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J.J. Abrams

Star Wars: L'ascesa di Skywalker | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Star Wars: L'ascesa di Skywalker
Titolo Originale:
Star Wars: The Rise of Skywalker
Regia:
J.J. Abrams
Uscita:
18 dicembre 2019
(prima: 18/12/2019)
Lingua Originale:
en
Durata:
142 minuti
Genere:
Azione
Avventura
Fantascienza
Soggetto:
George Lucas
J.J. Abrams
Chris Terrio
Colin Trevorrow
Derek Connolly
Sceneggiatura:
J.J. Abrams
Chris Terrio
Fotografia:
Dan Mindel
Montaggio:
Maryann Brandon
Stefan Grube
Scenografia:
Rosemary Brandenburg
Musica:
John Williams
Produzione:
Kathleen Kennedy
J.J. Abrams
Michelle Rejwan
Produzione Esecutiva:
Callum Greene
Jason McGatlin
Tommy Gormley
Casa di Produzione:
Lucasfilm
Bad Robot
Budget:
$250 milioni
Botteghino:
$1074 milioni
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Redazione

6

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

General Leia Organa
Carrie Fisher
Luke Skywalker
Mark Hamill
Rey
Daisy Ridley
Kylo Ren / Ben Solo
Adam Driver
Finn
John Boyega
Poe Dameron
Oscar Isaac
C-3PO
Anthony Daniels
Jannah
Naomi Ackie
General Hux
Domhnall Gleeson
Allegiant General Pryde
Richard E. Grant
Maz Kanata
Lupita Nyong'o
Zorii Bliss
Keri Russell
Chewbacca
Joonas Suotamo
Rose Tico
Kelly Marie Tran
Emperor Palpatine
Ian McDiarmid
Lando Calrissian
Billy Dee Williams
Snap Wexley
Greg Grunberg
Babu Frik (voice)
Shirley Henderson
Lieutenant Connix
Billie Lourd
Beaumont Kin
Dominic Monaghan

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Circa un anno dopo gli eventi de Gli Ultimi Jedi, Rey si sta allenando con il generale Leia Organa per completare la sua istruzione di Jedi. Intanto, si scopre che l'Imperatore Palpatine è ancora vivo. Il nuovo Leader Supremo Kylo Ren e i membri della Resistenza, sentendosi per motivi diversi minacciati dalla sua presenza, decidono di mettersi sulle sue tracce.

Recensione:

La saga più celebre e longeva della storia del cinema giunge finalmente a termine, chiudendosi con un film discutibile, tutt'altro che entusiasmante, coerente con il basso livello complessivo della deludente trilogia sequel. Dopo aver diretto Il Risveglio della Forza (2015), J.J. Abrams torna alla regia di un episodio di Star Wars, cercando di correggere la rotta intrapresa da Rian Johnson in Gli Ultimi Jedi (2017), il capitolo che ha spaccato a metà il fandom della saga, nella speranza di accontentare quanti più spettatori possibile. Il problema è che il più delle volte, quando si tentano questo tipo di operazioni, si finisce con lo scontentare un po' tutti (sul punto, v. Mike Flanagan in Doctor Sleep).


Cominciamo con il dire che il maggiore limite della pellicola risiede nella sceneggiatura. Questa risulta dozzinale, contraddittoria, estremamente lacunosa e troppe volte sbrigativa, difetti non di poco conto, soprattutto se si considera che siamo di fronte all'epilogo di una saga. È un dato di fatto che al termine del film, allo spettatore vengono date più nuove domande che risposte.


Nello specifico, non gli è dato sapere nemmeno cose essenziali ai fini della trama, come ad esempio come ha fatto Palpatine a rimanere in vita e a costruire da zero la nuova flotta imperiale, chi è suo figlio, come lo ha avuto e con chi.

Anche la scrittura dei personaggi (salvo forse solo Kylo Ren) si dimostra piuttosto stereotipata e i dialoghi risultano nel complesso mediocri e superficiali. I nuovi protagonisti, oltre a non avere il carisma dei vecchi, sono troppo statici e obiettivamente dimenticabili. Imbarazzante inoltre il ritorno di Lando Calrissian, inserito solo ed esclusivamente perché ultimo superstite dei capitoli precedenti. Dopo aver fatto fuori Han Solo e Luke Skywalker e considerata la prematura scomparsa di Carrie Fisher (che ha inevitabilmente influito sulla misera scrittura del personaggio di Leia), non rimaneva che lui. Ebbene, dato il modo quasi casuale in cui è stato inserito, se ne sarebbe potuto fare tranquillamente a meno.

Passando agli aspetti prettamente tecnici, nonostante regia e fotografia siano evidentemente inferiori rispetto all'Episodio VIII, il film risulta visivamente di buon livello. Le scene d'azione sono ben riprese (sebbene a volte montate non al meglio) e i contatti a distanza tra Rey e Kylo Ren non sono più rappresentati con il ricorso alla limitata tecnica del campo e controcampo, ma assumono una valenza maggiore, con una complessa e vincente sovrapposizione scenica. Inoltre, lo studio dei colori, combinato al sapiente utilizzo di luci extradiegetiche, si rivela fotograficamente soddisfacente. Buona anche la scenografia, in grado di presentare ambientazioni nuove e originali (esteticamente sbalorditivo Exegol), che riescono comunque a mantenere un legame di fondo con quelle del passato (evidente il parallelismo Jakku-Tatooine).

Estremamente accurati gli effetti speciali, unico indiscusso punto di forza della trilogia sequel targata Walt Disney, almeno sotto questo profilo (economicamente) superiore all'indipendente Lucasfilm. Poco soddisfacente l'interpretazione del cast, complessivamente di basso livello. A salvarsi è solo la coppia Adam Driver-Daisy RIdley, enormemente maturata rispetto alla loro prima apparizione in Il Risveglio della Forza (2015).

In conclusione, una menzione d'obbligo va riservata alla meravigliosa colonna sonora di John Williams, unica vera costante della saga, i cui soli titoli di testa riescono a trasmettere ogni volta emozioni nuove, amplificate peraltro dalla magia del grande schermo.

A cura di Mattia Liberatore.
Pubblicato il 24 dicembre 2019.

Pro:

  • Effetti speciali ed uso di luci extradiegetiche.
  • Scenografia innovativa, ma comunque in grado di mantenere legami con il passato.
  • Le musiche di John Williams.

Contro:

  • Storia lacunosa e dozzinale, inadatta a chiudere una saga di questa portata.
  • Scrittura dei dialoghi mediocre.

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