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Pete Docter

Soul | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Soul
Titolo Originale:
Soul
Regia:
Pete Docter
Uscita:
15 ottobre 2020
(prima: 25/12/2020)
Lingua Originale:
en
Durata:
100 minuti
Genere:
Animazione
Commedia
Fantasy
Famiglia
Soggetto:
Pete Docter
Kemp Powers
Mike Jones
Sceneggiatura:
Pete Docter
Kemp Powers
Mike Jones
Fotografia:
Ian Megibben
Matt Aspbury
Montaggio:
Kevin Nolting
Scenografia:
Musica:
Trent Reznor
Atticus Ross
Jon Batiste
Produzione:
Dana Murray
Produzione Esecutiva:
Dan Scanlon
Kiri Hart
Casa di Produzione:
Walt Disney Pictures
Pixar
Budget:
$150 milioni
Botteghino:
$136 milioni
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Redazione

8

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Joe Gardner (voice)
Jamie Foxx
22 (voice)
Tina Fey
Moonwind (voice)
Graham Norton
Terry (voice)
Rachel House
Counselor Jerry (voice)
Alice Braga
Counselor Jerry (voice)
Richard Ayoade
Libba Gardner (voice)
Phylicia Rashād
Dez (voice)
Donnell Rawlings
Curly (voice)
Questlove
Dorothea (voice)
Angela Bassett
Connie (voice)
Cora Champommier
Melba (voice)
Margo Hall
Paul (voice)
Daveed Diggs
Lulu (voice)
Rhodessa Jones
Counselor Jerry (voice)
Wes Studi
Doctor (voice)
Sakina Jaffrey
Counselor Jerry (voice)
Fortune Feimster
Hedge Fund Manager (voice)
Calum Grant
Therapy Cat Lady (voice)
Laura Mooney
Marge (voice)
Peggy Flood

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Joe, un umile insegnante di musica, ottiene finalmente l'opportunità di diventare un musicista affermato, ma qualcosa scombinerà i suoi piani.

Recensione:

In seguito al grande successo di Inside Out (2015), Pete Docter (Up, 2009) torna a dirigere un grande film d'animazione Disney-Pixar, e nel farlo plasma una sorta di sequel adottivo del precedente, che riprende il dialogo esistenziale ed emozionale di carattere infantilistico e lo tramuta in qualcosa di più maturo. Soul si presenta inizialmente come uno splendido racconto di vita quotidiana: Joe Gardner (Jamie Foxx) è un insegnante di musica alla continua ricerca del successo come musicista, con davanti a sé una grande opportunità. Un prologo apparentemente ordinario si trasforma all'istante in un viaggio metafisico di maturazione, eccelso nelle rappresentazioni visive e altrettanto onesto nelle intuizioni narrative, seppur meno ricche per esempio di un altro lavoro firmato Pixar, WALL•E (2008).


Lo storytelling ritmato e piacevole accompagna lo spettatore nel cosiddetto Ante-Mondo, luogo di (ri)nascita dell'anima, che pone le basi per raccontare ciò che a Joe è più caro: la propria passione.


La seconda parte del film è forse maggiormente usuale, ma comunque pregiata, colma sia di varie gag divertenti, sia di scene necessarie per l'evoluzione dei personaggi. Seppur la frettolosità del finale evidenzi qualche punto debole, nel complesso la sceneggiatura risulta più che riuscita nel trasmettere il messaggio agrodolce desiderato, ma soprattutto nel coinvolgere lo spettatore a tal punto da renderlo compartecipe della maturazione del protagonista.

Il comparto visivo della casa di topolino dimostra come suo solito la propria eccellenza. Questa volta sfrutta le opportunità del racconto per regalarci un'aldilà artisticamente notevole, rappresentato ora con sagome pseudo-surreali alla Mirò, ora con figure che ricordano la linea di Cavandoli (anche se, probabilmente, semplice cameo all'icona Finder della nota software house fondatrice). La qualità dell'animazione è fluida, perfettamente conforme ai toni della storia, e offre, nella totalità, una pregevole messa in scena, soprattutto nella fotografia, che risulta nitida nella realtà ed evanescente nell'Ante-Mondo.

Non si può dire tuttavia la stessa cosa per le musiche: un buon lavoro da parte dei noti Reznor e Ross (The Social Network, 2010; Mank, 2020), minato da alcune decisioni discutibili. L'armonia dei vari pezzi jazz trattati rimane spesso nell'ordinario, ma ciò che infastidisce è la scelta di cambiare genere, e quindi tono, nel momento in cui il personaggio di Joe passa dal mondo reale all'Ante-Mondo, proponendo spesso tracce di natura pop, facendo risultare questo meccanismo eccessivamente artificiale e incoerente, per quanto sia, all'apparenza, funzionale per i cambi narrativi.

In definitiva, nonostante qualche difetto, l'animazione statunitense ritorna trionfante; non è certo che Soul rappresenti una netta rivoluzione in casa Pixar, tuttavia è indubbia una maturazione: quella di Pete Docter, che ha perfezionato la formula adolescenziale di Inside Out, ma soprattutto quella dello spettatore, qui primissimo partecipe di una rivoluzione esistenzialistica che si pone davanti due grandi temi: l'importanza delle piccole cose e l'amore per la vita.

A cura di Jacopo Castiglione.
Pubblicato il 4 gennaio 2021.

Pro:

  • Sceneggiatura non perfetta, che tuttavia centra l'obiettivo, diverte, e incoraggia lo spettatore a farsi le domande giuste.
  • Design animato particolarmente riuscito, ottimo nella caratterizzazione visiva dei vari personaggi.
  • Incantevole favola metafisica, volta a un pubblico più adulto del solito.

Contro:

  • Musiche non gestite al meglio.
  • Finale eccessivamente sbrigativo.

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