (lo scagnozzo di Tamara che lo grazia perché ex soldato a propria volta), risulta alla lunga un'informazione inutile.

La forse troppa carne al fuoco messa in campo dalla storia si riversa nella regia, a tratti bipolare nei toni. La troppa insistenza sulle panoramiche della Miami distopica rubano spazio ai personaggi, veramente al centro dello sguardo della cinepresa solo nei suddetti flashback sentimentali. La capacità di inventiva del noir classico, quanto a trovate registiche, non viene qui replicata: non bastano alcuni particolari barocchi ed effettivamente interessanti, come la soggettiva di Nick dalla vasca in cui lo stanno affogando, a risollevare una direzione piatta e pretenziosa. Il montaggio di Mark Toshikawa a sua volta è infelice nelle tempistiche e negli stacchi.

Migliore invece la fotografia di Paul Cameron (proveniente, come l'autrice, dall'esperienza televisiva di Westworld, 2016), che riesce a rendere i toni bui e lividi di un'intera comunità costretta alla vita notturna e precaria e a sfruttare spesso i riflessi dell'acqua sulle superfici. In questo, Cameron sembra guardare con più efficacia alla fotografia, caratterizzata da ambiguità ed ombre, del modello noir classico. Sufficienti anche le scenografie di Howard Cummings, mentre risulta inascoltabile, nonché fuori luogo, la colonna sonora. Le prove attoriali, infine, sono dimenticabili: dispiace soprattutto per Hugh Jackman, che pur avendo physique du rôle non appare per niente a proprio agio con il personaggio interpretato.

In definitiva, Reminiscence è un film con premesse interessanti e risultati mediocri. La tematica ecologica avrebbe potuto dare adito a un noir più esplicitamente fantascientifico e innovativo, come fu il neo-noir di Blade Runner di Ridley Scott nel 1982. La trama filosofica e sentimentale si sarebbe invece potuta limitare a pochi elementi funzionali, invece che inficiare quanto a scorrevolezza la narrazione. È interessante notare come la tematica distopica, da dieci anni a questa parte, stia rapidamente crescendo in modo trasversale nella narrazione cinematografica occidentale, seminando talvolta film destinati a diventare modelli: non è, purtroppo, il caso di Reminiscence.

A cura di Michele Piatti.
Pubblicato il 2 settembre 2021.

Pro:

  • Tentativo di aggiornare in chiave distopica gli stilemi del noir classico
  • Interessante costruzione di un futuro prossimo, in preda ad allagamenti e criminalità

Contro:

  • Sceneggiatura che rende fini a se stessi svariati elementi, risultando confusa e ridondante
  • Regia e montaggio incerti in toni e tempistiche
  • Interpretazioni infelici e colonna sonora dimenticabile

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