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Christopher Nolan

Tenet | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Tenet
Titolo Originale:
Tenet
Regia:
Christopher Nolan
Uscita:
7 settembre 2020
(prima: 22/08/2020)
Lingua Originale:
en
Durata:
150 minuti
Genere:
Azione
Thriller
Fantascienza
Soggetto:
Sceneggiatura:
Christopher Nolan
Fotografia:
Hoyte van Hoytema
Montaggio:
Jennifer Lame
Scenografia:
Kathy Lucas
Emmanuel Delis
Letizia Santucci
Musica:
Ludwig Göransson
Produzione:
Christopher Nolan
Emma Thomas
Produzione Esecutiva:
Thomas Hayslip
Casa di Produzione:
Warner Bros. Pictures
Syncopy
Budget:
$205 milioni
Botteghino:
$363 milioni
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Redazione

7.5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

The Protagonist
John David Washington
Neil
Robert Pattinson
Kat
Elizabeth Debicki
Andrei Sator
Kenneth Branagh
Priya
Dimple Kapadia
Mahir
Himesh Patel
Ives
Aaron Taylor-Johnson
Sir Michael Crosby
Michael Caine
Barbara
Clémence Poésy
Fay
Martin Donovan
Driver
Andrew Howard
Volkov
Yuri Kolokolnikov
Toby
Mark Krenik
Rohan
Anthony Molinari
SWAT / Target
Rich Ceraulo Ko
Sanjay Singh
Denzil Smith
SWAT 2
Jonathan Camp
Nanny
Julia-Maria Arnolds
Max
Laurie Shepherd
SWAT 3
Wes Chatham

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Un anonimo agente della CIA viene reclutato da una misteriosa organizzazione per prevenire una catastrofe mondiale.

Recensione:

A seguito del vano tentativo di Christopher Nolan di conseguire un riconoscimento importante con il precedente Dunkirk (2017), vi troviamo Tenet: un netto riavvicinamento semantico, ma soprattutto stilistico, al tanto apprezzato Inception (2010), del quale, grazie al cliffhanger finale, ancora si parla.


L'ultima fatica del regista naturalizzato statunitense si presenta semplicemente come un film d'azione, tecnicamente eccellente, al quale tuttavia manca una solida struttura narrativa.


Una partenza fulminea catapulta il pubblico all'interno dell'universo nolaniano di Tenet, e ne sarà immediatamente affascinato. Il ritmo filmico viene cadenzato dalle numerose scene d'azione, spesso volutamente caotiche, girate e coreografate egregiamente. La fotografia, valida, è coerente con l'andatura registica, e presenta ottimi tagli di luce. Tra tutte le componenti visive risalta il montaggio ellittico di Jennifer Lame (Hereditary – Le radici del male, 2016; Storia di un matrimonio, 2019): l'operazione di salti spazio-temporali conferisce ulteriore dinamicità alla pellicola, già di per sé particolarmente frenetica, e la sua esecuzione risulta pressoché perfetta, non snaturando l'originalità scenica dell'inversione del tempo, punto focale del film.

Gli accompagnamenti musicali di Ludwig Goransson (Black Panther, 2018; The Mandalorian, 2019) si intrecciano meravigliosamente con il caos tartassante della messa in scena, e il sonoro e il suo montaggio complessivo risultano di elevata fattura. Alcune piccole riserve tuttavia per le musiche, che, seppur ottengano il risultato prefissato, fanno sentire la mancanza di un organico orchestrale, specialmente nel raggiungimento dei climax a causa di una gamma dinamica poco curata.

Gli effetti speciali, invece, contribuiscono alla spettacolarizzazione delle scene d'azione cardine della pellicola e sono realizzati perfettamente.

La spettacolare messa in scena quindi affascina ed intrattiene lo spettatore durante l'intera visione del film. Eppure, ciò che traspare è la volontà incontrollabile di Christopher Nolan di trasformare il contenitore (spettacolarizzazione assoluta) nel contenuto (di fatto assente). L'apparente complessità della trama risulta un limite non tanto perché difficile da comprendere, quanto per l'inutilità della stessa.

La pellicola quindi si rivela unicamente un esercizio di stile, raffinato, ma fine a sé stesso.

I numerosi personaggi presentati risultano completamente bidimensionali, privi sia di un arco evolutivo ben delineato, sia della componente emozionale, che non consente difatti nessuna empatia tra il pubblico e gli stessi. Da sottolineare tuttavia che l'assenza di queste componenti, essenziali nel caso di un film di stampo drammatico, permette il ritmo serrato ed incalzante che la pellicola action porta con sé durante tutta la sua durata complessiva.

Un plauso parziale va all'intero cast attoriale, in particolare a Robert Pattinson (Good Time, 2017; The Lighthouse, 2019), che nonostante gli evidenti problemi di sceneggiatura, è riuscito a regalare un'eccellente interpretazione. Nota negativa pressoché trascurabile, ma presente, riguarda la linea comica, caratterizzata da un humour inglese mal gestito, ricco di battute svenevoli e poco originali.

Tenet infine non è nient'altro che una macchina ad ingranaggi tirata a lucido, nella quale ogni rotella deve girare nel verso giusto pur sacrificandone l'anima e le emozioni. La pellicola, nonostante questi limiti, di cui Christopher Nolan è sicuramente ben consapevole, in questo momento sta lottando insieme a molti altri per uno scopo apparentemente meno rumoroso di una catastrofe nucleare invertita ma tutto sommato più importante: la sopravvivenza del cinema stesso, come arte in tutte le sue forme.

Ci auguriamo che sia la giusta ripartenza per tutti.

A cura di Jacopo Castiglione.
Pubblicato il 5 settembre 2020.

Pro:

  • Comparto visivo e sonoro ottimo in tutte le sue forme.
  • Interpretazioni nel complesso positive, Robert Pattinson in particolare.

Contro:

  • Sceneggiatura approssimativa, dalla complessità superflua e una mancata delineazione dei personaggi.
  • Dialoghi basici, macchiati ripetutamente da un umorismo fallimentare.

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