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Il Signore degli Anelli - Le due torri | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Il Signore degli Anelli - Le due torri
Titolo Originale:
The Lord of the Rings: The Two Towers
Regia:
Peter Jackson
Uscita:
16 gennaio 2003
(prima: 18/12/2002)
Lingua Originale:
en
Durata:
180 minuti
Genere:
Avventura
Fantasy
Azione
Soggetto:
Sceneggiatura:
Peter Jackson
Fran Walsh
Philippa Boyens
Stephen Sinclair
Fotografia:
Andrew Lesnie
Montaggio:
Michael Horton
Scenografia:
Alan Lee
John Howe
Dan Hennah
Musica:
Howard Shore
Produzione:
Barrie M. Osborne
Peter Jackson
Fran Walsh
Produzione Esecutiva:
Bob Weinstein
Harvey Weinstein
Mark Ordesky
Michael Lynne
Robert Shaye
Casa di Produzione:
WingNut Films
New Line Cinema
The Saul Zaentz Company
Budget:
$79 milioni
Botteghino:
$926 milioni
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Redazione

9

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Frodo
Elijah Wood
Gandalf
Ian McKellen
Arwen
Liv Tyler
Aragorn
Viggo Mortensen
Gollum
Andy Serkis
Sam
Sean Astin
Galadriel
Cate Blanchett
Gimli / Treebeard (voice)
John Rhys-Davies
Théoden
Bernard Hill
Saruman
Christopher Lee
Pippin
Billy Boyd
Merry
Dominic Monaghan
Legolas
Orlando Bloom
Elrond
Hugo Weaving
Éowyn
Miranda Otto
Faramir
David Wenham
Gríma
Brad Dourif
Éomer
Karl Urban
Denethor (Extended Edition)
John Noble
Boromir (Extended Edition)
Sean Bean

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

La guerra predisposta da Saruman si intreccia con la missione di Frodo e dei suoi compagni alla volta di Mordor.

Recensione:

Se con Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello (2001) il regista e sceneggiatore neozelandese Peter Jackson (Amabili resti, 2009) aveva avuto l’onere, oltre che l’onore, di introdurre lo spettatore alla versione cinematografica dell’immenso universo narrativo tolkeniano, il secondo dei tre capitoli si appoggia inevitabilmente al predecessore e apre la strada all’ultimo, senza tuttavia risultare da meno quanto a fedeltà, solidità di racconto e maestosità.

Viene altresì introdotto il tema preponderante della guerra, sul cui asse estetico e narrativo si costruisce tutta la struttura portante del film. La sequenza della battaglia del Fosso di Helm, impetuosa tanto per ritmo quanto per portata, dà adito alle scenografie di scenografie di Grant Major, Dan Hennah (Thor: Ragnarok, 2017) e Alan Lee e ai costumi di Ngila Dickson e Richard Taylor (Le cronache di Narnia - Il leone, la strega e l'armadio, 2005) di dare il meglio di sé, in una varietà di ambienti e caratterizzazioni tanto fantasiose quanto credibili e materiche.

Due sono gli Oscar, su sei candidature, vinti da Le due torri: montaggio sonoro ed effetti speciali. In questi ultimi, a cura di Jim Rygiel, Joe Letteri, Randall William Cook e Alex Funke, viene fatto un uso più massiccio ma mai invasivo, invero realistico e fortemente legato alla componente descrittiva di ascendenza letteraria, delle tecniche digitali.

Più cupa rispetto al precedente risulta la fotografia di Andrew Lesnie (collaboratore di Jackson anche per la trilogia de Lo Hobbit, 2012 – 2014), in perfetta simbiosi narrativa con l’incedere della storia dall’abbandono del mondo ordinario del protagonista verso il crescendo dell’avventura. È infatti notevole lo sviluppo della sceneggiatura, redatta da Jackson assieme a Fran Walsh, Philippa Boyens, Stephen Sinclair:


la scrittura si fa più complessa e approfondita nel descrivere i caratteri a tutto tondo dei protagonisti, scandagliandone caratteristiche prima solo accennate, e amplia il ventaglio dei tipi psicologici e dei personaggi, disvelando un sistema di relazioni decisamente complesso.


L’arco narrativo di Frodo, eroe principale ma mai eccessivamente posto sotto i riflettori, giunge all’apice del suo percorso: con l’introduzione della tematica guerresca e dei suoi esiti tutt’altro che stabili, si ha la netta separazione fra bene e male e si apre ad un terzo atto in cui l’apporto del protagonista sarà determinante.

Se dal punto di vista della scrittura è doveroso sottolineare l’ottima conclusione, in cui si apre uno spiraglio di malvagità sull’apparentemente redento Gollum, è altresì necessario notare come la difficoltà nel lavoro di sintesi, di partenza pressoché impossibile, gravi maggiormente sulla durata: tale problematica, ovviata nel primo capitolo grazie all’entusiasmo e alla curiosità che genere la scoperta di un mondo narrativo, viene qui ad essere più evidente. La continuità con il primo capitolo, tuttavia, rimane evidente non solo grazie ai tempi di riprese ravvicinati ma anche alla solidità estetica e di intenti del lavoro di coordinazione di Jackson.

Tale continuità è peraltro sottolineata anche dalle musiche di Howard Shore (Seven, 1995; Il caso Spotlight, 2015), perlopiù ereditate dal precedente lavoro ma al solito perfette, sia nella composizione che nell’esecuzione, anche negli inediti.

Il Signore degli Anelli – Le due torri è l’esempio quasi perfetto di sequel degno del primo capitolo e, fra gli altri meriti, riporta quello di fungere da avvio alla conclusione senza tuttavia perdere in propria identità.

A cura di Michele Piatti.
Pubblicato il 15 agosto 2022.

Pro:

  • Introduzione della tematica narrativa ed estetica della guerra nella saga tolkeniana.
  • Perfetta coordinazione tra comparti narrativi e visivi, tutti ai massimi livelli.
  • Sceneggiatura in grado di scandagliare la complessità dei personaggi.

Contro:

  • Durata più percepibile rispetto al capitolo precedente.

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