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Jeremiah Zagar

Hustle | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Hustle
Titolo Originale:
Hustle
Regia:
Jeremiah Zagar
Uscita:
8 giugno 2022
(prima: 3/06/2022)
Lingua Originale:
en
Durata:
118 minuti
Genere:
Dramma
Commedia
Soggetto:
Sceneggiatura:
Will Fetters
Taylor Materne
Fotografia:
Zak Mulligan
Montaggio:
Tom Costain
Brian M. Robinson
Scenografia:
Claire Kaufman
David Schlesinger
Musica:
Dan Deacon
Produzione:
Adam Sandler
Joe Roth
Jeff Kirschenbaum
LeBron James
Maverick Carter
Zack Roth
Produzione Esecutiva:
Jamal Henderson
Spencer Beighley
Casa di Produzione:
Happy Madison Productions
SpringHill Entertainment
Roth-Kirschenbaum Films
Budget:
$0
Botteghino:
$0
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Redazione

5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Stanley Sugerman
Adam Sandler
Bo Cruz
Juancho Hernangómez
Teresa Sugerman
Queen Latifah
Vince Merrick
Ben Foster
Leon Rich
Kenny Smith
Kermit Wilts
Anthony Edwards
Rex Merrick
Robert Duvall
Alex Sugerman
Jordan Hull
Paola Cruz
María Botto
Lucia
Ainhoa Pillet
Oscar
Raúl Castillo
Kat Merrick
Heidi Gardner
Blake - VP of Player Personnel
Jaleel White
Mr. Everything
Elvin Rodriguez
Haas
Moe Wagner
Big Serbian - Dimitri Jovanovic
Boban Marjanović
Zeke Washington
Michael Foster
Julius "Dr. J" Erving
Julius Erving
Himself
Matisse Thybulle
Himself
Tobias Harris

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Stanley Sugarman (Adam Sandler) trova in un giovane ragazzo dal passato difficile il talento giusto per diventare una stella del basket.

Recensione:

Jeremiah Zagar (Quando eravamo fratelli, 2018) dirige Adam Sandler in un drammatico film sulla rivalsa nel mondo del basket.

Il sogno americano, il sacrificio e la passione sono al centro della narrazione di Hustle, ma il problema principale della pellicola sembra proprio essere il trattamento e lo sviluppo di questi temi.


Proprio la drammaticità è uno dei punti su cui l'opera di Zagar vuole reggersi, e l'affronta su più punti: sia sul piano familiare che su quello professionale, senza però riuscire a donare, su entrambi i fronti, una vera profondità emotiva.


Di certo il limite non è solo da attribuire alla scrittura, in cui risulta anche difficile proporre un soggetto simile risultando innovativo, che funzioni sia dal punto di vista di intrattenere visivamente con lo sport in questione (in questo caso il basket) che per l'aspetto più drammatico, come hanno invece portato a termine grandi film come Rocky (1976 - 2018) e Million Dollar Baby (Clint Eastwood, 2004).

A gravare sul risultato complessivo della pellicola è infatti anche il cast; partendo da Adam Sandler che dopo la sua prova attoriale drammatica in Diamanti Grezzi (Josh Safdie, Benny Safdie, 2019) cerca di annaspare nel ruolo del protagonista tormentato, portando poca autenticità al personaggio.

Continuando con il filone dell'autenticità, l'aggiunta al cast di giocatori di basket professionisti, non aiuta nè a dare una spalla convincente a Sandler, nè ad arricchire la pellicola, che viene portata avanti solo dalla buona regia di Zagar che dà il suo meglio nelle scene dinamiche sul campo da gioco; anche se, indiscutibilmente, i più appassionati dello sport apprezzeranno i volti noti.

In dubbio anche la fotografia granulosa e fredda di Zak Mulligan, che seppur esteticamente soddisfacente, non sembra apportare una vera e propria linea di coerenza con l'estetica del film, anche se paradossalmente rappresenta bene il risultato finale: distaccato, con poche emozioni e dimenticabile.

A cura di Linda Giulio.
Pubblicato il 11 giugno 2022.

Pro:

  • La regia di Zagar, capace di creare buone scene di movimento.

Contro:

  • Sandler non convince nel ruolo da protagonista.
  • Soggetto già portato agli splendori da precedenti film e narrazione che non porta nulla di nuovo.
  • Incapacità di costruire un legame emozionale con il pubblico.

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