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The Pale Blue Eye - I delitti di West Point | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di The Pale Blue Eye - I delitti di West Point
Titolo Originale:
The Pale Blue Eye
Regia:
Scott Cooper
Uscita:
6 gennaio 2023
(prima: 22/12/2022)
Lingua Originale:
en
Durata:
128 minuti
Genere:
Mistero
Crime
Horror
Soggetto:
Sceneggiatura:
Scott Cooper
Fotografia:
Masanobu Takayanagi
Montaggio:
Dylan Tichenor
Scenografia:
Jane Madden
Musica:
Produzione:
Christian Bale
Scott Cooper
Tyler Thompson
John Lesher
Produzione Esecutiva:
Buddy Patrick
Tracey Landon
Ryan Donnell Smith
Dylan Weathered
Casa di Produzione:
Cross Creek Pictures
Le Grisbi Productions
Budget:
$72 milioni
Botteghino:
$0
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Redazione

7-

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Augustus Landor
Christian Bale
Edgar Allan Poe
Harry Melling
Lea Marquis
Lucy Boynton
Dr. Daniel Marquis
Toby Jones
Captain Hitchcock
Simon McBurney
Superintendent Thayer
Timothy Spall
Jean-Pepe
Robert Duvall
Artemus Marquis
Harry Lawtey
Julia Marquis
Gillian Anderson
Patsy
Charlotte Gainsbourg
Mattie
Hadley Robinson
Cadet Randolph Ballinger
Fred Hechinger
Cadet Stoddard
Joseph Brooks
Cadet Fry
Steven Maier
Cadet Huntoon
Brennan Keel Cook
Mrs. Fry
Orlagh Cassidy
Benny
Scott G. Anderson
Cadet Horatio Cochrane
Gideon Glick
Cadet Hamilton
Jack Irving
Cadet Llewllyn Lee
Matt Helm

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

1830, West Point, Inghilterra. Un investigatore viene ingaggiato per la risoluzione di un mistero. Ad aiutarlo nelle sue indagini è il poeta Edgar Allan Poe ed è proprio grazie a lui che il mistero viene chiuso definitivamente.

Recensione:

The Pale Blue Eye, tratto dall'omonimo romanzo di Louis Bayard, è un giallo pieno di indizi dati in pasto al pubblico in modo così evidente da passare inosservati e ci si ritrova a fine film, a sistemare tutti i pezzi insieme ad A.Poe, come fossimo partecipanti attivi delle sue indagini.

Del resto però non si può evitare di notare che è la tipica dinamica del genere: indagini, indizi, sospetti, molteplici piste, accadimenti che cambiano le carte in tavola, l'attesa risoluzione del mistero e poi ecco che il gioco cambia nuovamente e si scopre un quadro diverso, con un diverso finale.

Il tutto risulta credibile e intrigante, ma nulla di nuovo ed originale.

Il ritmo è lento e riflessivo all'inizio, con una carrellata consistente di personaggi e fatti senza avere il tempo di capire le informazioni date dagli stessi, per poi essere animato e coinvolgente negli ultimi 40/50 minuti, quando i personaggi e le relazioni che li legano sono chiare e siamo pronti a raccogliere i frutti, ormai maturi, delle indagini.


The Pale Blue Eye inizia e ci ritroviamo avvolti da una folata di vento, sentiamo le guance rosse ci sembra quasi di poter vedere fumo uscire dalla nostra bocca. Tutto questo grazie alla buona riuscita della fotografia, che rende in modo chiaro ed efficace il freddo invernale e lo condivide con lo spettatore.


Anche la scenografia è efficace e credibile, nonostante sia limitata a pochi ambienti, il che non aiuta particolarmente a movimentare le dinamiche del film.

L'esterno dell'accademia, lo studio del medico, la sala da pranzo dei Marquis e il bar, sono questi i grandi protagonisti della scenografia, ben fatti, e per questo ben curati.

La stessa filosofia è stata applicata ai personaggi, che risultano chiari e credibili nelle loro intenzioni, ma non approfonditi nella loro psicologia.

Ad essere approfondita è invece la struttura psicologica del giallo, delle motivazioni che spingono l'essere umano a compiere determinate azioni (come omicidi e profanazione di cadaveri) e come vengono affrontate le conseguenze a seconda delle diverse e mutevoli circostanze.

L'interpretazione di Christian Bale lascia l'amaro in bocca.

Dopo averlo visto in The Fighter (David O.Russel, 2010), in American Hustle (David O.Russel, 2013), ne La grande scommessa (Adam McKay, 2015) e ne Il cavaliere oscuro (Christopher Nolan, 2008) ci si aspetta l'ennesima interpretazione impeccabile, invece sullo schermo si presenta un attore certamente bravo, ma non irresistibile.

A spiccare è Harry Melling, nel ruolo di Edgar Allan Poe.

Si nota l'impegno dell'attore nel volersi scrollare di dosso il ruolo di Dudley Durseley, cugino di Harry Potter, come inteso nelle sue ultime dichiarazioni.

A farci apprezzare ancora di più l'interpretazione di Melling è proprio il suo personaggio.

Per Allan Poe tutto ha e deve avere un significato, una spiegazione, ed è proprio questa sua mentalità a trainare l'intero film.

The Pale Blue Eye si aggiunge quindi alla pila di gialli ben riusciti, ma senza infamia ne lode.

A cura di Rebecca Casati e Linda Giulio.
Pubblicato il 21 gennaio 2023.

Pro:

  • Interpretazione di Harry Melling.

Contro:

  • Poca cura dei dettagli.
  • Tipica struttura del giallo.

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