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David Fincher

L'amore bugiardo - Gone Girl | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di L'amore bugiardo - Gone Girl
Titolo Originale:
Gone Girl
Regia:
David Fincher
Uscita:
18 dicembre 2014
(prima: 1/10/2014)
Lingua Originale:
en
Durata:
149 minuti
Genere:
Mistero
Thriller
Dramma
Soggetto:
Sceneggiatura:
Gillian Flynn
Fotografia:
Jeff Cronenweth
Montaggio:
Kirk Baxter
Scenografia:
Douglas A. Mowat
Musica:
Trent Reznor
Atticus Ross
Produzione:
Arnon Milchan
Reese Witherspoon
Ceán Chaffin
Joshua Donen
Produzione Esecutiva:
Leslie Dixon
Bruna Papandrea
Casa di Produzione:
Regency Enterprises
New Regency Pictures
Pacific Standard
TSG Entertainment
Artemple - Hollywood
20th Century Fox
Budget:
$61 milioni
Botteghino:
$369 milioni
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Redazione

8

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Nick Dunne
Ben Affleck
Amy Elliott Dunne
Rosamund Pike
Desi Collins
Neil Patrick Harris
Tanner Bolt
Tyler Perry
Margo Dunne
Carrie Coon
Detective Rhonda Boney
Kim Dickens
Detective Jim Gilpin
Patrick Fugit
Rand Elliott
David Clennon
Marybeth Elliott
Lisa Banes
Jeff
Boyd Holbrook
Greta
Lola Kirke
Noelle Hawthorne
Casey Wilson
Ellen Abbott
Missi Pyle
Andie Fitzgerald
Emily Ratajkowski
Tommy O'Hara
Scoot McNairy
Sharon Schieber
Sela Ward
Police Officer
Lee Norris
Donnelly
Jamie McShane
Bill Dunne
Leonard Kelly-Young
Shawna Kelly
Kathleen Rose Perkins

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

La vita di Nick Dunne prende una piega inaspettata quando sua moglie sparisce misteriosamente.

Recensione:

Tratto dal romanzo di Gillian Flynn, L'amore bugiardo – Gone Girl è il decimo lungometraggio diretto dal regista statunitense David Fincher (Fight Club, 1999; Seven, 1995), che conferma nuovamente la sua poliedricità nella regia.

Il successo del lavoro registico non risiede nei virtuosismi di camera ma bensì nell'accompagnare i ritmi e intrecci della sceneggiatura, rendendo fruibile la narrazione ma senza rivelare più del dovuto all'occhio dello spettatore.

Tra false piste, dualismi di narrazione e cambi di punti di vista, lo spettatore non è onnisciente nella parte del film perché, a tutti gli effetti, è condotto a pensare come se fosse all'interno della storia, estraneo al piano di Amy, per poi cambiare nuovamente punto di vista, fuggire a pari passo con la donna, e immedesimarsi nelle sue ragioni.


Ciò che potrebbe sembrare all'apparenza un thriller, in realtà si articola su una dimensione di multigenere, sottolineando una forte lavorazione sulla psicologia dei personaggi e una, non così tanto velata, critica sulla società dell'apparire,


comandata dai media, che preferisce soffocare il divario tra bene e male, buoni e cattivi, a favore di una versione più televisiva delle vicende e all'apparenza più vendibile, esattamente tutto ciò che è il matrimonio tra Amy e Nick.

Di certo si possono notare anche delle connotazioni noir, con accenni alla narrazione e alla caratterizzazione hitchcockiana, con tanto di presenza di un personaggio femminile biondo e austero, come le miglior muse del regista e una buona dose di black humor che riesce a insinuarsi nella narrazione senza sembrare mai fuori luogo.

Il delitto, o il così presunto tale, è in realtà un espediente per rivelarci la scelleratezza della mente umana e i ruoli della vittima e del carnefice che continuano a intercambiarsi tra loro.

La performance di Rosamund Pike, candidata come miglior attrice protagonista proprio per questo ruolo, porta sulle proprie spalle tutto l'aspetto recitativo: a tratti angelica, poi magnetica, psicopatica ma anche fragile, mette in ombra l'interpretazione del collega Ben Affleck.

È doveroso sottolineare la difficoltà emotiva e psicologica di entrambi i personaggi, che a tratti sembrano confusi perfino nella loro propria descrizione, incapace pure loro stessi di capirsi e di capire l'altro, sottintendendo nuovamente l'ottimo lavoro di scrittura.

E se, come alla fine di ogni favola, la bella principessa ritorna dal suo principe, l'amore bugiardo ci lascia una buona morale: la contorta mente di uno psicopatico non è abitabile solo dalla strana persona che vive isolata, ma può essere nella testa di un'apparente felice e perfetta casalinga bionda.

A cura di Linda Giulio.
Pubblicato il 2 ottobre 2019.

Pro:

  • Performance di Rosamund Pike.
  • Ottima sceneggiatura.
  • Molteplici letture della narrazione.

Contro:

  • Narrazione che a tratti può risultare troppo dispersiva.

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