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Alfred Hitchcock

La finestra sul cortile | Recensione | Unpolitical Reviews

Trailer non disponibile

Scheda:

poster di La finestra sul cortile
Titolo Originale:
Rear Window
Regia:
Alfred Hitchcock
Uscita:
22 agosto 1954
(prima: 1/09/1954)
Lingua Originale:
en
Durata:
112 minuti
Genere:
Thriller
Mistero
Soggetto:
Sceneggiatura:
John Michael Hayes
Fotografia:
Robert Burks
Montaggio:
George Tomasini
Scenografia:
Sam Comer
Ray Moyer
Musica:
Franz Waxman
Produzione:
Alfred Hitchcock
Produzione Esecutiva:
Casa di Produzione:
Alfred J. Hitchcock Productions
Paramount
Budget:
$1 milioni
Botteghino:
$37 milioni
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Redazione

9-

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

L.B. 'Jeff' Jefferies
James Stewart
Lisa Carol Fremont
Grace Kelly
Det. Lt. Thomas J. Doyle
Wendell Corey
Stella
Thelma Ritter
Lars Thorwald
Raymond Burr
Miss Lonelyhearts
Judith Evelyn
Songwriter
Ross Bagdasarian
Miss Torso
Georgine Darcy
Woman on Fire Escape (uncredited)
Sara Berner
Man on Fire Escape (uncredited)
Frank Cady
Miss Hearing Aid (uncredited)
Jesslyn Fax
Newlywed (uncredited)
Rand Harper
Emma Thorwald
Irene Winston
Newlywed (uncredited)
Havis Davenport
Dancer with Miss Torso (uncredited)
Jerry Antes
Man with Miss Torso (uncredited)
Benny Bartlett
Minor Role (uncredited)
Nick Borgani
Sunbather (uncredited)
Sue Casey
Woman with Bird (uncredited)
Iphigenie Castiglioni
Minor Role (uncredited)
James Cornell

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Costretto sulla sedia a rotelle e in preda alla noia, il fotoreporter Jeff inizia a osservare giornalmente i proprio vicini ma una notte, diventa testimone di un efferato omicidio.

Recensione:

È il 1954 quando nelle sale americane esce uno dei film più iconici del cosiddetto Maestro del brivido. Che maestro ancora non è considerato, perlomeno dalla critica: i suoi già numerosi lavori sono considerati poco più che prodotti di discreta fattura per le masse, perché appartenenti a generi definiti di consumo quali il thriller e il giallo. Ci vorrà un certo François Truffaut, con tutta la Nouvelle Vague a seguito, per rivalutare il cinema di genere della Hollywood Classica. Eppure, La finestra sul cortile è evidentemente un film d'autore, che sa essere fruibile da chi cerca suspense e intrattenimento e al contempo si presta a riflessioni meta-cinematografiche.

La sequenza d'apertura è fra le più citate nelle scuole di regia e sceneggiatura: inquadrando pochi oggetti disposti nell'abitazione, ci comunica con sintesi ammirevole, per immagini e senza didascalie, i trascorsi e il mestiere del protagonista. Da lì il film prosegue con l‘inconfondibile tocco di Alfred Hitchcock, che alterna humor sofisticato all'intreccio mistery vero e proprio.

D'altra parte, è proprio dalle commedie brillanti che proviene James Stewart, interprete elegante e più cinico di Cary Grant, attore feticcio di Hitchcock assieme alla coprotagonista Grace Kelly.

Interessante il ruolo di quest'ultima, presentata come una presenza angelica, quasi come se fosse la Beatrice dantesca, più volte definita come “troppo perfetta”. Figura eterea, vestita divinamente, compare e scompare proprio come se fosse un essere metafisico. Basta pensare alla sua prima apparizione che, proprio come in un sogno, si avvicina lentamente e leggiadramente al volto del suo amato.

La pellicola si svolge completamente all'interno dell'appartamento di Jeff, perfino quello che sappiamo del mondo esterno (cioè dagli altri appartamenti), ci è dato sapere solo grazie a ciò che lui vede, come se fossimo anche noi costretti su una sedia a rotelle.


L'efficacia della regia viene confermata proprio da questa capacità di fare coincidere lo sguardo dello spettatore con quello del protagonista, mettendo in atto un vero e proprio gioco di sguardi e immedesimazione.


Il processo di costruzione del film si basa sul crescendo di suspense, carattere distintivo del regista, che lentamente si insidia nella narrazione, per arrivare al culmine quando la bellissima Lisa si introduce nell'appartamento del presunto assassino e in seguito poi, quando lo stesso protagonista rischia la morte.

Anche se è doveroso notare che, soprattutto secondo i canoni tempistici dei giorni d'oggi, il film possa a tratti risultare fin troppo lento in questa costruzione, si pensi soprattutto alle scene antecedenti l'omicidio, in cui assistiamo solamente a dialoghi prima tra Jeff e Lisa e poi tra Jeff e l'infermiera, intervallati dalla visione dei vicini.

La finestra sul cortile, quindi, si configura come quintessenza degli elementi che hanno segnato la carriera del regista, con un'aggiunta fondamentale: la macchina fotografica, così come il punto di osservazione citato nel titolo, costituisce una vera metafora del ruolo scopico del cinema stesso in quanto occhio diretto sulla realtà, fatta di storie che agiscono e rimangono impresse.

A cura di Linda Giulio e Michele Piatti.
Pubblicato il 7 settembre 2019.

Pro:

  • Regia, neanche a dirlo, ottima.
  • Fotografia come parte integrante della riuscita del film.
  • Interpretazioni iconiche.

Contro:

  • Ritmo della narrazione che, al giorno d'oggi, può risultare troppo lento per il genere.

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