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Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re
Titolo Originale:
The Lord of the Rings: The Return of the King
Regia:
Peter Jackson
Uscita:
22 gennaio 2004
(prima: 1/12/2003)
Lingua Originale:
en
Durata:
201 minuti
Genere:
Avventura
Fantasy
Azione
Soggetto:
Sceneggiatura:
Peter Jackson
Fran Walsh
Philippa Boyens
Fotografia:
Andrew Lesnie
Montaggio:
Jamie Selkirk
Scenografia:
Alan Lee
Dan Hennah
Musica:
Howard Shore
Produzione:
Barrie M. Osborne
Peter Jackson
Fran Walsh
Produzione Esecutiva:
Bob Weinstein
Harvey Weinstein
Mark Ordesky
Michael Lynne
Robert Shaye
Casa di Produzione:
WingNut Films
New Line Cinema
The Saul Zaentz Company
Budget:
$94 milioni
Botteghino:
$1118 milioni
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Redazione

9.5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Frodo
Elijah Wood
Gandalf
Ian McKellen
Arwen
Liv Tyler
Aragorn
Viggo Mortensen
Sam
Sean Astin
Galadriel
Cate Blanchett
Gimli / Treebeard (voice)
John Rhys-Davies
Théoden
Bernard Hill
Saruman (Extended Edition)
Christopher Lee
Pippin
Billy Boyd
Merry
Dominic Monaghan
Legolas
Orlando Bloom
Elrond
Hugo Weaving
Éowyn
Miranda Otto
Faramir
David Wenham
Gríma (Extended Edition)
Brad Dourif
Éomer
Karl Urban
Denethor
John Noble
Gollum / Sméagol
Andy Serkis
Bilbo
Ian Holm

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Mentre lo scontro finale con Sauron è alle porte, Frodo si appresta a terminare, fra inganni e difficoltà, il proprio compito di distruggere l'Anello.

Recensione:

La versione cinematografica dell’opera di J. R. R. Tolkien (1954) volge al termine con il capitolo forse più completo dal punto di vista narrativo ed estetico. Se La Compagnia dell’Anello (2001) traeva parte della sua forza dalla sorpresa dello spettatore introdotto in un mondo fittizio e gettava le basi per la trama a seguire, e Le due torri (2002), pur essendo il capitolo centrale, aveva il merito di introdurre la guerra come tema portante della saga, Il ritorno del Re tira con agilità le fila di elementi già predisposti negli episodi precedenti, portandoli ai massimi risultati. La guerra e l’assedio di Minas Tirith occupano una porzione importante del racconto e si ha finalmente, con l’introduzione dell’esercito dei morti, l’impressione dello scontro per l’Anello come battaglia totalizzante, giocata non solo fra popoli ma fra forze cosmiche: vi si ritrovano tutti gli attori precedentemente introdotti e il climax narrativo ormai spinto al massimo del suo ritmo riesce a far dimenticare allo spettatore l’estrema durata del film. La scalata del Monte Fato da parte di Frodo rappresenta il raggiungimento apicale del suo 'Viaggio dell’Eroe': si tratta di un’estrema prova finale costellata di dubbi, imprevisti, inganni e resurrezioni dalla presunta morte, reale e morale, del protagonista. L’avventura dell’Anello si chiude, infine, con le Aquile di Gandalf già viste nel primo capitolo, che traggono in salvo i protagonisti chiudendo così un cerchio aperto due anni e due film prima.

La sceneggiatura di Fran Walsh, Philippa Boyens, Peter Jackson conduce poi al lungo finale, che ha l’onere di chiudere non solo il presente film ma tutta la trilogia. Alla scena collettiva e festante dell’incoronazione di Aragorn segue infatti quella più intima e malinconica della partenza verso Valinor. Quest’ultima sequenza decreta lo scioglimento del sistema di personaggi che ha dato il nome al primo capitolo e, tramite l’ausilio di colori chiari e transizioni verso il bianco in contrasto con la complessiva oscurità delle scene di battaglia, lascia presagire la dolce morte dei protagonisti che si imbarcano. Il finale, differente da quanto si legge nel libro, testimonia l’abilità degli sceneggiatori, dimostrata anche nei precedenti capitoli, di adattare con fedeltà una storia complessa ma saperne anche cogliere le modifiche necessarie nel passaggio da un medium narrativo ad un altro.


Ne consegue uno dei finali cinematografici più evocativi e celebri del panorama filmico di inizio millennio.


Passi in avanti vengono fatti sul fronte della regia di Peter Jackson e soprattutto su quello degli effetti speciali di Jim Rygiel, Joe Letteri, Randall William Cook, Alex Funke: la motion capture di Gollum e la texture in 3D raggiungono livelli di verosimiglianza e credibilità ancora maggiori, dimostrando i benefici del particolare sistema produttivo della saga. I tre episodi de Il Signore degli Anelli sono stati girati simultaneamente fra il 1999 e il 2000, e la post-produzione ha richiesto un anno per ciascuno dei film: il risultato per lo spettatore è l’impressione di stare così assistendo a un’epopea coerente e allo stesso tempo capace di cogliere le novità in fieri e migliorarsi strada facendo.

Un plauso va inoltre alle scenografie di Grant Major, Dan Hennah, Alan Lee, soprattutto nel lavoro di resa di Minas Tirith, per la quale la Weta Workshop ha realizzato un modello reale e dettagliato in scala, integrato poi da quello digitale di Weta Digital: l’estetica della città, ispirata a città medievali realmente esistenti quali Mont Saint-Michel e Siena. Sul versante della colonna sonora, infine, si avverte più che nei precedenti capitoli l’importanza che il premio Oscar Howard Shore (Il caso Spotlight, 2016; Crimes of the Future, 2022) ha dato alle canzoni: in particolare, il brano finale Into the West, cantato da Anne Lennox, si è aggiudicato il riconoscimento come Miglior Canzone.

Il ritorno del Re è il film dei record: undici statuette vinte su undici candidature, secondo film per incassi nella storia del cinema e primo di genere fantasy a conseguire l’Oscar come Miglior Film. Tale successo si integra a quello complessivo della saga, che raggiunge così la quota di diciassette Oscar. Al di là dei numeri e delle classifiche, è comunque innegabile come l’impresa cinematografica di Peter Jackson non potesse avere finale migliore, capace di funzionare sia come opera autonoma che come complessa ed epica conclusione di un’epopea che ha indelebilmente segnato l’immaginario comune e il modo di produrre e concepire il grande cinema di intrattenimento all'alba degli anni 2000.

A cura di Michele Piatti.
Pubblicato il 3 settembre 2022.

Pro:

  • Climax narrativo perfetto e sviluppo totale delle tematiche già introdotte nei precedenti capitoli.
  • Miglioramento decisivo nella resa degli effetti speciali e delle scenografie.
  • Finale capace di chiudere il singolo film, ma l'intera saga in modo evocativo.

Contro:

  • Nessuno.

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