Soul

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Pete Docter

Soul

Scheda:

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© Disney

Titolo originale:

Soul

Uscita Italia:

25 Dicembre 2020

Uscita USA:

25 Dicembre 2020

Regia:

Pete Docter

Sceneggiatura:

Pete Docter, Kemp Powers, Mike Jones

Genere:

Animazione, Commedia, Drammatico, Avventura

REDAZIONE: ★8

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Joe, un umile insegnante di musica, ottiene finalmente l’opportunità di diventare un musicista affermato, ma qualcosa scombinerà i suoi piani.

Joe Gardner (Jamie Foxx), un insegnante di musica di scuola media di New York, si sente ancorato a una vita che non lo appaga, e per gran parte è insoddisfatto del suo lavoro. Sogna una carriera da musicista jazz, ma è perennemente condizionato dalla madre, una sarta eccellente, che, temendo un futuro instabile in termini finanziari, obietta spesso le scelte professionali del figlio. Per caso, un suo ex studente lo informa dell’opportunità di suonare il pianoforte nella nuova band della leggenda del jazz Dorothea Williams (Angela Bassett). Joe impressiona Dorothea con il piano, e ottiene il lavoro. Entusiasta, si avvia a casa per prepararsi alla sua prima esibizione da musicista, che avverrà la sera stessa, ma cade improvvisamente in un tombino. Joe si ritrova in un ambiente onirico, nel quale, come un’anima dopo la morte, si trova destinato a passare oltre.

“Non volendo morire prima della sua grande occasione, fugge, ritrovandosi tuttavia nell’Ante-Mondo, un luogo di pre-nascita nel quale i consiglieri dell’anima, tutti con il nome di Jerry, preparano le anime non nate per la vita sulla Terra.”

Joe viene scambiato come istruttore, e viene assegnato a 22 (Tina Fey), un’anima cinica che è rimasta per millenni nell’Ante-Mondo, e non trova alcun senso a vivere sulla Terra. 22 rivela a Joe di dover trovare la sua scintilla per completare il percorso e ottenere il pass definitivo per la Terra, ma dati i precedenti, lo darà direttamente a lui per permettergli di tornare a casa. Joe cerca allora di aiutare 22 a trovare una passione, ma i tentativi si rivelano inutili. A questo punto, 22 lo porta nella zona in cui le anime perduta diventano ossessionate delle proprie incertezze. Qui incontrano Moonwind (Graham Norton), un pirata informatico che può aiutare Joe a riappropriarsi del suo corpo sulla Terra. Tramite un portale, Joe si accorge di essere in coma, e salta sulla terra portando accidentalmente 22 con sé, con il risultato che 22 entra nel suo corpo e Joe finisce nel corpo di un gatto da terapia. Nel frattempo, Terry (Rachel House), un contabile dell’Ante-Mondo, si accorge dell’anima scomparsa, e si reca sulla terra per sistemare le cose. 22 e Joe scappano dall’ospedale, e insieme trascorrono una giornata colpa di vicissitudini. Aiutano la giovane Connie, studente di Joe e appassionata di musica, a continuare a seguire il proprio sogno, visto anche il suo grande talento. Vanno a tagliarsi i capelli dal barbiere, con il quale 22 instaura un rapporto più profondo. Si recano dalla madre per riparare il pantalone scucito, e Joe si riconcilia con lei, che finalmente accetta la passione del figlio per la musica e gli offre il vecchio vestito del suo defunto padre. 22 si rende conto di voler vivere sulla Terra. Prima che Moonwind possa ripristinare la vita di Joe, Terry li raggiunge e riporta entrambi nell’Ante-Mondo. 22 si accorge di aver trovato la sua scintilla, e consegna, amaramente, il suo distintivo a Joe, che torna sulla terra e performa nel locale con la band di Dorothea, ottenendo un incredibile successo. Nonostante il trionfo, Joe non è pienamente soddisfatto, deluso da come abbia trattato 22 prima di andarsene. Decide allora di aiutarla, torna nell’Ante-Mondo e restituisce a 22 il distintivo, e di conseguenza la vita sulla terra. Joe si prepara quindi a morire, ma uno dei Jerry, entusiasta dell’ispirazione che ha indotto nei loro confronti, gli da un’altra possibilità di vita. Joe accetta e torna nel suo corpo sulla terra, ora pronto a vivere e apprezzare ogni momento della sua vita.

Recensione:

In seguito al grande successo di Inside Out (2015), Pete Docter (Up, 2009) torna a dirigere un grande film d’animazione Disney-Pixar, e nel farlo plasma una sorta di sequel adottivo del precedente, che riprende il dialogo esistenziale ed emozionale di carattere infantilistico e lo tramuta in qualcosa di più maturo. Soul si presenta inizialmente come uno splendido racconto di vita quotidiana: Joe Gardner (Jamie Foxx) è un insegnante di musica alla continua ricerca del successo come musicista, con davanti a sé una grande opportunità. Un prologo apparentemente ordinario si trasforma all’istante in un viaggio metafisico di maturazione, eccelso nelle rappresentazioni visive e altrettanto onesto nelle intuizioni narrative, seppur meno ricche per esempio di un altro lavoro firmato Pixar, WALL•E (2008).

“Lo storytelling ritmato e piacevole accompagna lo spettatore nel cosiddetto Ante-Mondo, luogo di (ri)nascita dell’anima, che pone le basi per raccontare ciò che a Joe è più caro: la propria passione.”

La seconda parte del film è forse maggiormente usuale, ma comunque pregiata, colma sia di varie gag divertenti, sia di scene necessarie per l’evoluzione dei personaggi. Seppur la frettolosità del finale evidenzi qualche punto debole, nel complesso la sceneggiatura risulta più che riuscita nel trasmettere il messaggio agrodolce desiderato, ma soprattutto nel coinvolgere lo spettatore a tal punto da renderlo compartecipe della maturazione del protagonista.

Il comparto visivo della casa di topolino dimostra come suo solito la propria eccellenza. Questa volta sfrutta le opportunità del racconto per regalarci un’aldilà artisticamente notevole, rappresentato ora con sagome pseudo-surreali alla Mirò, ora con figure che ricordano la linea di Cavandoli (anche se, probabilmente, semplice cameo all’icona Finder della nota software house fondatrice). La qualità dell’animazione è fluida, perfettamente conforme ai toni della storia, e offre, nella totalità, una pregevole messa in scena, soprattutto nella fotografia, che risulta nitida nella realtà ed evanescente nell’Ante-Mondo.

Non si può dire tuttavia la stessa cosa per le musiche: un buon lavoro da parte dei noti Reznor e Ross (The Social Network, 2010; Mank, 2020), minato da alcune decisioni discutibili. L’armonia dei vari pezzi jazz trattati rimane spesso nell’ordinario, ma ciò che infastidisce è la scelta di cambiare genere, e quindi tono, nel momento in cui il personaggio di Joe passa dal mondo reale all’Ante-Mondo, proponendo spesso tracce di natura pop, facendo risultare questo meccanismo eccessivamente artificiale e incoerente, per quanto sia, all’apparenza, funzionale per i cambi narrativi.

In definitiva, nonostante qualche difetto, l’animazione statunitense ritorna trionfante; non è certo che Soul rappresenti una netta rivoluzione in casa Pixar, tuttavia è indubbia una maturazione: quella di Pete Docter, che ha perfezionato la formula adolescenziale di Inside Out, ma soprattutto quella dello spettatore, qui primissimo partecipe di una rivoluzione esistenzialistica che si pone davanti due grandi temi: l’importanza delle piccole cose e l’amore per la vita.

Pro:

  • Sceneggiatura non perfetta, che tuttavia centra l’obiettivo, diverte, e incoraggia lo spettatore a farsi le domande giuste.
  • Design animato particolarmente riuscito, ottimo nella caratterizzazione visiva dei vari personaggi.
  • Incantevole favola metafisica, volta a un pubblico più adulto del solito.

Contro:

  • Musiche non gestite al meglio.
  • Finale eccessivamente sbrigativo.

4 / 5. 1