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Felix van Groeningen, Charlotte Vandermeersch

Le otto montagne | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Le otto montagne
Titolo Originale:
Le otto montagne
Regia:
Felix van Groeningen
Charlotte Vandermeersch
Uscita:
21 dicembre 2022
(prima: 21/12/2022)
Lingua Originale:
it
Durata:
147 minuti
Genere:
Dramma
Soggetto:
Sceneggiatura:
Felix van Groeningen
Charlotte Vandermeersch
Fotografia:
Ruben Impens
Montaggio:
Nico Leunen
Scenografia:
Musica:
Produzione:
Mario Gianani
Lorenzo Gangarossa
Lorenzo Mieli
Hans Everaert
Produzione Esecutiva:
Louis Tisné
Olivia Sleiter
Casa di Produzione:
Pyramide Productions
Menuet
Wildside
Vision Distribution
Budget:
$0
Botteghino:
$0
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Redazione

9-

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Pietro Guasti
Luca Marinelli
Bruno Guglielmina
Alessandro Borghi
Giovanni Guasti
Filippo Timi
Francesca Guasti
Elena Lietti
Lara
Elisabetta Mazzullo
Pietro (da piccolo)
Lupo Barbiero
Bruno (da piccolo)
Cristiano Sassella
Asmi
Surakshya Panta
Luigi
Gualtiero Burzi
Barbara
Elisa Zanotto
Sonia
Chiara Jorrioz
Bruno (da adolescente)
Francesco Palombelli
Pablo
Paolo Cognetti
Massimo
Benedetto Patruno
Anita
Iris Barbiero
Padre di Bruno
Alex Sassella

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Pietro e Bruno diventano amici tra le giornate trascorse in mezzo ai monti. La vita li separerà ma li ricongiungerà anni dopo per mantenere una promessa.

Recensione:

Le Otto Montagne è l'adattamento del romanzo Premio Strega di Paolo Cognetti ed è diretto dai due registi belgi Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch.


Montagne innevate, sentieri, valli incontaminate sono lo sfondo labile di una storia di amicizia, di ricordi, di rapporti delicati. L’infanzia fa crescere legami, la città divide, la montagna unisce, avvicina, rinforza.


Le Otto Montagne è un film visivamente incredibile: sembra di essere costantemente avvolti dai paesaggi delle Alpi, di sentire lo scorrere dei ruscelli, la neve che copre ogni albero. Una fotografia eccellente, che cattura perfettamente la maestosità della natura con uno splendido formato 4:3.

Costoni, laghi, ghiacciai ma non solo: si arriva fino in Nepal, dove tutto sembra sospeso in un altro tempo.

Si entra in un’esperienza totalizzante, fatta di riprese mozzafiato e di un racconto costruito ottimamente, che sfiora l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta dei protagonisti. Significativi i rapporti che vengono mostrati, in primis quello tra due amici, diversi fin da piccoli ma legati dall’appartenere a quel posto e dal trascorrere pomeriggi spensierati insieme. Un’amicizia che si perde durante gli anni del cambiamento ma che torna in punta di piedi in un momento tragico, la morte di un genitore. Ed è anche il rapporto padre figlio che prende spazio tra le vette, una relazione fatta di assenze, turbolenze, scontri e paure.

Sono molti i silenzi, gli sguardi, i gesti, le espressioni; pochi invece i dialoghi, che abbracciano la narrazione senza appesantirla.

Una regia che fa respirare e viaggiare e una sceneggiatura che scava delicatamente nella profondità di sentimenti personali e allo stesso tempo universali.

Impara di più chi ha visitato le Otto Montagne o chi ha raggiunto la vetta del monte più alto, il Sumeru?

È questa la domanda che Pietro, dopo aver viaggiato per il mondo alla ricerca di se stesso, pone a Bruno, attaccato alla sua montagna in modo così viscerale. Il film ci mostra, con un ritmo circolare, le scelte di vita completamente opposte dei due amici: chi cerca un suo posto nel mondo e chi l’ha trovato senza però mai cercare altro. Entrambi con la speranza, e la rabbia, di non percorrere la strada dei loro padri da cui hanno preso fermamente le distanze ma a cui, inevitabilmente, si ritrovano ad assomigliare.

Il tutto è perfettamente portato avanti dalla straordinaria chimica tra Luca Marinelli e Alessandro Borghi, che tornano in coppia dopo Non essere Cattivo (regia di Caligari, 2015) e che rendono il racconto ancora più intimo e intenso. Toccante la narrazione esterna di Marinelli e impressionante la dizione di Borghi. I personaggi sembrano davvero cuciti addosso e risultano notevoli anche performance degli attori secondari.

Le Otto Montagne è uno spettacolo per gli occhi. È un film di nostalgia, riflessione, promesse, libertà, radici. Un’opera che vale la pena di essere guardata con cura.

A cura di Giulia Belvedere.
Pubblicato il 9 gennaio 2023.

Pro:

  • Fotografia e riprese impressionanti.
  • Performance intense e perfette di Borghi e Marinelli.

Contro:

  • Lunghezza eccessiva.

Commenti:


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