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Shawn Levy

The Adam Project | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di The Adam Project
Titolo Originale:
The Adam Project
Regia:
Shawn Levy
Uscita:
11 marzo 2022
(prima: 11/03/2022)
Lingua Originale:
en
Durata:
106 minuti
Genere:
Azione
Avventura
Commedia
Fantascienza
Soggetto:
Sceneggiatura:
Jennifer Flackett
Mark Levin
T.S. Nowlin
Jonathan Tropper
Fotografia:
Tobias A. Schliessler
Montaggio:
Dean Zimmerman
Jon Corn
Scenografia:
Elizabeth Wilcox
Musica:
Rob Simonsen
Produzione:
Shawn Levy
Ryan Reynolds
Dana Goldberg
Don Granger
David Ellison
Produzione Esecutiva:
Josh McLaglen
Mary McLaglen
Jennifer Flackett
Mark Levin
Daniel S. Levine
Dan Cohen
George Dewey
Patrick Gooing
Casa di Produzione:
Skydance Media
Maximum Effort
21 Laps Entertainment
Budget:
$116 milioni
Botteghino:
$471 milioni
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Redazione

5+

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Adam Reed
Ryan Reynolds
Young Adam
Walker Scobell
Louis Reed
Mark Ruffalo
Ellie Reed
Jennifer Garner
Laura
Zoe Saldana
Maya Sorian
Catherine Keener
Christos
Alex Mallari Jr.
Ray Dollarhyde
Braxton Bjerken
Chuck
Kasra Wong
Young Sorian Body Double
Lucie Guest
Paul the Bartender
Donald Sales
Sophie
Esther Ming Li
Derek
Ben Wilkinson
Professor
Milo Shandel
8-year-old Adam
Isaiah Haegert

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Adam è un pilota che viaggia nel tempo e insieme a sé stesso dodicenne porterà avanti una missione per salvare il futuro.

Recensione:

Dopo aver già collaborato con Ryan Reynolds in Free Guy - Eroe per gioco (2021), Shawn Levy decide di continuare il sodalizio artistico con l'attore in questo film sci-fi dal sapore di commedia drammatica. Prodotto e distribuito da Netflix, The Adam Project non è veramente un film di fantascienza: quello del viaggio nel tempo è solo un mezzo per mettere in relazione il protagonista con il sé stesso più giovane, affrontando problemi e drammi irrisolti.


Più che il viaggio nel tempo, il vero focus della pellicola è il delicato rapporto genitori-figli, tema già ampiamente raccontato e proposto che rischia di essere un cliché se non sviluppato con profondità ed originalità. Ed è proprio quest'ultima che pare mancare alla struttura generale del film che strizza l'occhio ai cult degli anni '80, come Ritorno al Futuro (1985) e Terminator (1984), a cui però non riesce ad aggiungere nulla di nuovo ed esaltante.


“Abbiamo visto troppi film” affermano i protagonisti in un dialogo durante il loro incontro ed è forse proprio questo il principale problema della pellicola: non riuscire a distinguersi da altri prodotti dello stesso genere.

Ciò che lo penalizza di più è l'assenza di particolari importanti che avrebbero invece valorizzato maggiormente la storia. Non si conosce il futuro distopico del 2050, che Adam adulto descrive in modo sbrigativo come terribile, e non si conoscono a fondo le motivazioni del villain, personaggio caratterizzato superficialmente e in modo poco credibile. La sceneggiatura, di Jonathan Tropper, T.S. Nowlin e Jennifer Flackett, sviluppa il soggetto in maniera sufficiente, senza troppi sforzi creativi: l'Adam ragazzino sembra essere d'aiuto solo per far ripartire il jet, i due coniugi che si ritrovano dopo anni inizialmente nemmeno si sfiorano e le scene di azione estrema non sempre appaiono avere un filo logico. I dialoghi vogliono avere un ritmo incalzante e ironico anche se spesso sottolineano i dettagli mancanti e i vari buchi nella trama.

Un cast altisonante in cui però a spiccare davvero è il giovane Walker Scobell, Adam adolescente, con un'ottima performance che ha saputo gestire bene i tempi comici e che non è stata schiacciata da quella di Reynolds e Ruffalo. Questi due, invece, risultano piuttosto comodi nei loro personaggi, come se fossero già abituati ad interpretare ruoli del genere e non riuscissero davvero ad uscire dalla loro zona di comfort. Lo stesso vale per Jennifer Gardner e Zoe Saldana, scelte quasi con un pizzico di pigrizia e per giocare facile. Effetti speciali e montaggio funzionano seppur non in modo eccellente: l'effetto lifting per ringiovanire gli attori poteva essere più accurato e alcune scene di combattimento sarebbero potute essere più fluide.

La colonna sonora è composta da canzoni che viaggiano davvero nel tempo e che riescono ad accompagnare coerentemente tutta la narrazione: le musiche originali sono del compositore Rob Simonsen (Ghostbusters: Afterlife, 2021) e la playlist comprende brani del rock anni sessanta e settanta, come quello dei Led Zeppelin, classici degli anni '80 ed arriva fino ai giorni nostri con Matt Beringer (leader dei The National).

In conclusione, The Adam Project fa il suo dovere: intrattenere con il suo clima familiare e l'atmosfera da film di avventura basato su presupposti fantascientifici, ma niente di più. È un prodotto che funziona per la piattaforma, con attori conosciuti e amati dal pubblico e con un budget elevato che, se sfruttato diversamente, avrebbe portato più innovazione e particolarità nel panorama del cinema streaming.

A cura di Giulia Belvedere.
Pubblicato il 15 marzo 2022.

Pro:

  • Intrattenimento al centro della pellicola
  • Colonna sonora coerente ed emozionante

Contro:

  • Buchi nella sceneggiatura
  • Narrazione che pecca di originalità
  • Performance attoriali a tratti piatte

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