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Anthony Russo, Joe Russo

The Gray Man | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di The Gray Man
Titolo Originale:
The Gray Man
Regia:
Anthony Russo
Joe Russo
Uscita:
13 luglio 2022
(prima: 13/07/2022)
Lingua Originale:
en
Durata:
120 minuti
Genere:
Azione
Thriller
Soggetto:
Sceneggiatura:
Christopher Markus
Stephen McFeely
Joe Russo
Fotografia:
Stephen F. Windon
Montaggio:
Pietro Scalia
Jeff Groth
Scenografia:
Nancy Haigh
Musica:
Henry Jackman
Produzione:
Anthony Russo
Joe Russo
Joe Roth
Jeff Kirschenbaum
Mike Larocca
Chris Castaldi
Produzione Esecutiva:
Christopher Markus
Stephen McFeely
Geoffrey Haley
Palak Patel
Patrick Newall
Jake Aust
Zack Roth
Casa di Produzione:
Stillking Films
Roth-Kirschenbaum Films
AGBO
Budget:
$200 milioni
Botteghino:
$0
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Redazione

6.5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Six
Ryan Gosling
Lloyd Hansen
Chris Evans
Dani Miranda
Ana de Armas
Fitzroy
Billy Bob Thornton
Suzanne Brewer
Jessica Henwick
Avik San
Dhanush
Margaret Cahill
Alfre Woodard
Carmichael
Regé-Jean Page
Laszlo Sosa
Wagner Moura
Claire
Julia Butters
Six's Father
Shea Whigham
Dulin
Deobia Oparei
Perini
Robert Kazinsky
Markham
Daz Crawford
Dining Car
Callan Mulvey
The Buyer
Charlit Dae
Young Six
Cameron Crovetti
Dawson
Chris Castaldi
Officer Zelezny
Jeremy Tichy
Ranking Officer
Marian Mitas

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Six, un agente della CIA dalle doti quasi soprannaturali e dal passato oscuro, viene in possesso di un medaglione molto compromettente.

Recensione:

Tratto dall’omonimo romanzo di Mark Greaney, il tanto chiacchierato “The Gray Man” è arrivato il 22 luglio su Netflix Italia. Noto al pubblico soprattutto per il cast, che vede la collaborazione di tre celebri nomi come Ryan Gosling, Chris Evans e Renè-Jean Page (Bridgerton, S1), questo film è in realtà uno dei prodotti più validi tra le ultime, deludenti proposte della piattaforma. Certamente non si può parlare del miglior lavoro dei Fratelli Russo, noti per il loro sodalizio con la Marvel e per aver firmato “Avengers: Endgame”, però ci sono punti di forza non indifferenti.

Innanzitutto, come già detto sopra, i protagonisti d’eccezione: Ryan Gosling, nei panni di un agente dal passato tormentato, ma meno taciturno del solito e sempre pronto a fronteggiare le avversità con astuzia (tanto da ricordare vagamente il personaggio interpretato in “Drive”) e il suo antagonista Chris Evans, per la prima volta nei panni di un cattivo, che gli leva quella patina dorata cucitagli addosso dagli stessi fratelli Russo con Capitan America. Invece Renè-Jean Page viene un po’ oscurato, oltre che dai colleghi, anche da una interpretazione abbastanza anonima, mentre Ana De Armas torna nelle vesti di spia bella e tenebrosa dopo “No time to Die”.


La trama, per quanto possa sembrare scontata, è ricca di colpi di scena che rendono tutti i personaggi, in qualche modo, egoisti e spietati, ognuno focalizzato machiavellicamente sul proprio obiettivo.


Nonostante ciò (o proprio perciò) la sceneggiatura si riduce alle innumerevoli scene di scazzottate e lotte: tutto il resto risulta abbastanza superficiale, in particolare l’approfondimento psicologico di personaggi come Six, che capiamo aver avuto un’infanzia caratterizzata da abusi e violenza, ma che nella resa scenica resta poi molto approssimativa, perdendo così l’opportunità di dare una maggiore complessità al profilo del protagonista. Lasciano un po’ a desiderare, inoltre, i repentini cambi di location, accompagnati per altro da un’intitolazione indicante la città in cui ci si trova: un’espediente alquanto artificioso che poteva essere, forse, realizzato in maniera diversa.

Per quanto riguarda la regia, bisogna partire da un presupposto importante: “The Gray Man” è il film più costoso mai prodotto da Netflix, per un budget che ammonta a ben 200 milioni di dollari. E ciò ben si evince dal grande uso di effetti speciali e droni, soprattutto nelle scene di combattimento, che sono un po’ l’hummus di questo genere di film. Nonostante il rischio di risultare artificiosi e meccanici fosse alto, i fratelli Russo si destreggiano con grande dimestichezza e disinvoltura tra questi strumenti, per cui il risultato finale appare all’occhio gradevole ed omogeneo. Tutto sommato, “The Gray Man” è un blockbuster che, con le sue sbavature e le imperfezioni, intrattiene a dovere in “un giovedì come un altro”. Attendiamo di scoprire se il sequel (già annunciato) della saga di Sierra Six sarà in grado di sorprenderci.

A cura di Susanna Quintieri.
Pubblicato il 29 luglio 2022.

Pro:

  • Effetti speciali dove si palesa l'esorbitante budget.
  • Regia dei fratelli Russo non banale malgrado il genere.

Contro:

  • Sceneggiatura abbastanza superficiale che non permette la giusta caratterizzazione.

Commenti:


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