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Patty Jenkins

Wonder Woman | Recensione | Unpolitical Reviews

Scheda:

poster di Wonder Woman
Titolo Originale:
Wonder Woman
Regia:
Patty Jenkins
Uscita:
1 giugno 2017
(prima: 30/05/2017)
Lingua Originale:
en
Durata:
141 minuti
Genere:
Azione
Avventura
Fantasy
Soggetto:
Zack Snyder
Jason Fuchs
Allan Heinberg
Sceneggiatura:
Geoff Johns
Allan Heinberg
Fotografia:
Matthew Jensen
Montaggio:
Martin Walsh
Scenografia:
Anna Lynch-Robinson
Musica:
Rupert Gregson-Williams
Produzione:
Charles Roven
Zack Snyder
Richard Suckle
Deborah Snyder
Produzione Esecutiva:
Jon Berg
Wesley Coller
Geoff Johns
Stephen Jones
Steven Mnuchin
Rebecca Steel Roven
Casa di Produzione:
Atlas Entertainment
Cruel & Unusual Films
Budget:
$149 milioni
Botteghino:
$821 milioni
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Redazione

4+

Pubblico

Redazione
Pubblico

Cast:

Diana Prince / Wonder Woman
Gal Gadot
Steve Trevor
Chris Pine
Antiope
Robin Wright
Hippolyta
Connie Nielsen
Sir Patrick / Ares
David Thewlis
Ludendorff
Danny Huston
Dr. Maru
Elena Anaya
Charlie
Ewen Bremner
Etta
Lucy Davis
Menalippe
Lisa Loven Kongsli
Sameer
Saïd Taghmaoui
The Chief
Eugene Brave Rock
Young Diana (8)
Lilly Aspell
Artemis
Ann Wolfe
Phillipus
Ann Ogbomo
Diana (12)
Emily Carey
FIeld Marshall Haig
James Cosmo
German Commander
Wolf Kahler
German Lieutenant
Alexander Mercury
Kaiser Wilhelm II
Martin Bishop

Trama:

Anticipazione

Trama Completa

Il film narra le origini di Wonder Woman, celebre eroina dei fumetti che intervenendo nel primo conflitto mondiale salva le sorti dell'umanità.

Recensione:

Dopo aver fatto la sua prima comparsa nel DC Extended Universe in Batman v Superman: Dawn of Justice (2016), Wonder Woman torna sul grande schermo con una pellicola a lei interamente dedicata. Il film consiste infatti in un lunghissimo flashback, attraverso cui la celebre eroina dei fumetti ripercorre le sue origini, dall'infanzia sull'isola di Themyscira alla prima missione in difesa dell'umanità nel corso della Grande Guerra, scenario ben diverso rispetto al secondo conflitto bellico rappresentato nei fumetti, ma comunque richiamato più volte dalla trama. Come dichiarato da Patty Jenkins (Monster, 2003), regista del film al suo secondo lungometraggio, la scelta di preferire la Prima guerra mondiale alla Seconda sarebbe dovuta a un contesto storico più fertile per far nascere il personaggio di Diana, sia per motivi semantici (donne ancora sprovviste del diritto di voto), sia per valorizzare alcuni espedienti scenografici (presenza di trincee, mitragliatrici e gas tossici). Ciò nonostante, l'impressione è che l'obiettivo non sia stato perseguito fino in fondo: da una parte, perché i tedeschi vengono tratteggiati più come nazisti che come soldati del Secondo Reich, dall'altra perché in questo modo diventa difficile giustificare lo scoppio della Seconda guerra mondiale. Detto in altri termini, se Wonder Woman ha sconfitto Ares nella Grande Guerra portando la pace nell'umanità, come si giunge alle follie di Hitler del 1939? E, ancora, come si giustifica un conflitto così lungo (ben sei anni) con Diana Prince ormai stabilmente in difesa dell'umanità?

Ad ogni modo, mettendo da parte disquisizioni estemporanee e meramente teoriche che poco hanno a che fare con il film in esame (essendo piuttosto rivolte alla coerenza dell'Universo Esteso DC), passiamo ad analizzare in modo più specifico la pellicola, che pur avendo riscosso un discreto riscontro da critica e pubblico non risulta esente da grossi difetti.

In primo luogo occorre soffermarsi sulla sceneggiatura, il cui unico pregio sembra essere la linearità della narrazione. Per il resto, ogni personaggio è scritto in modo approssimativo, presentando una caratterizzazione banale e prevedibile. I dialoghi, inoltre, risultano per lo più scontati e quasi mai divertenti; la linea comica della protagonista, frutto della sua aria costantemente spaesata, si dimostra alla lunga ripetitiva, stancando lo spettatore del suo continuo stupirsi per (quasi) ogni cosa (Diana non ha mai visto un orologio, né sa cosa sia un matrimonio, ma accetta senza alcuna meraviglia di farsi una foto). La durata superiore alle due ore risulta quindi spropositata per un film dal soggetto sviluppato in modo tanto scontato e dozzinale.

Dal punto di vista strettamente tecnico purtroppo le cose non migliorano. La regia risulta estremamente videoludica, tentando di distinguersi solo con qualche virtuosismo fine a se stesso. Anche il montaggio presenta diversi errori, mostrando qualche scavalcamento di campo di troppo (come quello, incomprensibile, della scena del ballo), ma riesce ad accelerare il giusto nelle fasi action, senza diventare eccessivamente frenetico (cosa che ad esempio è stata constatata nel caso di Mulan, 2020). La fotografia del film è mediocre, spesso troppo patinata, e la scenografia, seppur talvolta affascinante, si dimostra nel complesso poco originale, non riuscendo ad evitare qualche timida imitazione dell'universo Marvel.


A destare più perplessità sono tuttavia gli effetti speciali, estremamente invasivi e tecnicamente mal realizzati.


La CGI risulta evidentissima, non riuscendo sempre a camuffare i tantissimi green screen impiegati sul set ed esasperando fino all'inverosimile il ricorso al fast motion (soprattutto nell'aberrante finale). A completare il quadro sono musiche anonime e in alcuni frangenti in pieno stile James Bond (banalissimo riferimento al fatto che il capitano Steve Trevor sia una spia americana). A salvarsi del tutto sono soltanto il sonoro e i costumi. Questi ultimi, pur non essendo eccelsi, riproducono abbastanza fedelmente le uniformi dei soldati in guerra e conferiscono alla protagonista un fascino vicino a quello del fumetto. Non altrettanto convincenti risultano tuttavia le interpretazioni del cast: nonostante l'indiscussa bellezza, Gal Gadot è sempre inespressiva, mantenendo la medesima espressione facciale e la stessa intensità di movimenti, prescindendo dalla situazione; parlare con l'amato Steve o con il temibile Ares non sembra che per lei faccia una così grande differenza. Poco convincenti infine sia Chris Pine, mai in parte, sia David Thewlis, non molto credibile nei panni del crudele Ares.

In definitiva, Wonder Woman è un film fallimentare, che oltre a non essere in grado di intrattenere a lungo lo spettatore, finisce anche per offrire un prodotto visivamente scadente, non riuscendo a sfruttare l'enorme budget messo a sua disposizione (ben 150 milioni di dollari).

A cura di Mattia Liberatore.
Pubblicato il 26 gennaio 2021.

Pro:

  • Costumi piuttosto discreti.
  • Fasi action riprese e montate in modo accettabile.

Contro:

  • Sceneggiatura convenzionale e approssimativa.
  • Effetti speciali invasivi e mal realizzati.
  • Interpretazione del cast.

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