Home
Recensioni
Chi Siamo
Reinaldo Marcus Green

Una famiglia vincente - King Richard | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Una famiglia vincente - King Richard
Titolo Originale:
King Richard
Regia:
Reinaldo Marcus Green
Uscita:
13 gennaio 2022
(prima: 18/11/2021)
Lingua Originale:
en
Durata:
138 minuti
Genere:
Dramma
Storia
Soggetto:
Sceneggiatura:
Zach Baylin
Fotografia:
Robert Elswit
Montaggio:
Pamela Martin
Scenografia:
Brana Rosenfeld
Musica:
Kris Bowers
Produzione:
Will Smith
Tim White
Trevor White
Produzione Esecutiva:
Lynn Harris
Jada Pinkett Smith
Adam Merims
James Lassiter
Jon Mone
Venus Williams
Serena Williams
Allan Mandelbaum
Isha Price
Peter Dodd
Casa di Produzione:
Warner Bros. Pictures
Overbrook Entertainment
Star Thrower Entertainment
Westbrook Studios
Budget:
$50 milioni
Botteghino:
$30 milioni
Carica Altro

Redazione

7+

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Richard Williams
Will Smith
Oracene "Brandy" Price
Aunjanue Ellis
Venus Williams
Saniyya Sidney
Serena Williams
Demi Singleton
Rick Macci
Jon Bernthal
Paul Cohen
Tony Goldwyn
Robin Finn
Susie Abromeit
Will Hodges
Dylan McDermott
Nancy Reagan
Judith Chapman
Anne Worchester
Katrina Begin
Social Worker
Erin Cummings
Laird Stabler
Andy Bean
Vic Braden
Kevin Dunn
Bells
Craig Tate
Braze
Calvin Clausell Jr.
Tunde Price
Mikayla LaShae Bartholomew
Isha Price
Daniele Lawson
Lyndrea Price
Layla Crawford
Ms. Strickland
Erika Ringor
PV CC Tennis Pro
Noah Bean

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Richard Williams ha un sogno e un piano ben strutturato: far diventare le sue due figlie, Venus e Serena, le migliori giocatrici nella storia del tennis.

Recensione:

Reinaldo Marcus Green è il regista di questo biopic ispirato alla storia delle sorelle Williams, campionesse indiscusse nel mondo del tennis. Un film che parla di sport ma che non ne fa il suo punto focale: è un racconto, a tratti drammatico, di vita e di famiglia che contestualizza bene il background sociale e culturale dei personaggi. Razzismo, discriminazione, violenza sono temi che emergono vivamente dalla pellicola che mostra, senza cadere nel retorico, un'America degli anni '90 in cui le disparità e le ingiustizie verso le persone afroamericane sono all'ordine del giorno. Anche l'ambiente del tennis viene mostrato come elitario, frequentato esclusivamente da bianchi, classisti e dalla falsa sportività. Richard è il vero tassello principale della storia, personaggio caratterizzato in maniera ottima ed efficace: è un uomo complesso, che ha subito soprusi, che in passato ha sofferto molto e che ora vuole un riscatto per lui e per le sue figlie che “scuoteranno il mondo”. Nonostante le avversità del ghetto, le difficoltà economiche, lo scetticismo delle persone intorno, lui è sicuro, ha il suo piano minuzioso e sa che lo porterà a raggiungere la sua visione futura.


Il film infatti non è incentrato tanto sulle due sorelle, ma su ciò che un padre ha fatto per le sue figlie, per proteggerle, per dar loro una vita diversa e farle diventare le migliori atlete di sempre.


Vengono veicolati valori importanti come umiltà, forza d'animo, dedizione che emergono soprattutto da dialoghi ben costruiti e da una sceneggiatura sempre a fuoco e mai banale. Emblematica è la scena in cui il padre fa vedere a tutta la famiglia il classico Disney “Cenerentola” per insegnare loro come sia fondamentale restare umili, anche dopo ogni vittoria. Una scrittura che alterna momenti di sport ad una storia di redenzione, di crescita sportiva e morale, che riesce a coinvolgere anche chi non ama il tennis perchè lo amalgama bene a componenti emotive, politiche e sociali. Il sotto testo politico è forte: Richard infatti sa che le sue figlie devono lottare per affermarsi perchè non sono le classiche ragazze bianche ma rappresentano un'intera comunità schiacciata e discriminata. L'emotività è un'altra componente significativa: vengono mostrati, mai in maniera ridondante, dolori e gioie, sudore e lacrime.

La regia risulta precisa e dinamica: ogni colpo sferrato con la racchetta rappresenta un superare ostacoli e limiti che la vita propone alle due sorelle e alla loro famiglia. Anche la fotografia e la scenografia, con la ricostruzione dei paesaggi e del ghetto con il filo spinato intorno ai campi, riescono a restituire la giusta atmosfera e a ricostruire un contesto storico preciso. Ciò che convince di più del film, però, è la performance attoriale di Will Smith, intensa e coinvolgente, per cui ha ricevuto il Golden Globe come il miglior attore in un film drammatico. Compito non facile quello di incarnare un personaggio così complesso, controverso e a tratti eccentrico come quello di Richard Williams ma che è riuscito a portare a termine egregiamente. Buona anche l'interpretazione di Aunjanue Ellis nel ruolo di Oracene Williams, un personaggio femminile che sembra appartenere al presente per la sua visione moderna e progressista. Il resto del cast sembra restare un po' in ombra ma comunque riesce ad essere sempre coerente e nella parte. Quello che invece non sembra funzionare a pieno è la durata della pellicola, con un minutaggio forse un po' eccessivo e con scene superflue che potevano essere tagliate per snellire e dare un ritmo più godile alla narrazione.

In conclusione “Una famiglia vincente” è un film che coglie il dramma di un padre che vuole far diventare le sue figlie simbolo per le generazioni future, metafora di cambiamento e riscatto per tutta la comunità afroamericana. È senza dubbio un film commerciale, costruito per piacere a tutti ma che non scade mai nella banalità e nella retorica, puntando su una forte emotività e sulla performance di Smith, attore amato dal grande pubblico.

A cura di Giulia Belvedere.
Pubblicato il 26 gennaio 2022.

Pro:

  • Ottima performance di Will Smith
  • Costruzione efficace del contesto sociale e politico

Contro:

  • Eccessiva lunghezza

Commenti:


Caricamento modulo