Home
Recensioni
Chi Siamo
Matt Reeves

The Batman | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di The Batman
Titolo Originale:
The Batman
Regia:
Matt Reeves
Uscita:
3 marzo 2022
(prima: 1/03/2022)
Lingua Originale:
en
Durata:
176 minuti
Genere:
Crime
Mistero
Thriller
Soggetto:
Bob Kane
Bill Finger
Sceneggiatura:
Matt Reeves
Peter Craig
Fotografia:
Greig Fraser
Montaggio:
William Hoy
Tyler Nelson
Scenografia:
Laura Ng
Musica:
Michael Giacchino
Produzione:
Matt Reeves
Dylan Clark
Produzione Esecutiva:
Michael Uslan
Walter Hamada
Simon Emanuel
Chantal Nong Vo
Casa di Produzione:
Warner Bros. Pictures
6th & Idaho
Dylan Clark Productions
DC Films
Budget:
$185 milioni
Botteghino:
$770 milioni
Carica Altro

Redazione

8

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Bruce Wayne / The Batman
Robert Pattinson
Selina Kyle / Catwoman
Zoë Kravitz
Edward Nashton / The Riddler
Paul Dano
Lt. James Gordon
Jeffrey Wright
Carmine Falcone
John Turturro
District Attorney Gil Colson
Peter Sarsgaard
Alfred Pennyworth
Andy Serkis
Oswald 'Oz' Cobblepot / The Penguin
Colin Farrell
Bella Reál
Jayme Lawson
Officer Martinez
Gil Perez-Abraham
Kenzie
Peter McDonald
Chief Mackenzie Bock
Con O'Neill
Commissioner Pete Savage
Alex Ferns
Mayor Don Mitchell, Jr.
Rupert Penry-Jones
The Twins
Charlie Carver
The Twins
Max Carver
Unseen Arkham Prisoner
Barry Keoghan
Mrs. Mitchell
Kosha Engler
Mitchell's Son
Archie Barnes
Carla
Janine Harouni

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Gotham City è terrorizzata dall'Enigmista, feroce assassino che sta eliminando, uno a uno, gli uomini più potenti della città, facendo riemergere una scomoda e sporca verità.

Recensione:

A dieci anni dall'ultimo film stand alone dell'uomo pipistrello, arriva nelle sale The Batman, scritto e diretto da Matt Reeves (Blood story, 2010; The War - il pianeta delle scimmie, 2017). Dopo l'immensa trilogia diretta da Christopher Nolan (Batman Begins, 2005; Il cavaliere oscuro, 2008; Il cavaliere oscuro - Il ritorno, 2012) e il decennio inoltrato della MCU che inevitabilmente hanno cambiato le regole del cinecomic, portare nuovamente sul grande schermo il giustiziere mascherato di Gotham city rappresenta di certo una grande sfida.

Reeves cerca di imporsi fin da subito come una presenza importante nelle scene, con una regia imponente, grafica ma a tratti artificiosa. Nella sceneggiatura, in cui Reeves è affiancato da Peter Craig (Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 1, 2014; Top Gun: Maverick, 2022), la pellicola dimostra maturità e solidità; gli elementi di cinecomic, le scene d'azioni teatrali e coinvolgenti e le parti più drammatiche e psicologiche si amalgamano alla perfezione, costruendo una narrazione di oltre tre ore coinvolgente, sia dal punto di vista visivo, che narrativo.

In questo senso The Batman ha spezzato il modello Marvel, basato su film fortemente d'azione e con marcati momenti comici, portando invece a termine un film cupo e oscuro senza lasciare però da parte i combattimenti, che in questo caso diventano vere e proprie scene di violenza.

La fotografia, proprio grazie alla cupezza di Gotham City e dei suoi abitanti, può dare il meglio di sè: l'ambientazione futuristica (oramai attuale realtà) dell'urbanità, perennemente nell'oscurità, che rimanda fortemente a Blade Runner (Ridley Scott, 1982), permette un affascinante gioco di luci e ombre di cui il direttore della fotografia (Greig Fraser, fresco di nomination agli Oscar per Dune) rende partecipe non solo gli ambienti e gli attori, ma anche le azioni che si consumano nella narrazione, con riferimento alla bellissima scena di combattimento al buio illuminata solo dalla luce degli spari.

La scrittura riesce a far quadrare i suoi personaggi nell'immaginario dei più fedeli fan, aggiungendo però il giusto approfondimento psicologico e un dose di novità.

Nel trattamento di Alfred, interpretato da Andy Serkis (Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, 2003; Star Wars - Il risveglio della forza, 2015), per esempio, è possibile vedere una profondità psicologica e una storyline passata e presente più interessante rispetto a quella dei suoi predecessori e non è l'unico personaggio ad avere questa sorte.

Selina Kyle non si configura solamente come Love Interest del protagonista, ma è partecipe attiva dell'andamento narrativo e la sua sotto trama riesce a intrecciarsi bene con quella principale del film.

Il Batman di Pattison è allo stesso tempo riconoscibile e innovativo, tanto nell'introspezione che nell'estetica. La scelta narrativa di non presentare mai Bruce Wayne come bambino ( se non con fotografie ritagliate da giornali) e dare un aspetto politico alla morte dei suoi genitori, e ancora, la scelta stessa di iniziare la pellicola con un Bruce che è già Batman, con annessa batcaverna e batmobile, ma che allo stesso tempo non è ancora il Batman inteso e nominato come tale, ma piuttosto è vendetta.

The Batman quindi non si può definire un sequel ma segue un racconto di formazione del protagonista stesso, mettendo una nuova luce sulle dinamiche del suo personaggio. Dal punto di vista estetico invece, Pattinson sembra più di tutti aver abbandonato la versione di Bruce Wayne affascinante e seducente per una versione più cruda e quasi sporca del personaggio. Le riprese della schiena dell'attore danno l'idea che l'attore stia prendendo le sembianze del pipistrello, con le scapole e i muscoli prominenti che sembrano ali che scavano nella carne. Malgrado le sembianze oscure però, il Batman di Pattison è un Batman incredibilmente umano, che si stanca, che ha paura e che paradossalmente non sempre riesce ad arrivare in breve tempo alla risposta esatta, ma che anzi è messo all'angolo più di una volta dall'Enigmista.

Continuando con il discorso sui personaggi, tutte le interpretazioni vengono portate a termine in maniera convincente sia per i personaggi principali che per quelli secondari - perfino per Colin Farrell robertdenirizzato per l'occasione. Robert Pattinson (Harry Potter e il calice di fuoco, 2004; The Lighthouse, 2019) riesce a convincere come Batman, sia nella presenza che nella psicologica, facendo del suo sguardo la chiave della sua interpretazione. Prova superata anche per Paul Dano (Il Petroliere, 2007; Youth - La giovinezza, 2015), capace di rendere il suo enigmista credibile nella sua efferatezza, grazie anche all'espediente dei social media, che rendono la realtà ancora una volta più vicina a quella degli spettatori, e più terrificante.

Con il continuo utilizzo di musica di sottofondo - dall'Ave Maria ai Nirvana - unita alla sopraccitata artificiosità della regia di Reeves, spesso l'impressione è quella di star vedendo un trailer accattivante e lunghissimo, non rivelandosi sempre come la scelta più accurata per la creazione di atmosfera.

In conclusione, The Batman non si può non considerare un film riuscito, dall'aspetto visivo e tecnico a quello delle interpretazioni, capace di coniugare aspetti diversi senza risultare eccessivamente lento o noioso. Sembra però, fin dalle primissime scene, la volontà di Reeves di fare di The Batman un vero e proprio film d'autore e malgrado il regista sia riuscito a staccarsi da ciò che siamo abituati a vedere nei cinecomic, l'aspetto autoriale non oltrepassa l'artificiosità di alcune scene e la buona scrittura e sviluppo della sceneggiatura.

A cura di Linda Giulio.
Pubblicato il 8 marzo 2022.

Pro:

  • Ottima fotografia tra i toni cupi e i contrasti delle illuminazioni.
  • Rinnovo del genere Cinecomic.
  • Interpretazione e scrittura dei personaggi.

Contro:

  • Eccessiva artificiosità di alcune scene.
  • Musiche eccessivamente presenti.

Commenti:


Caricamento modulo