Home
Recensioni
Chi Siamo
Destin Daniel Cretton

Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli
Titolo Originale:
Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings
Regia:
Destin Daniel Cretton
Uscita:
1 settembre 2021
(prima: 1/09/2021)
Lingua Originale:
en
Durata:
132 minuti
Genere:
Azione
Avventura
Fantasy
Soggetto:
Steve Englehart
Jim Starlin
Sceneggiatura:
Dave Callaham
Destin Daniel Cretton
Andrew Lanham
Fotografia:
Bill Pope
Montaggio:
Nat Sanders
Elísabet Ronaldsdóttir
Harry Yoon
Scenografia:
Musica:
Joel P. West
Produzione:
Kevin Feige
Jonathan Schwartz
Produzione Esecutiva:
Charles Newirth
Louis D'Esposito
Victoria Alonso
Casa di Produzione:
Marvel Studios
Budget:
$150 milioni
Botteghino:
$432 milioni
Carica Altro

Redazione

7

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Shaun / Shang-Chi
Simu Liu
Xu Wenwu / The Mandarin
Tony Leung Chiu-wai
Katy Chen
Awkwafina
Xu Xialing
Meng'er Zhang
Ying Li
Fala Chen
Ying Nan
Michelle Yeoh
Master Guang Bo
Yuen Wah
Trevor Slattery
Ben Kingsley
Razor Fist
Florian Munteanu
Li Ching-Lin / Death Dealer
Andy Le
Chancellor Hui
Paul He
Young Shang-Chi
Jayden Tianyi Zhang
Young Xialing
Elodie Fong
Teen Shang-Chi
Arnold Sun
Soo
Stephanie Hsu
John
Kunal Dudheker
Waipo
Tsai Chin
Mrs. Chen
Jodi Long
Ruihua
Dallas Liu
Jon Jon
Ronny Chieng

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Il giovane Shang - Chi deve scontrarsi contro la temibile organizzazione terroristica dei Dieci Anelli capitanata da suo padre, desideroso di coinvolgere il figlio nei suoi distruttivi piani.

Recensione:

Dopo le ultime vicissitudini legali legate all'uscita di Black Widow (2021), la Marvel torna a far parlare di sè con l'uscita del nuovo comic movie della MCU: Shang - Chi e la Leggenda dei dieci anelli.

Proseguendo la promessa di più inclusività (iniziata con Black Panther e forzata e pateticizzata in Black Widow) ma anche la necessità di rinnovare gli schemi decennali dei film sui supereroi, Shang - Chi e la Leggenda dei dieci anelli porta sul grande schermo il primo protagonista asiatico nell'universo cinematografico più famoso al mondo.

Un ulteriore elemento di rottura con la tradizione marveliana degli action movie, sono proprio le scene d'azione. Lasciando - finalmente - da parte le mega esplosioni e le sequenze di combattimento al limite del pacchiano, il film si arricchisce di citazioni ai film cult sulle arti marziali (Terremoto nel Bronx, 1996; Rush Hour, 1998) e non solo.


Capace anche di costruire un'atmosfera quasi onirica e fiabesca, che, per l'appunto, si riflette anche sulla costruzione delle scene di combattimento, questa volta quasi a trasformarsi in vere e proprie coreografie in cui i combattenti diventano, in tutti i sensi, ballerini. La splendida connotazione mistica richiama nuovamente opere cinematografiche del mondo asiatico come La tigre e il dragone (Ang Lee, 2000) o ancora, La città incantata (Hayao Miyazaki, 2001).


Nota positiva anche per gli effetti speciali, che finalmente riescono a render degno l'astronomico budget della MCU, creando creature realistiche, curate e misticamente credibili, ma anche, e soprattutto, l'attenzione ai dettagli (come la scelta della rappresentazione degli anelli come se fossero bracciali, le armi create con le squame di drago, la rappresentazione delle anime rubate dai draghi).

A livello recitativo, il cast risulta ben assemblato, anche se la caratterizzazione del protagonista cade in qualche clichè di troppo, delimitando qualche incertezza nella sceneggiatura. Il personaggio di Katy, per esempio, per quanto effettivamente divertente, ricalca eccessivamente quello di Darcy Lewis in Thor (2011) e Thor: The Dark World (2013), costringendo ancora una volta quell'umorismo che casa Marvel vuole così tanto ostentare. Al contrario, il personaggio di Wenwu viene costruito perfettamente, regalando alla pellicola un antieroe tridimensionale tanto forte nei suoi poteri, quanto fragile nel suo essere umano, accecato non dal potere ma dall'amore; merito anche dell'ottima interpretazione di Tony Leung (Hong Kong Express, 1994; The Grandmaster, 2013).

Gli elementi di novità, però, si limitano solo alla sfera sopra citata, continuando quella fastidiosa politica di innovazione minima, essenziale della Disney (limitante anche in Crudelia) che non sembra voler mai effettivamente rischiare e rompere gli schemi oramai più che decennali e che, inevitabilmente, iniziano a invecchiare e ad annoiare.

A cura di Linda Giulio.
Pubblicato il 7 settembre 2021.

Pro:

  • Creazione di atmosfere fiabesche che differenziano il film dagli altri prodotti della MCU.
  • Costruzione delle scene di combattimento.
  • Effetti speciali.

Contro:

  • Qualche incertezza nella sceneggiatura.
  • Umorismo forzato.

Commenti:


Caricamento modulo