Sound of Metal

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Darius Marder

Sound of Metal

Scheda:

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© Amazon

Titolo originale:

Sound of Metal

Uscita Italia:

4 Dicembre 2020

Uscita USA:

4 Dicembre 2020

Regia:

Darius Marder

Sceneggiatura:

Darius Marder, Abraham Marder

Genere:

Drammatico

REDAZIONE: ★7.5

PUBBLICO:

Cast:

Trama:

Ruben, batterista di un duo metal, si trova a dover affrontare la dolorosa e improvvisa perdita dell’udito.

Ruben Stone è un batterista che, insieme alla fidanzata Lou, fa parte del duo metal Blackgammon. L’armonia della coppia, che vive in un camper con il quale si sposta per raggiungere le mete dei tour, è turbata quando Ruben, poche ore prime di un concerto, inizia a perdere improvvisamente l’udito. Il batterista scopre che il suo udito si sta deteriorando rapidamente e che gli impianti cocleari che potrebbero avvantaggiarlo sono troppo costosi e non coperti dall’assicurazione. Il medico suggerisce a Ruben di eliminare totalmente l’esposizione a rumori forti ma il batterista, nonostante desideri recuperare l’udito perso, continua a esibirsi. Quando Lou viene a sapere delle condizioni di Ruben, decide di smettere di esibirsi e inizia a preoccuparsi per la sobrietà del compagno, che si scopre essere un ex eroinomane pulito da quattro anni. Ruben e Lou trovano un rifugio rurale per ex tossicodipendenti sordi gestito da un uomo di nome Joe, un alcolizzato in recupero che ha perso l’udito durante la guerra del Vietnam.

Ruben inizialmente rifiuta l’aiuto di Joe poiché l’uomo non permette a Lou di rimanere al rifugio e la sua ideologia si scontra con il desiderio del batterista di sottoporsi all’operazione.

Lou, preoccupata per il benessere del compagno, torna però a vivere dal padre e convince Ruben a restare al centro di recupero.

Ruben inizia a partecipare alle riunioni del gruppo, incontrando e conoscendo altri membri del rifugio, imparando il linguaggio dei segni e abituandosi alla sua nuova vita da sordo. Joe incarica Ruben di scrivere su un quaderno e di sedersi pacificamente una volta stancatosi, nel tentativo di metterlo a suo agio con il silenzio. Il ragazzo inizia a socializzare con il resto della comunità e anche a dare ai bambini lezioni di batteria. Ruben, che usa periodicamente il computer per vedere cosa stia facendo Lou, scopre che la ragazza sta sperimentando la sua musica a Parigi. Il batterista vende la batteria, le apparecchiature musicali e il camper allo scopo di pagare il costoso intervento d’istallazione di un impianto cocleare. Racimolati i soldi e completata la prima parte dell’intervento, Ruben si reca da Joe chiedendogli prestito di denaro per riacquistare il camper venduto, ma l’uomo rifiuta poiché la comunità è fondata sulla convinzione che la sordità non sia un handicap, motivo per il quale Joe, con molta delusione e rammarico, chiede gentilmente a Ruben di andarsene.

Una volta attivati, gli impianti consentono a Ruben di sentire ma causano una distorsione metallica del suono che non gli permette di riconquistare il suo vecchio modo di vivere. Ruben va comunque in Belgio per incontrare Lou, che vive a casa del ricco padre Richard e ha iniziato una nuova vita. La sera stessa è organizzata una festa e in seguito Ruben e Lou discutono della possibilità di suonare di nuovo: Ruben nota che questo rende Lou ansiosa, al che le dice che va tutto bene e che gli ha salvato la vita. Lou, rattristata, dice al ragazzo che anche lui ha salvato la vita a lei. La mattina dopo, Ruben se ne va mentre Lou dorme ancora; infastidito dalla distorsione, Ruben si siede all’aperto rimuovendo i processori dei suoi impianti, sedendosi nel più totale silenzio.

Recensione:

Film d’esordio di Darius Marder ma concepito da Derek Cianfrance (Blue Valentine, 2010; Come un tuono, 2012, co-sceneggiato dallo stesso Marder), Sound of Metal è, insieme Quella notte a Miami… (Regina King, 2020) e a Borat – Seguito di film cinema (Jason Woliner, 2020), il primo prodotto distribuito in esclusiva dagli Amazon Studios a raggiungere la stessa eco mediatica che i film del “rivale” Netflix ottengono da un paio d’anni. Il debutto di Marder, dopo essere stato relativamente snobbato ai Golden Globe, ha ricevuto ben sei candidature agli Academy Awards 2021, comprese quelle per miglior film, migliore sceneggiatura originale, miglior attore protagonista a Riz Ahmed e miglior attore non protagonista al poco più che esordiente Paul Raci.

Sound of Metal si apre con un incipit affascinante, realizzato in modo impeccabile e subito in grado di catturare lo spettatore; il primo totale che segue l’incipit è a sua volta molto bello e, anche se in modo sottile, ha il merito di presentare subito quello che si può sicuramente definire l’aspetto più notevole del film, ovvero l’equivalenza del sonoro e del visivo come mezzi espressivi. Il contrasto tra il metal iniziale e il delicato blues sulle cui note Ruben sveglia Lou riprende infatti la contrapposizione tra la fotografia scura dell’incipit e quella luminosa della scena successiva ed entrambi i piani, sonoro e visivo, esteriorizzano l’armonia del rapporto della coppia.

Nei momenti più riusciti del film è addirittura il visivo a sottostare al sonoro e in particolare l’immedesimazione con il protagonista, aspetto fondamentale dell’opera, è resa possibile proprio dal sonoro.

L’uso dell’udito come mezzo per creare empatia, oltre che originale, risulta estremamente efficace, tanto che la fruizione del film è a tratti quasi dolorosa e il primo episodio di sordità di Ruben è avvertito dallo spettatore con gli stessi sentimenti di angoscia e alienazione che prova il protagonista. La fotografia rimarca questo ricorrente senso di alienazione con il diverso utilizzo della messa a fuoco, che varia a seconda dell’interiorità di Ruben: molto pronunciata nei momenti di solitudine, più tendente alla profondità di campo quando il protagonista riesce a comunicare e dunque a mettersi sullo stesso piano di chi gli sta intorno. Analogamente la regia alterna in modo molto efficace, anche se a tratti ripetitivo, campi lunghi con sonoro “normale” a primissimi piani in quelle che sono a tutti gli effetti soggettive acustiche.

Una scelta audace sarebbe stata quella di realizzare tutto il film utilizzando questa praticamente inedita modalità della soggettiva acustica, ma per evitare una fruizione troppo faticosa il regista ha preferito “strizzare l’occhio” allo spettatore medio. Un aspetto negativo che si potrebbe imputare al film è in generale un tentativo troppo marcato, a tratti melenso, di sensibilizzazione nei confronti di una condizione che, a parte rari casi (per esempio Figli di un dio minore, Randa Haines, 1986), non è stata quasi mai trattata sul grande schermo.

A questo proposito, con l’emergere della tematica della dipendenza – l’altra colonna portante dell’opera insieme alla sperimentazione sonora, la posizione del film rispetto alla condizione della sordità si fa ambigua: se infatti ha perfettamente senso porre sullo stesso piano la dipendenza di Ruben dall’eroina e da Lou (la nascita della storia d’amore tra i due è coincisa con la disintossicazione del protagonista ed è noto che durante il primo anno di recupero le relazioni sono vietate in quanto sostitutivo della sostanza), presentare il desiderio di recuperare l’udito come il tentativo di un tossicodipendente di non fare a meno di quanto ha bisogno appare eccessivo, se non addirittura ingiusto nei confronti di coloro che vogliono fare di tutto per sovvertire la propria condizione di sordità. Questo aspetto non intacca comunque in modo pesante il valore dell’opera, che oltre all’interessantissimo sonoro vanta un comparto visivo solido quando non sopra la media e un’intensa prova attoriale da parte di Riz Ahmed.

Pro:

  • Sperimentazione sonora originale e interessante.
  • Comparto tecnico solido quando non sopra la media.
  • Interpretazione del cast e in particolare di Riz Ahmed.

Contro:

  • Tentativo di sensibilizzazione a tratti marcato.
  • Montaggio imperfetto.

3 / 5. 1