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Jon Favreau

Il re leone | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Il re leone
Titolo Originale:
The Lion King
Regia:
Jon Favreau
Uscita:
21 agosto 2019
(prima: 12/07/2019)
Lingua Originale:
en
Durata:
118 minuti
Genere:
Avventura
Famiglia
Animazione
Dramma
Soggetto:
Jonathan Roberts
Linda Woolverton
Irene Mecchi
Brenda Chapman
Sceneggiatura:
Jeff Nathanson
Fotografia:
Caleb Deschanel
Montaggio:
Mark Livolsi
Scenografia:
Musica:
Hans Zimmer
Produzione:
Jon Favreau
Jeffrey Silver
Karen Gilchrist
Produzione Esecutiva:
Thomas Schumacher
Tom C. Peitzman
Casa di Produzione:
Walt Disney Pictures
Fairview Entertainment
Budget:
$260 milioni
Botteghino:
$1667 milioni
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Redazione

6+

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Scar (voice)
Chiwetel Ejiofor
Zazu (voice)
John Oliver
Mufasa (voice)
James Earl Jones
Rafiki (voice)
John Kani
Sarabi (voice)
Alfre Woodard
Young Simba (voice)
JD McCrary
Young Nala (voice)
Shahadi Wright Joseph
Sarafina (voice)
Penny Johnson
Kamari (voice)
Keegan-Michael Key
Azizi (voice)
Eric André
Shenzi (voice)
Florence Kasumba
Pumbaa (voice)
Seth Rogen
Timon (voice)
Billy Eichner
Guinea Fowl (voice)
Amy Sedaris
Bush Baby (voice)
Chance the Rapper
Elephant Shrew (voice)
Josh McCrary
Simba (voice)
Donald Glover
Nala (voice)
Beyoncé
Impala (voice)
Phil LaMarr
Hyena (voice)
J. Lee

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Dopo la morte del padre, causata dalla folle invidia di Scar, il piccolo Simba si allontana dal branco, ma la sua avventura è appena iniziata.

Recensione:

Correva l'anno 2016 quando il colosso Disney decise di seguire la scia del recente successo de Il Libro della Giungla e produrre un remake anche per il classico d'animazione Il Re Leone, che il 19 Luglio di quest'anno ha compiuto ben 25 anni dalla sua prima proiezione in sala.

La scelta del regista cadde nuovamente su Jon Favreau, già noto al pubblico per la sua collaborazione con la Disney, per il sopra citato remake e per i primi due capitoli del supereroe di casa Marvel, Iron Man (2008) e Iron Man 2 (2010).

L'idea iniziale era quella di portare al lungometraggio aspetti tecnologici avanzati, così da regalare alla pellicola non solo un tocco di modernità, ma anche un aspetto realistico che avrebbe potuto portare, sia grandi che piccini, a meravigliarsi di fronte alla bellezza e alla varietà della natura animale dei personaggi.

Ed è proprio questo, senza alcun dubbio, il punto forza della pellicola: una modellazione 3D perfetta, che sembra regalare alla storia una vera e propria autenticità d'immagini, tanto da pensare di star guardando un documentario sulla selvaggia vita nella Savana.


D'altra parte però troviamo un'animazione che non riesce a risultare, prima di tutto veritiera, non seguendo l'impronta che si voleva dare con la modellazione, e in seguito, risulta forzata in alcune delle scene;


basta pensare, prima tra tutte, all'iconica scena coreografata di Hakuna Matata della pellicola originale, dove gli animali non si limitano a cantare come nel remake, ma mettono in scena una vera e proprio festa di colori, danza e persino costumi di scena. Questa realizzazione sarebbe risultata impossibile da ottenere seguendo l'impronta di realismo volutasi dare, ma non si tratta solo di balletti mancati, ma anche di scene di canto che risultano assai irreali e quasi disturbanti da personaggi che sembrano, a tutti gli effetti, animali.

Facendo riferimento alla versione italiana, il doppiaggio manca di alcuni punti fondamentali; sebbene l'idea di coinvolgere volti, o meglio, voci della scena musicale pop italiana, Marco Mengoni per Simba ed Elisa per Nala, il risultato grava sulla mancanza di emotività e personalità dei protagonisti, tra cui è doveroso citare anche Timon (Edoardo Leo) e Pumbaa (Stefano Fresi), che riescono solo in minima parte a donare alla pellicola quello stacco comico e senza pensieri tipico dei loro personaggi.

La sceneggiatura rimane molto fedele alla versione del 1994 e, se può sembrare un aspetto positivo per i più nostalgici, porta invece a un'ulteriore mancanza di lavoro sulla caratterizzazione dei personaggi che, come già denotato, soffre di un'animazione mediocre e di un lavoro di doppiaggio non perfetto. Sarebbe stato dunque opportuno lavorare più in profondità sulle caratteristiche di ciascun personaggio e rimediare con un buon lavoro di scrittura, quello che manca in tutto il resto.

Legato nuovamente al lavoro di doppiaggio nostrano, e aggravante della poca veridicità dell'animazione, è la parte tecnica legata agli effetti sonori, praticamente nulli, denotando una poca attenzione a favore invece di un eccessivo lavoro sulla musica e sulle voci.

Concludendo, questo remake rimane fedele alle aspettative di cui ha acquistato il biglietto per potere rivedere, ancora una volta, la storia del leoncino Simba e dei suoi compagni d'avventura o di chi, molto semplicemente, è accorso a vedere la pellicola per la prima volta. È comunque importante sottolineare la difficoltà di lavorare su un remake, in quanto si può cadere o sull'accusa di essere eccessivamente uguale alla pellicola originale o, dall'altro estremo, di essere troppo poco fedele alla storia che tutti conoscono. Nel caso del Re Leone, la mancanza di empatia verso i personaggi grava molto sulla coscienza collettiva di chi, invece, voleva nuovamente emozionarsi con la storia che, a tutti gli effetti, aveva accompagnato durante tutta l'infanzia.

A cura di Linda Giulio.
Pubblicato il 26 agosto 2019.

Pro:

  • Storyline che segue fedelmente quella dell'originale.
  • Modellazione 3D perfetta e realistica.
  • Regia buona.

Contro:

  • Effetti sonori quasi inesistenti.
  • Doppiaggio (Italia) che non conferisce emotività ai personaggi.
  • Alcuni difetti nella sceneggiatura.

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