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Alfred Hitchcock

Intrigo internazionale | Recensione | Unpolitical Reviews

Trailer non disponibile

Scheda:

poster di Intrigo internazionale
Titolo Originale:
North by Northwest
Regia:
Alfred Hitchcock
Uscita:
27 novembre 1959
(prima: 8/07/1959)
Lingua Originale:
en
Durata:
136 minuti
Genere:
Mistero
Thriller
Soggetto:
Sceneggiatura:
Ernest Lehman
Fotografia:
Robert Burks
Montaggio:
George Tomasini
Scenografia:
Henry Grace
Frank R. McKelvy
Musica:
Bernard Herrmann
Produzione:
Alfred Hitchcock
Produzione Esecutiva:
Casa di Produzione:
Metro-Goldwyn-Mayer
Budget:
$4 milioni
Botteghino:
$13 milioni
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Redazione

8.5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Roger O. Thornhill
Cary Grant
Eve Kendall
Eva Marie Saint
Phillip Vandamm
James Mason
Clara Thornhill
Jessie Royce Landis
The Professor
Leo G. Carroll
Vandamm's Sister aka Mrs. Townsend
Josephine Hutchinson
Lester Townsend
Philip Ober
Leonard
Martin Landau
Valerian
Adam Williams
Victor Larrabee
Edward Platt
Licht
Robert Ellenstein
Auctioneer
Les Tremayne
Dr. Cross
Philip Coolidge
Sergeant Flamm
Patrick McVey
Captain Junket
Edward Binns
Charley - Chicago Policeman
Ken Lynch
Anna, the menacing housekeeper (uncredited)
Nora Marlowe
Maggie - Thornhill's Secretary (uncredited)
Doreen Lang
Sergeant Emile Klinger (uncredited)
John Beradino
Ticket seller (uncredited)
Ned Glass

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Un uomo viene implicato, per un apparente scambio di persona, in un complesso complotto spionistico.

Recensione:

È il 1959 e Alfred Hitchcock è reduce da La donna che visse due volte, thriller dai toni drammatici e dalle complesse chiavi interpretative. L'anno dopo firmerà Psyco, pellicola dove avanguardia tecnica e registro horror si miscelano alla perfezione. Oltre oceano, nella natia Inghilterra, sta nascendo l'interesse, prima letterario e poi cinematografico, per un personaggio che riscriverà il genere spionistico: James Bond, nato dalla penna di Ian Fleming e responsabile di una decisa svolta del genere verso l'azione. Hitchcock, sempre in bilico fra il tentativo di farsi riconoscere uno status da autore e l'intenzione di fare del cinema una macchina di intrattenimento e narrazione, sembra fiutarne le caratteristiche: ritmo serrato, plot con effetti a sorpresa e protagonista tanto affascinante quanto ironico. Nasce probabilmente così Intrigo internazionale, creatura dove il meccanismo della suspense sembra cedere a sequenze spettacolari e a una componente umoristica mai assente nei film del regista, ma qui decisamente più marcata.

Il primo effetto visibile di questa svolta risiede nella sceneggiatura e nella scrittura dei personaggi, a cura di Ernest Lehman (West side story, 1961). La storia prende le mosse dal soggetto quasi kafkiano dell'innocente perseguitato per una ragione a lui ignota. L'intreccio prende poi una strada tortuosa, forse eccessivamente complessa, fatta di false piste ed espedienti talvolta più mostrativi che narrativi. Lo spostamento geografico e conoscitivo del protagonista, pellegrino proprio malgrado in un'America da Guerra fredda di cui si toccano i luoghi simbolici del potere (il palazzo dell'Onu, il Monte Rushmore), tralascia in più punto la compattezza del racconto per abbandonarsi a scene di puro, alto intrattenimento.


Vi è un aneddoto indicativo a tal proposito: interrogato sugli eventuali simbolismi del film, Hitchcock rispose che l'unica metafora presente fosse di natura erotica, e riguardasse il treno dei neo-sposi che, nel finale, entra in una galleria.


Non sarebbe né scorretto né svilente definire Intrigo internazionale come una sorta di grande divertissement, a riprova di come la distinzione fra arte e commercio sia eccessivamente statica. Prolisso e discontinuo, e allo stesso tempo serrato e brioso, il film non è fra i capolavori di Hitchcock ma ne rimane una delle sue opere più divertenti e divertite. Complice un umorismo alle volte quasi spiazzante per il genere, affidato all'ottimo Cary Grant che, da interprete brillante prestato all'avventura, sembra davvero parodiare James Bond prima del suo approdo sul grande schermo.

A riprova di come sia possibile fare del grande cinema pur rimanendo nel recinto del film di genere, basti pensare a certe sequenze tanto gratuite quanto registicamente sorprendenti: su tutte, la guida in stato di ebrezza, l'inseguimento aereo (che conta 132 inquadrature e 7 minuti privi di dialogo) e la scalata sul naso presidenziale al Monte Rushmore. Da citare anche l'indimenticabile inquadratura dal palazzo delle Nazioni Unite, a campo lunghissimo, sulla piazza sottostante, assolutamente espressiva del tema della persecuzione. Il montaggio assume un ruolo predominante grazie a George Tomassini, collaboratore abituale di Hitchcock che in Psyco passerà alla storia con la sequenza dell'assassinio nella doccia: a proposito del suddetto finale, è memorabile il jump cut che vede il personaggio di Eva Marie Saint farsi reggere dal dirupo alla pedana del treno.

Fotografia a colori gustosa di Robert Burks, che sempre con Hitchcock e Grant aveva conseguito un Oscar nel 1956 per Caccia al ladro, e musiche di Lyn Murray (Cenerentola, 1951) in pieno stile di genere, coronano l'ottima fattura di un film che deve tanto anche al protagonista maschile. Meno discreta l'interpretazione di Eva Marie Saint, che riesce solo in parte a reggere il conforto con le precedenti muse del regista Kim Novak e Grace Kelly.

Intrigo internazionale presenta alcune sequenze fra le più citate e parodiate dell'intera storia del cinema e conferma l'estrema dedizione di Hitchcock al proprio lavoro, che risulta di alto profilo anche quando lo scopo è decisamente più leggero che altrove.

A cura di Michele Piatti.
Pubblicato il 20 febbraio 2021.

Pro:

  • Sequenze registiche d'azione impeccabili.
  • Ottimo uso di montaggio e fotografia.
  • Cary Grant attore ironico e brillante anche quando prestato all'azione.

Contro:

  • Trama complessa, alle volte più mostrativa che narrativa.
  • Interpretazione non ottimale di Eva Marie Saint.

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