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Steven Spielberg

The Fabelmans | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di The Fabelmans
Titolo Originale:
The Fabelmans
Regia:
Steven Spielberg
Uscita:
22 dicembre 2022
(prima: 11/11/2022)
Lingua Originale:
en
Durata:
151 minuti
Genere:
Dramma
Soggetto:
Sceneggiatura:
Steven Spielberg
Tony Kushner
Fotografia:
Janusz Kamiński
Montaggio:
Michael Kahn
Sarah Broshar
Scenografia:
Karen O'Hara
Musica:
John Williams
Produzione:
Steven Spielberg
Tony Kushner
Kristie Macosko Krieger
Produzione Esecutiva:
Josh McLaglen
Carla Raij
Casa di Produzione:
Amblin Entertainment
Reliance Entertainment
Budget:
$40 milioni
Botteghino:
$25 milioni
Carica Altro

Redazione

8-

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Sammy Fabelman
Gabriel LaBelle
Mitzi Fabelman
Michelle Williams
Burt Fabelman
Paul Dano
Benny Loewy
Seth Rogen
Hadassah Fabelman
Jeannie Berlin
Uncle Boris Podgorny
Judd Hirsch
Reggie Fabelman
Julia Butters
Monica Sherwood
Chloe East
Logan Hall
Sam Rechner
Natalie Fabelman
Keeley Karsten
Chad Thomas
Oakes Fegley
Claudia Denning
Isabelle Kusman
Tina Schildkraut
Robin Bartlett
John Ford
David Lynch
Younger Sammy Fabelman
Mateo Zoryon Francis-DeFord
Lisa Fabelman
Sophia Kopera
Younger Reggie Fabelman
Birdie Borria
Young Natalie Fabelman
Alina Brace
Renee
Chandler Lovelle
Sal
Gustavo Escobar

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Il piccolo Sammi, dopo la visione del suo primo film al cinema, sente la necessità di iniziare a raccontare storie attraverso la cinepresa.

Recensione:

Era il 1971 quando l’allora 25enne Steven Spielberg esordì con il suo primo film: Duel. Seguiranno poi dei veri e propri pilastri della storia del cinema quali il rivoluzionario Lo Squalo (1975), l’eterno E.T. L’extra - terrestre (1982), l’iconico Indiana Jones ne I predadori dell’Arca Perduta (1981), Schindler's List - La lista di Schindler (1993), Salvate il soldato Ryan (1998), passando perfino per Jurassic Park (1993) e la sua recente versione di West Side Story (2021).

Nella lunghissima carriera di Spielberg, malgrado l’impressionante varietà di generi e toni, si è sempre percepita la mancanza di una visione cinematografica più intima e personale del regista stesso, e The Fabelmans vuole proprio collocarsi in questa mancanza, dopo ben quarant'anni di film che sembravano oramai aver raccontato tutto.


Convincente e necessaria è, infatti, la collocazione autobiografica di Spielberg con la vita, la famiglia e i sogni del giovane Sammi. Tutto ciò che è racconto familiare, il regista riesce a caricarlo di un valore sognante ed emozionale, in cui i dialoghi sottolineano non soltanto una profonda sensibilità e l’innegabile talento, ma anche, e soprattutto, l’amore verso la sua famiglia e verso il cinema, incorniciando tutto con un tenero e sentito (auto)ritratto del giovane sè.


La dimensione realistica - data per altro da una collocazione temporale realizzata in modo ineccepibile su tutti i piani, dalla scenografia, ai costumi, al trucco e acconciature - si fonde spesso con quella visione più onirica e romantica che Spielberg riserva al ritratto di famiglia; equilibrio che perfino nella sua rottura risulta delicato e colmo di sentimento.

La sceneggiatura si prende il tempo per soffermarsi su tutti i suoi personaggi, particolare attenzione è riservata al ruolo della madre, che Michelle Williams (I segreti di Brokeback Mountain, 2005; Blue Valentine, 2010) incarna con tutto il suo essere, apparendo prima teatrale, poi spontanea, ora col cuore spezzato, poi piena di rabbia e tristezza.

La bravura della Williams mette fortemente in secondo piano l’adolescente Sammi, che sente spesso la mancanza di una spalla forte quale anche Paul Dano (Il petroliere -There Will Be Blood, 2007; The Batman, 2022), che perfino in un ruolo rigido e fortemente inquadrato riesce a caratterizzarsi con una morbidezza rara.

Nell'intento di adempiere alla necessità del racconto, della bellezza e del ricordo Spielberg regala alla sala cinematografica non solo un ottimo film, ma due ore dei momenti personali e, perchè no, una piccola lezione di cinema, ricordandoci sempre di cercare l'orizzonte e, nel mentre, renderlo più interessante possibile.

A cura di Rebecca Casati e Linda Giulio.
Pubblicato il 2 gennaio 2023.

Pro:

  • Regia di Spielberg: personale, sognante, necessaria.
  • Interpretazione di Michelle Williams.
  • Sceneggiatura che alterna momenti drammatici a momenti più leggeri., con dialoghi sempre puntuali.

Contro:

  • A tratti, un'eccessiva teatralità.

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