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Damien Chazelle

Whiplash | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Whiplash
Titolo Originale:
Whiplash
Regia:
Damien Chazelle
Uscita:
12 febbraio 2015
(prima: 10/10/2014)
Lingua Originale:
en
Durata:
107 minuti
Genere:
Dramma
Musica
Soggetto:
Sceneggiatura:
Damien Chazelle
Fotografia:
Sharone Meir
Montaggio:
Tom Cross
Scenografia:
Karuna Karmarkar
Musica:
Justin Hurwitz
Produzione:
David Lancaster
Michel Litvak
Jason Blum
Helen Estabrook
Produzione Esecutiva:
Jason Reitman
Gary Michael Walters
Jeanette Volturno
Couper Samuelson
Casa di Produzione:
Bold Films
Blumhouse Productions
Right of Way Films
Budget:
$3 milioni
Botteghino:
$13 milioni
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Redazione

8.5

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Andrew Neiman
Miles Teller
Terence Fletcher
J.K. Simmons
Jim Neiman
Paul Reiser
Nicole
Melissa Benoist
Ryan Connolly
Austin Stowell
Uncle Frank
Chris Mulkey
Carl Tanner
Nate Lang
Dustin
Charlie Ian
Travis
Jayson Blair
Sophie
Kavita Patil
Mr. Kramer
Damon Gupton
Aunt Emma
Suanne Spoke
Dorm Neighbor
Max Kasch
Bassist (Nassau)
Kofi Siriboe
Metz
C.J. Vana
Pianist (Studio Band)
Tarik Lowe
Saxophonist #2 (Studio Band)
Tyler Kimball
Trumpeter #1 (Studio Band)
Rogelio Douglas Jr.
Trumpeter #2 (Studio Band)
Adrian Burks
Technician (Overbrook) - Mike
Joseph Bruno

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Andrew, batterista di una prestigiosa scuola musicale, dà tutto se stesso per farsi notare e diventare il migliore nel suo campo. Ben presto però, dovrà fare i conti con uno spietato maestro e l'agguerrita concorrenza di chi lo circonda.

Recensione:

A metà tra quello che potrebbe essere un tipico racconto di formazione e un film sportivo che si delimita nello schema limite-allenamento-gara finale, Whiplash si configura come un lavoro di genere atipico, che inizia il filone del regista Damien Chazelle (La La Land 2016; First Man – Il Primo Uomo, 2018) di visione critica dei concetti (tipicamente americani) di vittoria e sacrificio.

La sceneggiatura, seppur partendo da un soggetto semplice, riesce a costruire un'ottima tensione emotiva con dei colpi di scena distribuiti nel corso della narrazione in ottima maniera.

Sebbene gli eventi a tratti risultino evidentemente romanzati, colpiscono per il realismo con cui vengono narrati.

Interessante anche il lavoro sui dialoghi, primi tra tutti quelli tra il maestro e l'allievo, in cui vengono distrutti i soliti perbenismi competitivi a favore di una più spietata, e reale, concezione della sfida.

L'ottimo lavoro di scrittura prosegue anche per i personaggi, a partire da Andrew che rappresenta un protagonista né buono né cattivo ma ambizioso, e che si impegna con tutto sé stesso per raggiungere il suo scopo e, come è giusto alla sua età, sbaglia e paga i suoi errori che lo porteranno a una crescita emotiva e personale. Grazie alla costruzione di questo personaggio lo spettatore è facilmente coinvolto nella pellicola e riesce a immedesimarsi nel protagonista.


Fletcher invece, personaggio controverso ed enigmatico, riprende piuttosto esplicitamente alcune delle caratteristiche del celeberrimo colonnello Hartman di Full Metal Jacket (esplicativo in tal senso anche il richiamo a “Palla di Lardo”, lo sfortunato grassottello di turno bullizzato dalla compagnia).


Il lavoro di regia si concentra molto sulla figura gravitazionale dell'insegnante, le inquadrature riescono a dare austerità al suo personaggio, con primi piani che risaltano tutta l'abilità di rappresentare J.K. Simmons (Spiderman, 2002; Juno, 2007) un ruolo complesso, in cui si correva il rischio di banalizzare il personaggio, cadendo in facili stereotipi.

La regia cura inoltre molti dettagli sulle prospettive e introspettive dei protagonisti e regala dei buoni stacchi a tempo di musica, aumentando il concetto generale della musicalità della narrazione.

Protagonista sottintesa è ovviamente la musica, i brani jazz che pervadono la pellicola sono il punto di convergenza del film, che oltre all'accompagnamento regalano alla pellicola ritmo e tensione, lavorando così sul crescendo di suspense narrativa.

La bravura di Justin Hurwitz, fidato collaboratore di Chazelle, risiede nella capacità riarrangiare e creare pezzi Jazz in modo che risultino apprezzabili anche all'orecchio meno esperto.

Infine, il montaggio sonoro. È eccezionale, soprattutto se si considera la difficoltà del genere. Quando si registrano concerti da inserire in un film, infatti, occorre una certa dimestichezza, ad esempio, tra le inquadrature dei singoli strumenti, che devono quindi risaltare rispetto agli altri, e il resto della composizione musicale. In Whiplash, il lavoro svolto in tal senso è ottimo.

A cura di Linda Giulio e Mattia Liberatore.
Pubblicato il 23 ottobre 2019.

Pro:

  • Regia legata anche al montaggio sonoro.
  • Intensità e realismo della sceneggiatura.
  • Centralità della musica jazz.

Contro:

  • Sceneggiatura giusta, ma limitata.
  • Cast buono, ma che non regge l'intensità di J.K. Simmons.

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