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Nanni Moretti

Il sol dell'avvenire | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Il sol dell'avvenire
Titolo Originale:
Il sol dell'avvenire
Regia:
Nanni Moretti
Uscita:
20 aprile 2023
(prima: 20/04/2023)
Lingua Originale:
it
Durata:
96 minuti
Genere:
Commedia
Soggetto:
Nanni Moretti
Federica Pontremoli
Francesca Marciano
Valia Santella
Sceneggiatura:
Nanni Moretti
Federica Pontremoli
Francesca Marciano
Valia Santella
Fotografia:
Michele D'Attanasio
Montaggio:
Clelio Benevento
Scenografia:
Musica:
Franco Piersanti
Produzione:
Nanni Moretti
Domenico Procacci
Produzione Esecutiva:
Casa di Produzione:
Sacher Film
Fandango
RAI Cinema
Le Pacte
France 3 Cinéma
Budget:
$13 milioni
Botteghino:
$0
Carica Altro

Redazione

8.5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Giovanni
Nanni Moretti
Paola
Margherita Buy
Ennio
Silvio Orlando
Vera
Barbora Bobuľová
Pierre
Mathieu Amalric
Jerzy
Jerzy Stuhr
Direttore del circo
Anger Zsolt
Psicoanalista
Teco Celio
Emma
Valentina Romani
Edoardo
Flavio Furno
Giovane regista
Giuseppe Scoditti
Attore con pistola
Valerio Da Silva
Altro attore
Angelo Galdi
Aiuto regista
Arianna Pozzoli
Attrezzista
Francesco Brandi
Truccatrice
Laura Nardi
Costumista
Arianna Serrao
Ragazza film con le canzoni
Blu Yoshimi
Ragazzo film con le canzoni
Michele Eburnea
Dirigente di Netflix
Elena Lietti

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Giovanni sta girando un film ispirato alle vicende del PCI durante la rivoluzione ungherese ma è scontento e sta affrontando una crisi matrimoniale.

Recensione:

Dopo Tre Piani (2021), adattamento del romanzo di Eshkol Nevo, Nanni Moretti torna al cinema come regista, sceneggiatore e attore con Il Sol dell’Avvenire.


Il regista ritorna al suo mondo, con un’opera personale, emotiva, politica, meta-cinematografica. Più film in uno stesso film dove prendono vita molte riflessioni, a partire da quella sul ruolo della sinistra fino a quella sul cinema odierno.


Se in Caro Diario (1993) girava per i quartieri romani in sella alla sua vespa, ora Nanni è su un monopattino elettrico, incontra i dirigenti Netflix, collabora con i produttori coreani: dimostra di saper cogliere lo spirito del tempo ma resta fedele a se stesso. Fedele ai suoi tic, alla sua coperta di Sogni D’Oro (1981), alle sue fisse sulle scarpe come in Bianca (1984), alla dibattito politico come in Aprile (1998) ma soprattutto alla sua idea di cinema. Ispirato da Fellini, Kieslowski, Scorsese e dalla musica di Aretha Franklin, Luigi Tenco e Franco Battiato.

Il Sol dell’avvenire è un film che parla di storia e di storie vere, universali. Mogli esauste, antidepressivi, figlie imprevedibili, crisi politiche, canzoni cantate a squarciagola.

Con la sua ironia tagliente e la sua capacità di analisi, a tratti cinica, Nanni Moretti ha creato una commedia malinconica, originale e allegorica, in cui il set diventa una metafora di vita.

Un regista, che sembra essere l’alterego del regista stesso, non si riconosce più nel cinema attuale, è pessimista, pervaso da dubbi come Ennio, il protagonista del film sulla rivoluzione ungherese del ’56. Ennio fino alla fine vuole credere al suo partito, a quei valori che aveva tanto perseguito ma si insinua in lui un dubbio morale, lo stesso che prova Giovanni nella sua vita, nella sua quotidianità. Come il personaggio di Silvio Orlando vuole impiccarsi perché non riconosce più il suo ideale di comunismo nelle azioni del PCI, Giovanni ritiene di non poter più esistere in un’industria del cinema in cui non si rispecchia. I due vorrebbero morire perchè credono di non poter vivere in un mondo così diverso da quello che vorrebbero.

Ma cambiare vuol dire vivere o sopravvivere? Ed ecco che arriva l’aprirsi all’amore, alla ribellione, alla tolleranza, al prendere nuove scelte e posizioni, verso un sole che illumina e scalda il futuro.

Il cinema qui non è solo un prodotto da confezionare e mandare in onda su piattaforme viste in ben 190 paesi, dove la violenza diventa uno spettacolo fine a se stesso e dove bisogna catturare l’attenzione degli spettatori nei primi secondi.

Un cinema in cui si sogna è ancora possibile, perché la storia si può scrivere anche e soprattutto con i se, perché "Pavese è morto perché noi imparassimo a vivere".

Un film matrioska che ne contiente altri: si parla della storia di un nuotatore che, attraversando varie piscine, riesce a tornare a casa e poi di una storia d’amore di due giovani che nasce e si sviluppa tra gioie, dolori, figli, attraverso l’utilizzo di tante canzoni italiane. Estro e creatività si uniscono a critica sulla realtà e sulla contemporaneità.

Molto curata la scenografia, soprattutto quella ambientata nel circo anni ’50, valorizzata da inquadrature raffinate e primi piani dettagliati.

Con il suo ritmo scorrevole, il film intrattiene, diverte, fa riflettere e commuovere, specialmente nella parata dove appaiono sullo schermo tutti i volti degli attori che hanno segnato, negli anni, la sua filmografia, tra cui Jasmine Trinca, Alba Rohwacher, Renato Carpentieri. Un finale pieno di gioia, speranza, luce: un vero atto d'amore di Nanni Moretti verso il cinema.

A cura di Giulia Belvedere.
Pubblicato il 29 aprile 2023.

Pro:

  • Sceneggiatura ricca di temi e spunti di riflessione.
  • Cast vincente e degno di nota.
  • Finale commovente .

Contro:

  • Molti riferimenti ai precedenti film del regista, che possono non essere colti dai meno esperti.

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