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Tom McCarthy

Il caso Spotlight | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Il caso Spotlight
Titolo Originale:
Spotlight
Regia:
Tom McCarthy
Uscita:
3 settembre 2015
(prima: 6/11/2015)
Lingua Originale:
en
Durata:
128 minuti
Genere:
Dramma
Thriller
Storia
Soggetto:
Sceneggiatura:
Tom McCarthy
Josh Singer
Fotografia:
Masanobu Takayanagi
Montaggio:
Tom McArdle
Scenografia:
Shane Vieau
Vanessa Knoll
Musica:
Howard Shore
Produzione:
Steve Golin
Michael Sugar
Nicole Rocklin
Blye Pagon Faust
Produzione Esecutiva:
Jonathan King
Jeff Skoll
Tom Ortenberg
Xavier Marchand
Michael Bederman
Josh Singer
Pierre Omidyar
Bard Dorros
Peter Lawson
Casa di Produzione:
Participant
Anonymous Content
Rocklin / Faust
First Look Media
Open Road Films
Entertainment One
Topic Studios
Budget:
$20 milioni
Botteghino:
$98 milioni
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Redazione

8-

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Michael Rezendes
Mark Ruffalo
Walter "Robby" Robinson
Michael Keaton
Sacha Pfeiffer
Rachel McAdams
Marty Baron
Liev Schreiber
Ben Bradlee Jr.
John Slattery
Mitchell Garabedian
Stanley Tucci
Matt Carroll
Brian d'Arcy James
Steve Kurkjian
Gene Amoroso
Eric Macleish
Billy Crudup
Eileen McNamara
Maureen Keiller
Peter Conley
Paul Guilfoyle
Cardinal Law
Len Cariou
Phil Saviano
Neal Huff
Joe Crowley
Michael Cyril Creighton
Judge Sweeney
Laurie Heineman
Principal Bill Kemeza
Tim Progosh
Barbara
Elena Wohl
Peter Canellos
Doug Murray
Helen Donovan
Sharon McFarlane
Jim Sullivan
Jamey Sheridan

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Tratto da una storia vera. Boston, 2001: il team di giornalisti investigativi Spotlight, del Boston Globe, riceve dal neo-direttore Martin Baron il compito di indagare su un presunto caso di abuso su minorenni da parte di un prete locale. L'inchiesta porta alla luce un'intera rete di protezione sistematica di numerosi preti pedofili nell'arcidiocesi di Boston.

Recensione:

Fra i titoli più apprezzati del 2015, Il caso Spotlight ha goduto di pareri positivi fin dalla sua presentazione alla settantaduesima Mostra internazionale di arte cinematografica a Venezia, fino a vincere due statuette (miglior film e miglior sceneggiatura originale) agli Oscar 2016.

È infatti la sceneggiatura uno dei punti di forza del film. Non è per nulla scontato raccontare al pubblico, con dovuta accuratezza e trasparenza intellettuale, una vicenda realmente accaduta, relativamente recente e soprattutto emotivamente controversa: ciò nonostante, il coraggioso screenplay del regista Tom McCarthy, autore de L'ospite inatteso (2007) e sceneggiatore di Up (2009), e di Josh Singer (Il quinto potere, 2013, The post, 2018), riesce a sfruttare appieno i modelli tensionali del thriller, dove il detective è il Boston Globe e il criminale la rete di corruzione interna alla Chiesa, con il risultato di coinvolgere in modo adeguato lo spettatore.

Se è vero che il materiale narrativo può risultare complesso e i dialoghi spesso suonano ripetitivi, vista anche l'ambientazione giornalistica, la solidità dello storytelling procede comunque compatta e senza indugiare in eccessivi ritratti psicologici.

Più che di un film sulle conseguenze degli abusi sulle vittime, si tratta di una denuncia sul funzionamento dei rapporti fra potere, informazione e impegno civile, e


il susseguirsi quasi scientifico e tuttavia avvincente degli eventi narrati è sicuramente una modalità di racconto efficace.


A ciò si aggiungono l'ottima interpretazione, pulita e mai tesa alla celebrazione, di un Michael Keaton più funzionario della giustizia che eroe, e quella più empaticamente vicina allo spettatore di Mark Ruffalo. Di contro, il resto del cast appare più convenzionale nella recitazione, probabilmente perché la tipologia stessa del film non chiede nulla di più.

Per lo stesso motivo, a fronte della sceneggiatura quasi perfetta, tutto il reparto tecnico, se è vero che non cade mai di stile, non brilla nemmeno per originalità. La regia, accademica e convenzionale, a tratti rischia infatti di risultare anonima; la fotografia, a cura di Masanobu Takayanagi (True story, 2015), è priva di particolari distintivi; le musiche di Howard Shore, due volte premio Oscar (nel 2002 e nel 2004) per i primi due capitoli de Il Signore degli Anelli, sono poco presenti e ridotte praticamente a un riff di pianoforte.

Il caso Spotlight rientra nel filone del cinema civilmente impegnato americano e l'assenza di stravaganze stilistiche è funzionale alla pulizia del racconto, così come il cast non punta a rappresentare dei personaggi indimenticabili e originali ma a ritrarre dei rapporti di convivenza in una data situazione reale; tuttavia è proprio questa tendenza alla piattezza l'unica pecca di un film altrimenti perfettamente calibrato, che non scade mai nel melodramma ma allo stesso tempo sa coinvolgere chi lo guarda.

A cura di Michele Piatti.

Pro:

  • Sceneggiatura ottima, da una storia vera.
  • Keaton e Ruffalo ottimi interpreti.
  • Buon utilizzo della narrazione tensionale.

Contro:

  • Regia e fotografia convenzionali.
  • Musiche quasi assenti.
  • Il resto del cast non brilla.

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